Google+

Chi pensa che il lavoro sia un diritto è come Stalin o Lenin

ottobre 4, 2011 Massimo Giardina

Ma se si parlasse di diritto al lavoro? Beh, il concetto cambierebbe radicalmente. Con il principio del diritto al lavoro un stato sovrano deve garantire a tutti i cittadini un trattamento di pari dignità, senza ostacoli per nessuno, nell’accesso al lavoro. E’ un principio sacrosanto di garanzia, siete d’accordo?

Il lavoro è un diritto? La domanda è provocatoria, ma nello stesso tempo piena di ambiguità. Per l’italiano medio, nato e cresciuto nel belpaese, non è neppure un quesito da porre data la banalità della risposta.

Chi vi scrive, qualche anno fa ebbe una conversazione con un amico statunitense che affermava: «Voi italiani non vi capisco, sopratutto non comprendo l’idea che avete del lavoro. Per me il lavoro è uno scambio: da una parte c’è chi offre una posizione professionale poichè ne ha necessità, dall’altra c’è chi a seguito di una remunerazione adeguata è disposto ad accettare. Soprattutto, nel momento in cui il mio datore non ha più bisogno di me, non comprendo perché debba continuare a pagare una prestazione che non necessità più».
 
L’unica cosa che l’americano diceva a suo favore riguardava il preavviso concordato contrattualmente con cui il datore di lavoro comunica la rottura del rapporto al dipendente. Deve essere un lasso di tempo ragionevole, tale da permettere la ricerca di un’altra posizione lavorativa. Concludeva lo statunitense: «Se il mio principale non ha lavoro, per quale ragione dovrebbe garantirlo a me?» In Italia, un pensiero di questo tipo è molto difficile se non impossibile da trovare, perché siamo impregnati dei motti di matrice sessantottina che urlavano per il lavoro sicuro, per l’assunzione a tempo indeterminato più difficile da annullare dei matrimoni.

Ma se si parlasse di diritto al lavoro? Beh, il concetto cambierebbe radicalmente. Con il principio del diritto al lavoro un stato sovrano deve garantire a tutti i cittadini un trattamento di pari dignità, senza ostacoli per nessuno, nell’accesso al lavoro. E’ un principio sacrosanto di garanzia, uno slancio verso le pari opportunità per chiunque. Affermare il diritto al lavoro, non equivale a dire che il lavoro è un diritto. Se così fosse, lo stato dovrebbe provvedere ad una posizione lavorativa per chiunque. Era l’idea di società perfetta di Lenin e poi di Stalin: uno stato che deve pensare a tutto. Il lavoro prima che un diritto è la condizione primaria dell’uomo, la condizione di sacrificio a cui ogni uomo si deve adattare per trasformare ciò che si ha in bene. Il lavoro è anche ricerca, capacità d’ingegno, rischio, vocazione al miglioramento. Il famoso motivetto che cantavano ironicamente i Gufi negli anni ’60 «io vado in banca, stipendio fisso, così mi piazzo e non se parla più» non regge. Al massimo può durare per una generazione, ma quella successiva ne paga le conseguenze, proprio come sta accadendo oggi in Italia.

Lanciamo in modo provocatorio ai lettori di Tempi.it il quesito di fondo: il lavoro è un diritto o bisogna garantire il diritto al lavoro?

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

L’abito non fa il monaco. Mai affermazione fu più vera, specie nel caso della concept Infiniti Prototype 9, presentata in occasione del Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, e forte di una linea ispirata alle monoposto degli Anni ’30 e ’40. L’aspetto, come accennato, non deve però trarre in inganno: il “cuore” è decisamente […]

L'articolo Infiniti Prototype 9: sotto mentite spoglie proviene da RED Live.

Il Concorso d’Eleganza di Pebble Beach, in California, rappresenta da sempre un evento speciale per la BMW. La Casa di Monaco è infatti solita stupire presentando delle concept che anticipano modelli pressoché pronti a entrare in produzione. Quest’anno tocca a una delle roadster più affascinanti mai realizzate, oltre che una delle vetture più “anziane” della […]

L'articolo BMW Z4 Concept: una linea da urlo proviene da RED Live.

Nessuno fiati. Nessuno si muova. L’hanno fatto davvero! Hanno ridato vita alla storica sigla GSi. Un’icona per tutti i “figli degli Anni ‘80” cresciuti a pane e Opel sportive. Con buona pace della divisione OPC, la nuova versione high performance della Insignia Grand Sport – seconda generazione della berlina tedesca – tornerà a sfoggiare la […]

L'articolo Opel Insignia GSi: gradito ritorno proviene da RED Live.

Solida e ben fatta, la Seat Ateca 1.6 TDI Advance è il primo SUV della Casa spagnola. Si parte da meno di 24 mila euro chiavi in mano

L'articolo Prova Seat Ateca 1.6 TDI Advance proviene da RED Live.

La fortwo, l’utilitaria più corta sul mercato – è lunga solo 2,69 m – si aggiorna. La novità principale è rappresentata dalla disponibilità di serie, sin dall’allestimento entry level youngster, della frenata automatica d’emergenza e dei fendinebbia. Un upgrade in materia di sicurezza tutt’altro che marginale, esteso anche alla versione a quattro posti forfour. Tessuto […]

L'articolo smart fortwo e forfour 2018: danno di più proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana