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Chen Guangbiao, “il filantropo più carismatico della Cina”, va a New York a fare la carità agli americani. Ma c’è il trucco

giugno 27, 2014 Redazione

L’estroverso miliardario cinese, dopo aver offerto un pranzo ai senzatetto della Grande Mela, ha preferito donare i 300 dollari promessi a ciascun partecipante al centro di assistenza. E i senzatetto si sono inferociti

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Chen Guangbiao, il “filantropo più carismatico della Cina” (si presenta così), due settimane fa aveva comprato una pagina del New York Times per fare un annuncio: avrebbe offerto 300 dollari in contanti e un pranzo sontuoso a mille senza tetto newyorkesi, al Central Park. Il motivo? Il multi-miliardario cinese lo ha spiegato così: «Voglio diffondere negli Stati Uniti il messaggio che ci sono buoni filantropi in Cina e che non tutti sono folli spendaccioni di beni di lusso».
Ieri si è svolto il pranzo filantropico, ma c’è stata una brutta sorpresa. Nessuno dei 200 invitati ha visto un quattrino.

NIENTE CONTANTI. Presa la parola durante il banchetto, Chen ha salutato i suoi ospiti dicendo: «Voglio che i ricchi stiano a vedere. Grazie a questo evento spero che il mondo intero si riempirà di amore». Mai si sarebbe aspettato, forse, che la rabbia dei clienti prendesse il sopravvento sulla gratitudine. Nonostante Chen avesse ribadito, durante il pranzo, la promessa di consegnare ai senzatetto 300 dollari a testa, si è rimangiato la parola, preferendo fare una donazione al centro di assistenza che gli aveva inviato gli ospiti. La trasformazione di una promessa in un “gesto simbolico” non è piaciuta agli invitati, che hanno assalito Chen al termine della sua interpretazione canora di “We are the world”.


«VADO IN AFRICA». L’assalto dei senzatetto è avvenuto dopo la degustazione di filetto di manzo con rafano, informa il New York Times. «Le guardie di sicurezza hanno formato un cerchio attorno al signor Chen, per separarlo dagli ospiti arrabbiati». Afferrando un microfono, Chen ha ribadito che avrebbe mantenuto la sua promessa e che avrebbe distribuito il denaro a tutti i partecipanti, presso il centro di assistenza: «Non vedo l’ora di vedervi alla missione tra poco!», ha esclamato. Ma, riporta il Nyt, non era questo l’accordo che aveva firmato con il “fornitore” dei senzatetto e ha dovuto arrendersi. Alla conclusione dell’evento, ha dichiarato che la manifestazione era stata «un grande successo». Ha attribuito il malcontento tra i suoi ospiti a «differenze tra le culture d’Oriente e Occidente». «Infatti – ha spiegato – il prossimo anno ho intenzione di continuare la mia filantropia in Africa».

CHEN, FURBO O BIZZARRO? Chen è uno dei 400 uomini più ricchi della Cina. Si stima che lo scorso anno i suoi guadagni siano stati pari a circa 810 milioni dollari. Oltre a essere un grande capitalista, Chen è un abile promoter di se stesso, in Cina e nel mondo. Diversi mesi fa, aveva attirato l’attenzione dei media, cercando di comprare il New York Times. In Cina ha distribuito contanti alle vittime del terremoto del 2008 in Sichuan. Per sponsorizzare il censimento economico è apparso in televisione in uno studio di Nanjing circondato da un muro di 16 tonnellate di banconote da 100 yuan. Il gesto più noto è quando nel gennaio del 2013, mentre le principali città cinesi erano avvolte da una spessa coltre di smog «più pericoloso della Sars», è sceso in strada a Pechino per regalare ai passanti centinaia di lattine di aria fresca. C’è chi l’ha chiamato «ambientalista dal cuore d’oro» ma il tycoon, oltre a denunciare l’insostenibile inquinamento dell’aria cinese, ha fatto anche pubblicità al suo marchio. Erano prodotte da lui, infatti, le 8 milioni di lattine vuote, vendute nei primi due mesi del 2013.

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