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Cina, scomunicato vescovo Shantou: si avverano parole del “papa cinese”

luglio 20, 2011 Leone Grotti

Il regime comunista cinese ha fatto ordinare p. Huang Bingzhang vescovo di Shantou. Senza mandato papale, è stato scomunicato. La Chiesa apre anche un blog per aiutare i cattolici cinesi a comportarsi in queste situazioni. Intanto si avverano le parole dette a maggio dal presidente onorario dell’Ap, Liu Bainian, detto il “papa della Cina”, che sarebbero stati ordinati 10 vescovi

“Quali sono gli effetti giuridici del Canone 1331, [che riguarda gli scomunicati, ndr]? E’ proibito alla persona scomunicata di celebrare Messa, amministrare o ricevere i sacramenti, presiedere qualunque ufficio ecclesiale. Questi, nonostante sia stato ordinato vescovo, non ha il potere di governare la diocesi. Di conseguenza, sacerdoti e fedeli (eccetto in casi gravi, come in punto di morte) non solo dovrebbero evitare di ricevere i sacramenti da lui, ma anche impedirgli di celebrare qualunque forma della liturgia o della cerimonia ecclesiale, e interrompere la liturgia nel caso egli non osservi il divieto”. E’ solo una delle tante risposte ad altrettante domande contenute nel blog “Being catholic in China”, voluto dal Vaticano e aperto dall’Agenzia Fides per evitare che i cattolici cinesi si ritrovino confusi.

Lo scorso 14 luglio, infatti, otto vescovi in comunione con papa Benedetto XVI e la Chiesa hanno partecipato all’ordinazione episcopale illecita di p. Giuseppe Huang Bingzhang a vescovo di Shantou (Guangdong), senza il mandato papale. E’ la terza ordinazione illecita in otto mesi dopo quella di Chengde (20 novembre 2010) e di Leshan (29 giugno 2011). E’ anche la prima ordinazione illecita dopo che il Vaticano ha reso noto di aver scomunicato p. Giuseppe Lei Shiyin di Leshan.

All’ordinazione, secondo fonti di AsiaNews, avrebbero partecipato più di 1500 persone, fra fedeli e ospiti: un numero non altissimo, se si considera che la diocesi di Shantou conta 140 mila cattolici. Il Vaticano ha reagito all’ordinazione illecita di Shantou con la scomunica di Huang Bingzhang, diffusa in una nota: “Il Rev. Huang Bingzhang era stato informato da tempo che non poteva essere approvato dalla Santa Sede come candidato episcopale, dato che la diocesi di Shantou ha già un Vescovo legittimo; più volte al Rev. Huang era stato richiesto di non accettare l’ordinazione episcopale“. Il vescovo legittimo è mons. Zhuang Jianjian, ordinato segretamente con l’approvazione della Santa Sede nel 2006 e ostacolato dal governo, che lo fa controllare costantemente dalla polizia cinese, impedendogli spesso di svolgere il suo ministero.

Continua la nota: “Da varie fonti di informazione la Santa Sede era al corrente che alcuni dei Vescovi, contattati dalle Autorità civili, avevano manifestato la propria volontà di non partecipare ad un’ordinazione illegittima, mettendo in atto anche forme di resistenza: nonostante ciò, i Presuli sarebbero stati obbligati a prendervi parte. In merito alla loro resistenza è bene rilevare che tale atto rimane meritorio davanti a Dio e suscita apprezzamento in tutta la Chiesa. Uguale apprezzamento va anche a quei sacerdoti, a quelle persone consacrate e a quei fedeli che hanno difeso i propri pastori, accompagnandoli in questo difficile momento con la preghiera e condividendone l’intima sofferenza”. Il Vaticano fa esplicito riferimento alla diocesi di Liaoning, dove i sacerdoti e i fedeli si sono radunati nella casa del vescovo e nella chiesa di Shenyang per impedire che il governo obbligasse il mons. Paolo Pei Junmin a partecipare all’ordinazione illecita.

La continua intromissione del regime comunista di Pechino nelle ordinazioni dei vescovi rischia di creare divisioni e confusione nel popolo cattolico cinese. Anche per questo è stato aperto il blog “Being catholic in China”. Come dichiarato a Tempi.it da p. Bernardo Cervellera, missionario del Pime e direttore di AsiaNews, la repressione del governo nei confronti dei cattolici è aumentata per «la strizza dell’Associazione patriottica che, nonostante le continue intimidazioni, deve constatare che i cattolici cinesi sono sempre più uniti al Papa. Anche i vescovi ufficiali desiderano avere un rapporto con il Vaticano. Questo è uno smacco tremendo per l’Ap, che vuole costruire una Chiesa indipendente da Roma e per questo sono aumentate ulteriormente le violenze».

Si sta purtroppo avverando l’annuncio fatto a maggio dal presidente onorario dell’Associazione patriottica, Antonio Liu Bainian, secondo cui il Vaticano non deve «interferire nel lavoro dei vescovi autoeletti e autoordinati». Liu Bainian, soprannominato “il papa della Cina” per la sua pretesa di guidare tutta la Chiesa locale, ha dichiarato che ci sono ancora almeno 10 candidati all’episcopato che saranno presto eletti. Due, senza il mandato del Papa, li hanno già ordinati.

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