Google+

«Ci stiamo accingendo a vivere l’agonia di Gesù sulla nostra carne». Niger, «che ne sarà dei cristiani?»

gennaio 26, 2015 Redazione

La comunità cristiana si sente «rifugiata nel suo stesso Paese», dove il 99 per cento della popolazione è musulmana. Si lanciano appelli alla calma, dopo le violente proteste contro Charlie Hebdo

niger-scontriArticolo tratto dall’Osservatore Romano – Perdonare gli aggressori malgrado il «profondo risentimento» della comunità cristiana che si sente «rifugiata nel suo stesso Paese»: viene dall’Alleanza delle missioni delle chiese evangeliche l’ultimo appello alla calma e alla preghiera in Niger, sconvolto dalle violenze che il 16 e 17 gennaio hanno provocato, soprattutto nella capitale Niamey, morti, feriti e l’incendio di quarantacinque chiese, un orfanotrofio e una scuola cristiana. Violenze scaturite dalle manifestazioni di protesta contro la pubblicazione su molti giornali occidentali delle vignette satiriche di «Charlie Hebdo» ritenute blasfeme dai musulmani perché offensive nei confronti del profeta Maometto e dell’islam in generale. Il reverendo Boureima Kimso — sentito dalla France Presse — si chiede «che cosa sarà dei cristiani?», mentre un altro religioso, che vive a Zinder (la seconda città del Paese), parla di una vera e propria caccia al cristiano, a qualsiasi segno cristiano, che sia cattolico o evangelico.

Appelli alla calma sono stati lanciati, attraverso la televisione pubblica, anche da una ventina di ulema, mentre sono numerose le testimonianze di aiuto e solidarietà verso i cristiani che hanno visto come protagoniste famiglie musulmane.

Com’è noto, i vescovi cattolici hanno sospeso «fino a nuovo ordine» tutte le attività facenti capo alla Chiesa (scuole, centri di sanità, opere caritative e di sviluppo), «a seguito dei saccheggi delle infrastrutture della nostra istituzione e della profanazione dei nostri luoghi di culto». Il provvedimento — recitava la nota inviata all’agenzia Fides — «ci permetterà di pregare e di leggere, in serenità, gli avvenimenti dolorosi che abbiamo subito. Ringraziamo molto cordialmente tutti coloro che hanno espresso la loro solidarietà in questi momenti difficili. Preghiamo gli uni per gli altri affinché si stabilisca la pace nei cuori».

«Forse ci stiamo accingendo a vivere l’agonia di Gesù sulla nostra carne», ha affermato giorni fa, in una drammatica testimonianza resa alla Radio Vaticana, l’amministratore apostolico di Niamey, arcivescovo Michel Christian Cartatéguy. Elencando le «tante testimonianze di solidarietà da parte della comunità musulmana» e i molti religiosi «che sono stati protetti da famiglie musulmane», il presule auspicava il dialogo con le autorità del Paese per «rafforzare ulteriormente i legami di unità e fratellanza che abbiamo costruito. Incontrerò le autorità politiche affinché si impegnino con ogni mezzo affinché la cattedrale non sia ancora presa d’assalto. La cattedrale è un simbolo, per questo vogliono distruggerla», aveva detto.

In Niger, nazione dove il 99 per cento della popolazione è di religione musulmana, i cristiani sono divenuti un facile bersaglio. A Zinder c’è chi ha visto sventolare la bandiera di Boko Haram. «È ovvio — osserva ancora monsignor Cartatéguy — che la caricatura di Maometto moltiplicata in decine di milioni di copie faccia dire alla gente di qui: “Sono i cristiani d’Occidente che ci fanno questo”. Ma perché? Perché si continua ancora su questa strada? Dov’è il rispetto per la fede degli altri? Qui le persone non rispondono più alle domande dei giornalisti europei perché si sentono in collera. Rispondono soltanto per scagliarsi contro questa libertà di essere blasfemi». A confermare — all’agenzia Fides — la portata delle violenze è padre Nicolas Ayouba, superiore dei redentoristi in Niger. Tra Niamey, Zinder e Maradi quarantacinque chiese cristiane sono state incendiate insieme ad alcune case religiose: «La nostra comunità di San Clemente a Niamey non è stata attaccata, ma la chiesa di San Gabriele sì. Tutti i redentoristi comunque stanno bene», ha raccontato.

