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Chi era padre Alec Reid, l’uomo che costruì la pace in Nord Irlanda

novembre 22, 2013 Emmanuele Michela

È morto il sacerdote che aveva costruito la sua missione tra i poveri di Belfast. Divenne famoso per un’immagine in cui prega sulla salma di un soldato britannico

C’è una foto che chiarisce più di ogni discorso chi era Alec Reid, il sacerdote nord-irlandese morto oggi ad 82 anni a Dublino, dopo aver speso diversi anni a Falls Road, Belfast, il quartiere cattolico per eccellenza della città: lo scatto (tratto da Wikipedia) arriva dal grigiore del periodo più duro dell’Ulster, gli anni Ottanta, il religioso è ritratto in ginocchio, ricurvo sul corpo esanime di un uomo nudo, le sue mani sporche di sangue giunte in preghiera, a offrire l’estrema unzione al morto che ha davanti. Quell’immagine fece il giro del mondo perché lui, sacerdote redentorista cattolico, stava onorando la salma di un soldato britannico protestante, che aveva peraltro appena tentato di salvare dalle mani di una folla di repubblicani inferociti, convinti che il militare, che assieme ad un collega aveva fatto irruzione durante un funerale di un membro dell’Ira, fosse lì con l’intento di uccidere.

IL RUOLO CHIAVE NEL PROCESSO DI PACE. Quella foto racchiude la storia di un sacerdote che ha vissuto a strettissimo contatto con la comunità cattolica di Belfast, dal suo monastero, appena sotto il muro che divide Shankill da Falls. In maniera silenziosa, poi, è stato una delle figure cardine che ha permesso di mettere fine alla spirale di violenza che per trent’anni ha dominato l’Ulster: a lui si deve l’avvicinamento, sempre sul finire degli anni Ottanta, tra il leader del Sdlp John Hume e lo Sinn Fein di Gerry Adams, attraverso lo scambio di lettere segrete da lui stesso portate. Così aiutò a costruire un fronte comune con cui tentare di promuovere la pace, fatto all’epoca impensabile tra i nazionalisti. E ad un calo delle tensioni, di fatto, si arrivò negli anni Novanta, prima con un “cessate il fuoco”, poi con gli Accordi del Venerdì Santo del 1998. Fu anche uno dei pochi testimoni della deposizione delle armi da parte dell’Ira nel 2005. Delle sue relazioni politiche restano ancora tanti aspetti poco noti, tenuti nascosti dal suo stesso silenzio: incontrò anche i rappresentanti della Repubblica irlandese, cosa che forse accadde pure con figure del governo britannico, sempre per trattare la pace.

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1 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Una piccolissima correzione al testo, i due soldati inglesi linciati dalla folla non erano in servizio e non stavano facendo nessuna irruzione. Stavano passando, fuori servizio, con l’auto di proprietà di uno dei due quando vennero fermati da una folla di esagitati che bloccò la macchina e li massacrò con una furia bestiale, mi ricordo benissimo il video girato all’epoca che mostrava in maniera chiarissima cosa accadde. Un po’ come quei quattro riservisti israeliani che anni fa per sbaglio finirono in una zona palestinese e furono massacrati da un mucchio di bestie, che poi mostravano ai fotografi pieni di orgoglio le mani sporche di sangue. Da allora, la simpatia che provavo per la causa irlandese svanì di botto.

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