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«Qui si costruirà la nostra chiesa». Dopo 55 anni di regime comunista i cattolici di Cuba avranno il primo “templo”

luglio 16, 2014 Leone Grotti

L’edificio sorgerà a Sandino anche grazie alle donazioni (39 mila dollari) dei fedeli della parrocchia gemellata di San Lorenzo a Tampa, Florida. Ecco come è nato il «progetto storico»

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Una chiesa cattolica sarà costruita a Cuba a 55 anni dalla rivoluzione castrista e dall’avvento del regime comunista. La ospiterà Sandino, cittadina di 40 mila abitanti a una notte di viaggio dall’Avana, creata dal nulla negli anni Sessanta per deportarvi migliaia di famiglie contadine (“pueblo cautivo”) che avevano partecipato alla rivolta contro il regime. La prima chiesa sorgerà grazie a un gemellaggio inedito tra la parrocchia cubana di Las Martinas y Sandino e quella americana di San Lorenzo a Tampa, Florida.

«COLLETTA SPECIALE». «È un evento storico. Il progetto è nato quattro anni fa, non in una notte, e vedrà la luce grazie alla generosità di tutti i nostri parrocchiani», racconta a tempi.it Luisa Long, coordinatrice del ministero ispanico della parrocchia di San Lorenzo, fondata nel 1959 grazie al contributo degli esuli cubani. «Con una colletta speciale abbiamo già raccolto 39 mila dollari tra i nostri fedeli. Per completare la chiesa ne serviranno 90 mila in tutto ma così si può cominciare a costruire».

cuba-sandino-castro1IL GEMELLAGGIO. Questa storia è iniziata nel 2010, quando il sacerdote di Las Martinas y Sandino, padre Cirilo Castro, ha fatto visita a Tampa in seguito alla proposta di gemellaggio avanzata da padre Thomas Morgan, della parrocchia di San Lorenzo. Il processo è stato facilitato da padre Ramon Hernandez, originario della provincia cubana di Pinar del Rio, all’interno della quale si trova Sandino, e in servizio presso la diocesi americana.
In quell’occasione è nata l’idea di costruire la chiesa e il progetto oggi è ben avviato: «Padre Castro ci ha fatto visita di recente e ci ha mostrato l’autorizzazione da parte del governo a costruire la chiesa. È stato un evento perché il regime comunista di Castro non ha mai visto di buon occhio i cattolici e le chiese ma negli ultimi anni le cose sono cambiate e il vescovo della diocesi di Pinar del Rio ha avviato un lungo dialogo con il governo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: alla fine del 2014 speriamo di avere le fondamenta della chiesa».

«QUI COSTRUIREMO LA NOSTRA CHIESA». Il “templo” sarà grande 800 metri quadrati e potrà ospitare 200 persone. Nelle foto pubblicate in questa pagina si può vedere padre Castro in piedi nel terreno comprato per erigere la chiesa con un cartello che recita: «Qui costruiremo la nostra chiesa». Una vera e propria rivoluzione per Sandino: «Attualmente i cattolici di Sandino non hanno una chiesa», continua Long. «Si ritrovano nelle case per pregare e dire Messa ma per loro è importante avere un edificio religioso perché il numero di cattolici cresce in modo esponenziale. I cubani stanno tornando alla loro fede. Come ci diceva padre Castro, molte persone non hanno mai davvero lasciato la fede cattolica ma avevano paura di proclamarla alla luce del sole perché a Cuba è pericoloso».

cuba-sandino-castro3FORTEZZE DELLA CHIESA. A Cuba esistono attualmente oltre duemila case di preghiera, riconosciute dalla Conferenza episcopale cubana, che le ha definite “Fortezze della Chiesa”. I rapporti tra regime e Chiesa cattolica sono cominciati a migliorare dopo la visita di Giovanni Paolo II nel 1998, a cui è seguita quella di Benedetto XVI. Grazie a loro, è stato possibile per le autorità cattoliche dell’isola inaugurare nel 2010 la nuova sede del seminario di San Carlos y San Ambrosio, a 17 chilometri dall’Avana, vicino al vecchio seminario espropriato nel 1966.

MANCA IL LAVORO. Presto Cuba potrà avere anche la sua prima chiesa, un evento unico e importante non solo dal punto di vista religioso: «Il vescovo di Pinar del Rio, Jorge Enrique Serpa, spera che questo progetto aiuterà anche molti cubani a uscire dalla miseria. La costruzione della chiesa, infatti, sarà affidata agli abitanti di Sandino che come tutti i cubani vivono una situazione economica drammatica». Per completare il progetto, mancano ancora 50 mila dollari per la chiesa e 80 mila per la casa parrocchiale e i saloni comuni: «Noi ringraziamo Dio che ci ha benedetti con una comunità generosa, disposta ad aiutare altri cattolici perché possano pregare Dio», conclude Long. «La raccolta fondi continuerà e speriamo nell’aiuto di tutti».

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1 Commenti

  1. Alessandro Pilotto says:

    Questo articolo è impreciso e fuorviante: non si può dire che “i cattolici di Cuba avranno il primo templo” oppure che “presto Cuba potrà avere anche la sua prima chiesa” perché sembrerebbe che a Cuba non ci siano chiese cattoliche (intese come edifici e luoghi ufficiali di culto), il che non è assolutamente vero; ce ne sono in tutte le città e sono attive e frequentate da sempre. La novità invece è che sarà costruita la prima chiesa cattolica dopo il 1959.

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