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Ciampi for President e italiani inVischiati

maggio 26, 1999 Tempi

La settimana

Ciampeide: prima…

Ci vuole orecchio “Perché no alla Jervolino? Anche l’orecchio vuole la sua parte”. Silvio Berlusconi, giovedì 13, alla vigilia del voto.

Plurali “Ciampi è bravissimo, ma votare lui vuol dire votare il suo entourage: come passare dal singolare al plurale. Da Scalfaro a Scalfari”. Filippo Mancuso, giovedì 13, alla vigilia del voto.

durante…

Canti…

“Marini è al canto del cigno”. Antonio di Pietro, soddisfatto dell’andamento della votazione.

controcanti…

“Stia zitto, lui: capisce solo il raglio dell’asino”. Gerardo Bianco, insoddisfatto dell’andamento della votazione.

trii…

“Il trio della Capinera del Polo sognava l’elezione di Mancino perché si sarebbe liberata la poltrona di presidente del Senato: La Loggia aveva una lingua lunga come quella di un formichiere e passava le giornate guardando fisso all’infinito, forse presago del destino di gloria. Fisichella da due mesi indossava solo vestiti blu da cerimonia e l’immenso contestabile prefigurava una cura dimagrante”. Alfredo Biondi, quando il risultato si sta ormai delineando.

trombette…

“Dove è finita l’antica dignità dicì: tutti spariti”. Roberto Maroni, alla svolta decisiva della corsa.

e archi “Ciampi, come persona, non si discute. Ma qui s‘assiste all’incarnazione del Pensiero Unico. Passiamo dall’Arco Costituzionale all’Arco del Mercato”. Fausto Bertinotti, a risultato quasi acquisito.

e dopo la cura A ognuno il suo Ciampi 1 “L’ho votato perché ha fatto la resistenza con me”. Paolo Emilio Taviani A ognuno il suo Ciampi 2 “L’ho votato perché è impegnato sul voto agli italiani all’estero”. Mirko Tremaglia, An A ognuno il suo Ciampi 3 “L’ho votato perché non è legato ad alcun partito”. Gianfranco Fini, An A ognuno il suo Ciampi 4 “L’ho votato perché era la miglior risposta alla campagna contro i partiti”. Enrico Boselli, Si En plein di fiducia “I cittadini avranno finalmente un presidente di tutti, un uomo super partes. Con Ciampi sul Colle e Amato al Tesoro, l’opposizione fa l’en plein”. Silvio Berlusconi, FI Vincitori…

“Credo di aver dato prova di coerenza sostenendo una linea per due mesi e portandola fino in fondo. La Candidatura di Ciampi era la candidatura dell’Italia, non di un partito”. Walter Veltroni, Ds semi-vincitori…

“Il Ppi sta bene così, è rappresentato al livello più alto, e non ha bisogno di ulteriori riconoscimenti. Abbiamo fatto la nostra battaglia e siamo comunque felici che al Quirinale sia andato Carlo Azeglio Ciampi. Lo abbiamo votato anche noi”. Franco Marini, Ppi sconfitto “L’unico a riconoscere di essere stato sconfitto sono io che sto a letto. Hanno vinto tutti. Non per la persona, ma per il fatto politico, l’unico popolare che si ritiene sconfitto sono io”. Francesco Cossiga Né vinti, né vincitori “Non ci sono stati né vinti né vincitori. Hanno vinto le istituzioni”.

Massimo D’Alema Un presidente per amico “Era veramente difficile individuare una persona più valida di lui, dopo il settennato dell’amico Scalfaro”. Rita Levi Montalcini L’amico presidente “Per me è importante che sia stato eletto un carissimo amico”. Oscar Luigi Scalfaro Laico, laicissimo…

“Ciampi è uno statista laico, antifascista, riformatore legato a ideali cui solo il partito repubblicano, ed esso solo, si è mantenuto fedele”. Giorgio La Malfa, Pri cattolico…

“Carlo Azeglio frequenta la chiesa ogni domenica ricevendo anche i sacramenti”. Don Ottaviano, parroco di San Saturinino (parrocchia di Ciampi).

lui e tutta la famiglia “Sua zia Milla è tra le più impegnante in diocesi”. Monsignor Alberto Ablondi di Livorno Nepotismo “Io sono gentile, rigoroso e riservato come lo zio”. Il nipote Paolo Nonnismo “Viva Ciampi”. 4 bambini eccitati del quartiere Salario di Roma.

Cuore di moglie…

“Sono con il cuore in gola”. Franca Ciampi, la moglie e di laudatores “Mi si è aperto il cuore”. Giampaolo Pansa Regalie “Ho donato al Presidente della pasta di grano duro trafilata in ottone e della mozzarella di bufala campana per ringraziarlo di aver dato un grande contributo a Napoli, apprezzando la tipicità della sua cucina”. Alfonso Pecoraro Scanio e benedizioni “Offriamo al Presidente una poltroncina in tribuna d’onore. Certamente la sua elezione ci darà uno stimolo in più per tornare in B”. Livorno Calcio Dagli atelier…

“Ciampi ha l’eleganza che non appare squillante e non vuole essere a tutti i costi fantasiosa e innovativa”. I pubblicitari dalle officine…

“Suoniamo felici le sirene”.