Nella capitale sono state saccheggiate e date alle fiamme anche le chiese di San Paolo, Sant’Agostino, San Giovanni, Santa Teresa e San Giuseppe, così come due conventi di religiose. Tutte le celebrazioni sono state sospese.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

1 Commenti

  1. Raider scrive:

    Il 99% dei nigerini è islamico: non si sa quanti siano i moderati, anche se non sembra se ne noti la presenza o se ne senta la mancanza, da quelle parti. In compenso, i complottisti sanno che chi vuole eliminare i pochi cristiani in circolazione è al servizio dell’Occidente… E tuttavia, nessuno di questi paranoici chiede l’intervento dei Paesi islamici confinanti per difendere questo “resto d’Israele” che sta per scomparire. Né lo fanno altri che trovano più coraggioso, cristiano e umano scagliarsi contro i vignettisti di Charlie Hebdo che avevano perdonato i carnefici dei propri colleghi, perdonato Maometto, mostrato la misericordia di Maometto anche nei confronti di chi lo aveva sfotticchiato!
    Tutto questo non fa che affrettare anche da noi la fine della libertà: e non per i soli cristiani. quali fanno finta che il problema siano dodici vignette. Dio acceca chi vuole perdere: ma molti preferiscono fare da soli: poi, però, se la prendono con Charlie Hebdo.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Non è la prima volta che BMW utilizza la dicitura Rallye per la sua GS: accadde già nel 2013, quando fu una vistosa versione Rallye con telaio rosso e colori Motorsport a celebrare l’uscita di scena del motore ad aria. Ora la dicitura torna in auge sulla BMW R 1200 GS Rallye, che per la […]

L'articolo Prova BMW R 1200 GS Rallye 2017 proviene da RED Live.

COSA: BIKE FESTIVAL GARDA TRENTINO, quest’anno dura un giorno in più  DOVE E QUANDO: Riva del Garda, Trento, 28-30 aprire e 1° maggio Tra le più importanti rassegne outdoor del comparto ruote grasse il Bike Festival Garda Trentino quest’anno aggiunge un giorno in più al suo (sempre) ricco programma di iniziative. Eventi speciali, escursioni, gare, test, un […]

L'articolo RED Weekend 28-30 aprile e 1° maggio, idee per muoversi proviene da RED Live.

A volte ritornano. Oltretutto quando meno te lo aspetti. Dopo dodici anni di assenza dal panorama europeo, lo storico marchio inglese MG annuncia il rientro nel Vecchio Continente. Un’operazione che avrà inizio nel 2019 e che vedrà protagonista la cinese Saic, dal 2005 proprietaria del brand. Il successo con le spider negli Anni ‘60 La […]

L'articolo MG, il ritorno in Europa è in salsa cinese proviene da RED Live.

Il marchio Seat ha la sportività incisa in modo indelebile nel proprio DNA. Un’inclinazione caratteriale impossibile da nascondere persino quando a Martorell hanno a che fare con una SUV. Ecco allora che la Ateca, la prima sport utility della storia della Casa spagnola, beneficia della versione FR (Formula Racing), sinora riservata alle “cugine” Ibiza e […]

L'articolo Seat Ateca FR: il SUV ha un’anima sportiva proviene da RED Live.

Prenderà il via dall’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola sabato 29 e domenica 30 aprile il Campionato monomarca MINI Challenge 2017, organizzato con il supporto di ACI Sport. Le sei tappe previste, da aprile a ottobre, si correranno sui più celebri circuiti italici e, chi non potrà partecipare o assistere, potrà godersi la visione in streaming su Dplay, la piattaforma on […]

L'articolo MINI Challenge, al via la nuova edizione proviene da RED Live.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana