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Centrafrica, in mezzo all’inferno della guerra la speranza della carità: cristiani donano cibo e soldi ai musulmani

novembre 11, 2014 Leone Grotti

I cristiani di Bozoum, su proposta del missionario Aurelio Gazzera, hanno aiutato circa 200 donne e bambini musulmani. «Un grande gesto, pieno di volontà di perdono e amore»

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Ceste e ceste piene di arachidi, manioca e altri prodotti alimentari. Sono i doni che i cristiani della città di Bozoum, nel martoriato Centrafrica, hanno raccolto per donarli ai circa 200 musulmani rimasti nella zona.

GUERRA CIVILE. Il paese è stato sconvolto dalla guerra civile il 24 marzo 2013 quando i ribelli Seleka, sotto la guida di Djotodia, hanno deposto con un colpo di Stato il presidente Bozizé. Dopo mesi di violenze perpetrate dai mercenari islamici provenienti da Ciad e Sudan contro i cristiani, che rappresentano il 90 per cento della popolazione, le milizie principalmente animiste chiamate anti-balaka (“antidoto”) hanno reagito contro i musulmani con altrettanta violenza e crudeltà.

centrafrica-cristiani-musulmani-islam-doni1«CHE SORPRESA». Così anche a Bozoum, nel nord-ovest del paese, quasi tutti i musulmani sono dovuti scappare. Sono però rimasti circa 200 donne e bambini, familiari di coloro che nei mesi precedenti hanno spesso attaccato i cristiani. Il missionario Aurelio Gazzera ha proposto a quegli stessi cristiani di fare una raccolta di denaro e cibo per aiutarli.
E il 2 novembre, come riferito sul suo blog, «i “miei” cristiani mi hanno sorpreso ancora una volta: una fila lunghissima ha iniziato a scorrere portando manioca, arachidi e altri prodotti, e soldi. Un gesto molto bello, e anche consistente! In genere in questo offertori, la somma non supera i 15 o 20 euro, mentre domenica le offerte hanno raggiunto i 70 euro. Un grande gesto, pieno di volontà di perdono e di amore, da parte delle persone semplici di Bozoum».

ANCORA SCONTRI. Bozoum rappresenta un segnale di speranza in Centrafrica, dove l’intervento delle Nazioni Unite con i 12 mila uomini della missione Minusca (ancora non tutti stanziati) non ha fermato gli scontri. Questi hanno causato in un anno e mezzo cinquemila vittime e lo sfollamento di un milione di persone su 4,6 milioni di abitanti. I Seleka si sono ormai stanziati nel nord, rifiutando di deporre le armi e chiedendo la divisione in due del paese ricco di oro e diamanti.

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6 Commenti

  1. Elena says:

    Bel gesto, soprattutto in considerazione che l’islam prevede invece di fare carità e beneficenza solo verso altri musulmani.
    Infatti quando si verificano calamità naturali, ad esempio, i paesi musulmani intervengono con aiuti solo se sono coinvolti altri paesi islamici.
    Questo a conferma di come le religioni NON siano tutte uguali…

  2. Raider says:

    Crede che, non so, la Boldrini noterà certe differenze? Che si accrogerà o ammetterà o dirà ai quatro venti che i cristiani perdonano, sfamano, accolgono chi li discrimina, chi li perseguita, chi ne fa strage? Ma neanche per sogno! E dire che, sognare, lei e tutti i multiculturalisti e politicamente ipercorretti sognao a occhi aperti; poi, quando succede quello che sappiamo, li occhi li chiudono tutti e due e così la bocca, ermeticamente sigillata.

  3. Focauld says:

    L’azione destabilizzante del piano Yinon non riesce a instillare in queste popolazioni la sindrome da “conflitto di civiltà”, ma rimangono fedeli alla evidenza della comune appartenenza di Destino, sia tra fratelli in Abramo, sia tra fratelli in umanità. Alla fine gli uomini di Buona Volontà saranno quelli che si salveranno. Per gli altri (penso soprattutto ai fondamentalisti di qualsiasi matrice) bisogna molto, ma molto pregare.

