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Celentano si “dimentica” la beneficenza e il comune di Roma batte cassa

aprile 5, 2012 Chiara Sirianni

Alemanno sollecita il Molleggiato, che aveva promesso di devolvere il proprio compenso sanremese ad alcune famiglie bisognose della capitale e di altre città italiane. Il clan Celentano fa sapere che «la Rai non ha ancora provveduto al pagamento», il Campidoglio risponde: «non potremmo che ringraziare la sua sollecitudine»

Chi ricorda del festival di Sanremo? Era solo un mese e mezzo fa, era il tempo della musica e delle polemiche sul cachet di Adriano Celentano, ritenuto da molti eccessivo. In una conferenza stampa erano stati forniti addirittura i dettagli: 350mila euro per un solo intervento, 700 nel caso le esibizioni fossero state due, 750 per interventi maggiori, e così via. L’ex ragazzo della via Gluck aveva deciso però, a sorpresa, di devolvere l’intero compenso in beneficenza. In parte a Emergency, e in parte a una serie di famiglie bisognose sparse in tutta Italia. Qualche telefonata ai sindaci di Milano, Roma, Firenze, Bari e Napoli e criteri di «oggettivo bisogno» da applicare. Tutto sembrava finito per il meglio: l’idea era quella di consegnare a un notaio un documento contenente i nomi delle famiglie e dei sindaci che le hanno indicate. Agli stessi sindaci spettava poi il compito di consegnare il denaro, in forma privata, e alla presenza di una persona di fiducia («forse Claudia Mori, o Morandi» aveva detto Gianmarco Mazzi, il direttore artistico del festival). Un bel gesto, anche piuttosto inusuale nel mondo dello spettacolo.

Peccato che i soldi non siano ancora arrivati. E ci ha pensato il capo di gabinetto del sindaco di Roma, Sergio Basile, a far notare la cosa, diramando una nota di sollecito. Oltretutto si fa riferimento alle «precedenti mail già inviate» da parte dell’Assessorato, per tentare di capirci qualcosa, e alle «diverse richieste di informazioni» pervenute dalle famiglie interessate. Insomma, con «cortese urgenza» si chiede una risposta, alla luce del fatto che i nuclei familiari in questione hanno condizioni economiche e di salute particolarmente precarie. Dal Campidoglio fanno sapere a Tempi.it che nessuno voleva scatenare una polemica, piuttosto «monitorare situazione, perché i destinatari versano in condizioni di indigenza. In particolare la c’è una famiglia numerosa che su questa cifra faceva molto affidamento». Il motivo del ritardo? Lo si è scoperto, infine, tramite un comunicato stampa della famiglia Celentano: «Basta chiedere alla Rai che non ha ancora provveduto al pagamento. Peraltro il mese e mezzo trascorso rientra nella tempistica normale dei pagamenti effettuati dalla Rai».

Da Roma spiegano che nessuno ha intenzione di “chiedere alla Rai” alcunché. «Se la tempistica è normale, aspetteremo. Stiamo parlando di situazioni oggettivamente complesse. Ci sono bambini malati. Insomma, le abbiamo indicate apposta, perchè rispondenti ai criteri della famiglia Celentano. C’è uno stato di bisogno estremo. Per questo ci si meraviglia del fatto che davanti a tanta disperazione non ci sia la sollecitazione dovuta». È la prima volta che capita un intoppo del genere? «Sinceramente sì». Qualcuno ha polemizzato: vista l’urgenza, Celentano non potrebbe anticipare le cifre richieste e poi recuperarle quando la situazione si sbloccherà? «È a sua discrezione, ovvio. È già stato molto sensibile nei nostri confronti, ed è stato un gesto che abbiamo davvero apprezzato. Certo, non potremmo che ringraziare per la sua sollecitudine». Un’idea di quando potrebbero arrivare le risorse? «La legge prescrive che le pubbliche amministrazioni debbano provvedere entro 60 giorni. Certo, usanza vuole che purtroppo i pagamenti si dilatino, anche oltre i 120 giorni. Si parla di quattro, cinque mesi. Possiamo solo aspettare». Nel frattempo, le famiglie vengono seguite dai servizi sociali, come sempre. Ma si tratta di un’assistenza minima. «Certo è che sarebbe stato bello, si parlava di diverse decine di migliaia di euro per ciascuna famiglia. Il Comune non ha disponibilità tali. E almeno per qualche anno, sarebbero stati coperti. Parliamo di 40.000 euro a famiglia, avrebbe fatto la differenza, decisamente. Speriamo». 

Twitter: @SirianniChiara

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