I lavoratori “rossi” del cantiere navale di Livorno e dai muratori “Intendo manifestare pubblicamente le felicitazioni del Grande Oriente d’Italia di palazzo Giustiniani per la elezione di Carlo Azeglio Ciampi alla presidenza della Repubblica, ritenendo che siano stati privilegiati, al di là di ogni barriera ideologica, le doti morali, intellettuali, la dedizione e lo spirito dell’uomo Ciampi, così come dallo stesso testimoniati nel corso della sua lunga e prestigiosa carriera. Desidero ribadire al presidente eletto la lealtà dei Liberi Muratori del Grande Oriente d’Italia…”. Gustavo Raffi, gran maestro del Grande Oriente d’Italia.

Incomprensibile “Siamo contenti: Ciampi votò contro l’abrogazione dell’esilio dei Savoia”. Partito monarchico, flash d’agenzia.

Paradisi viscali…

Dopo aver sostenuto per una settimana intera e in tutti i modi possibili che “l’Italia ha uno dei costi del lavoro più bassi d’Europa, il costo del denaro è pari a quello europeo e in Italia il prelievo fiscale è al 17,73% per i nuovi investimenti a fronte di una media Ue del 24-30%”, e che le difficoltà della nostra economia (evidenziate da un calo del fatturato del 6,1% e degli ordinativi industriali del 4,4% – dati Istat – e per le quali secondo il presidente del Consiglio Massimo D’Alema difficilmente quest’anno il Pil raggiungerà il misero 1,4% ottenuto nel 1998) sono semmai dovute all’avidità e pavidità degli imprenditori italiani, il ministro delle Finanze Vincenzo Visco ha stilato una lista nera di 59 paesi a regime fiscale privilegiato. D’ora innanzi i cittadini italiani che risultano residenti in quei paesi dovranno dimostrare di svolgere in loco la propria attività economica. Come si vede nella tabella qui pubblicata, tra i 15 principali paesi europei l’Italia è al terzo posto per pressione fiscale sui redditi da impresa dopo Francia e Germania (e con il 5,5% in più della media Ue). Va detto che, per semplificazioni di calcolo, tali statistiche sono calcolate sulla grande impresa e non sulle medio-piccole che con l’ntroduzione dell’Irap (vera e propria tassa sull’occupazione) invece hanno visto peggiorare la loro situazione. In secondo luogo, la diminuzione dell’aliquota non corrisponde a un autentico risparmio d’imposta perché la base imponibile dell’Irap è maggiore di quella cui si applicava l’Ilor e quindi, di fatto, le tasse, a differenza di quanto sostiene Visco, aumentano. Come documenta uno studio della Bnl in Italia negli anni ’90 le tasse sono salite del 6% mentre, nello stesso periodo, per esempio, in Spagna dell’1%. Risultato: l’occupazione in Italia è cresciuta dello 0,6%, in Spagna del 2,7%. Forse è per questo che chi può trasferisce la residenza dove è più conveniente. Ogni buon imprenditore, in un paese libero, cerca un buon motivo per investire; l’ottusa politica punitiva di Visco, in un’Europa libera, invece offrirà solo ottime motivazioni per espatriare. E per quanti muri e catenacci si vorranno frapporre, una breccia ci sarà sempre…

e detrazioni viscali In un’intervista alla Repubblica di mercoledì scorso (12 maggio) il ministro della Solidarietà sociale Livia Turco ha annunciato l’invio di 8mila lettere ai sindaci italiani per rendere operative in poche settimane le due misure per la famiglia contenute nella finanziaria ’99. Per le neomamme, casalinghe e disoccupate con un reddito familiare inferiore ai 50 milioni annui, si tratterà di un assegno “una tantum” di un milione; per chi ha tre figli, invece, è previsto un assegno da 200mila lire al mese, maggiorato per famiglie più numerose. Il giorno dopo il ministro delle Finanze Visco, intervenendo al Forum della famiglia, ha ribadito la necessità di abbassare le tasse e di riequilibrare le detrazioni sui figli a carico (ferme a 336mila lire). In ogni caso, ha concluso Visco, nel biennio 1996-98 le Finanze hanno garantito agevolazioni per 4mila miliardi. Nel frattempo Visco ha giudicato fantasiose le ipotesi di riduzione dell’aliquota Irpef tra i 15 e i 30 milioni, dal 27 al 25%, anticipate da D’Alema. In attesa del 2000 e della sua finanziaria “della famiglia” (ma non era quella del 1999?) aspettiamo con ansia anche i non meglio precisati assegni “una tantum” e quelli da “200mila lire al mese maggiorati (?) per chi ha più di tre figli”. Come dice chi i figli li ha veramente: “tutto fa brodo e quel che non strozza ingrassa”. In attesa di sviluppi resta la curiosa coincidenza che ci voleva una delibera del Comune di Milano in materia di aiuti alle famiglie per far muovere il governo. E forse la scadenza elettorale del 12 giugno…

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