    • Raider says:

      “Il Piano Yinon”… “La comune appartenenza al Destino”… “Fratelli in Abramo” e perché no, “fratelli in umanità,” che ci si ammzza fpiù fraternamente. Vittime e carnefici sono accomunati in modo tale, nello stesso destino e nel Piano Yinon, che stare a sottilizzare chi ci lascia la pelle e chi gliela toglie di dosso è una cosa, effettivamente, vero?, meschina, disdicevole, sconvenienete. Ma che, stiamo a contare i morti, col Piano Yinon dispiegato così apertamente… Non si fa, non si fa…
      I cristiani, su cui è sospesa la minaccia di morte sia dove sono maggioranza come dove sono minoranza, aiutano i musulmani, li rifocillano, li ospitano: vero, verissimo: ma, anche qua, chi ha avuto, ha avuto, ha aviuto e chi ha dato, ha dato, ha dato.
      Di chi è, allora, la colpa di una mattanza continua? Del piano Yinon e degli Ebrei, sionisti o sabbatiani o chissà cos’altro in aggiunta alla inespiabile matrice giudaica. Che è quello che vogliono e predicano gli islamisti: negare che le vittime sono cristiane e i boia islamici: e unirsi nella lotta contro il “comune nemico”, cioà, il Piano ordito dal giudaismo… E meno male che il Piano Yinon “non riesce a instillare in queste popolazioni la sindrome del conflitto di civiltà!…”
      La sindrome paranoide di Focauld, invece, si sente in ognuna delle parole che mette in processione verso La Mecca, quelle dette come quelle non dette, tentando di instillarla in un discorso che ha ben chiaro quello che succede – 100.000 cristiani l’anno uccisi in tutto il mondo, nella stragrande maggioranza da islamici che ammazzano anche altri, nel silenzio di tutti gli islamici e dei media occidentali: altro che Piano Yinon! -: e non accomuna nello stesso “Destino” e nello stesso compianto le vittime e i carnefici.

    • Leo says:

      @Focauld : mi permetto di aggiungere alla tua osservazione che il Piano Yinon (ed in genere il metodo colonialista usato dall’occidente) in Africa trova ahimè un maggior successo in quanto in queste zone spesso la forte divisione tra diverse etnie (molto più forte che non quella religiosa) fa sì che scatenare guerre (generalmente per interposte persone) sia un gioco da ragazzi. Un esempio da manuale è stato il Rwanda.

      P.S. : riguardo al tuo consiglio riguardo ai trolls se avessi letto la mia ultima risposta al tizio che si parlava e si parla addosso avresti potuto comprendere come ho voluto essere solo comprensivo rispetto ad un mio collega pensionato. Le giornate senza lavorare sono lunghe e pesanti.

      • Raider says:

        Fra gente rimbambita che pensa che gli altri lo siano così da pensionarli in largo anticipo e altri che ringiovaniscono il prossimo con la stessa lucidità di un Leo che si tira la tastiera sul cervello essendo per età inabile a darsi la zappa sui piedi, c’è di che sbellicarsi dalle risate. Gente che spara a casaccio anache sull’anagrafe del prossimo, sbagliando completamente il bersaglio, non deve dimostrare quello che ripete mettendo una parola accanto all’altra, come un solitario con carte e certificati anagrafici rilasciati col bollo della loro ignoranza: e allora, non avendo nulla da dire, che ti fanno? Parlano dei troll. Tanto per sbagliare ancora di più e una volta di più; così, possono dimenticrasi per un attimo di tutte le sciocchezze che scrivono quando parlano di Yinon e del suo Piano: che scambiano per l’aeroplano che li porta con la fantasia a Cartoonia e Tora Bora, dove hanno pensionato il loro cervello, di cui non hanno notizie da moltpo tempo.

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