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Cazzola: «Sugli esodati un gran pasticcio. Ecco cosa è successo»

novembre 6, 2012 Chiara Rizzo

Il deputato Pdl spiega perché ieri la commissione Bilancio ha bocciato due emendamenti alla legge di stabilità a favore degli esodati. «La situazione è caotica. Lo stop in Bilancio è arrivato da un leghista»

Non è solo in dubbio il loro reale numero, ma anche le prospettive che la politica e il Governo immaginano per gli esodati. Ieri sera la commissione Bilancio della Camera ha rigettato due emendamenti alla legge di Stabilità dedicati agli esodati. Uno degli emendamenti era stato presentato da tutta la commissione Lavoro eccetto il deputato Pdl Giuliano Cazzola, l’altro emendamento è stato presentato dal solo Cazzola. Entrambi miravano ad ampliare le garanzie per i lavoratori esodati, ma per la commissione Bilancio sono inamissibili per problemi legati alla copertura finanziaria. Allo stop di ieri dalla Camera è suguito un passo in avanti (possibile) dal Governo: dalla Germania, il ministro del Welfare Elsa Fornero ha parlato della possibilità di arrivare a 140 mila esodati salvaguardati. Diecimila persone in più, cioè , rispetto ai 65 mila + 55 mila tutelati dai due decreti del Governo Monti (e ai 1o mila delle riforma Sacconi). Quasi un anno dopo l’entrata in vigore della riforma, il problema degli esodati rimane in realtà ancora tutto da dirimere. Per Cazzola «È troppo difficile capire cosa fare, quando ancora c’è una situazione caotica persino sulle stime della platea di esodati. Inoltre qualcuno, come la Lega, usa demagogicamente questa vicenda. Il parere negativo in commissione bilancio ieri lo ha dato Giancarlo Giorgetti, esponente del partito padano che si professava difensore degli esodati».

Perché lei ha presentato un emendamento diverso da quello presentato da tutta la commissione Lavoro? Quali le differenze di contenuto?
C’è un problema di metodo che ho sollevato sin da agosto, quando la commissione Lavoro votò il disegno di legge Damiano contenente una manovra da 30 miliardi di euro. Protestai perché a mio avviso non servivano le ennesime intemerate di una commissione ma occorreva tessere piuttosto un accordo col Governo, o si sarebbe messa una copertura finanziaria “a casaccio”. Ero convinto che il progetto di legge Damiano votato dalla Commissione Lavoro non avrebbe trovato pareri positivi dalla ragioneria, per la copertura finanziaria. Così è stato. Nel mio emendamento di ieri alla legge di stabilità, non avevo previsto una copertura finanziaria: si sarebbe costituito un fondo apposito per gli esodati, con le risorse già stanziate (9,2 miliardi di euro in dieci anni, più 350 milioni previsti per il 2013). Penso che queste risorse siano sufficienti anche per estendere la protezione ad altri esodati. E invece ieri tutti e due gli emendamenti sono stati bocciati.

Che motivazioni ha dato la commissione Bilancio rigettando i due emendamenti alla legge di stabilità?
Secondo loro l’emendamento della commissione Lavoro non ha copertura, il mio manca di compensazione.

Facciamo un passo indietro al nocciolo del problema degli esodati: quante persone sono rimaste coinvolte? Quante sono fuori da qualsiasi tutela?
L’Inps sta ancora verificando i dati effettivi. In una situazione caotica anche sui criteri di legge, è difficile già quantificare quanti siano. C’è un problema di platea e di requisiti: e a questi problemi si sommano tutti gli altri per il loro futuro. Quali requisiti devono avere gli esodati per essere tutelati? E quali tutele possiamo dare?

Dunque non è cambiato nulla, o quasi, da quando la riforma delle pensioni è entrata in vigore un anno fa?
Il fatto è che inizialmente gli esodati non erano tutelati affatto, adesso gradualmente siamo arrivati a proteggere 120 mila persone. Certo, questo problema è reale: e io ho molta simpatia per queste persone. Si tratta di una categoria di lavoratori collaterale ai sindacati. Sono soli a far casino tutti i giorni per chiedere protezione. Tra di loro ci sono quadri e impiegati e dentro la “platea” dei protetti, quelli che sono diventati egemoni sui media sono solo quelli che hanno fatto accordi con le imprese o quelli che sono in prosecuzione volontarie. Con una connotazione positiva, io parlo di un fenomeno di “grillismo” sociale: queste persone si sono messe insieme tramite la rete, hanno costruito un collegamento fortissimo tra di loro, arrivando da soli a dialogare con la politica. Sono cioè un gruppo di pressione, una lobby (ancora in senso positivo) di ex lavoratori, molti incisivo. E noi stiamo lavorando per loro. Lo dico sinceramente e di sicuro la situazione è in evoluzione. Sappiamo che nel giro di un decennio ci sono circa 270 mila persone che avranno questo problema. Gli esodati ci rimproverano in questi giorni: “Se non fate così e così, non vi votiamo più”. Giusto, ma non possiamo fare dei miracoli. In prima persona ho messo la faccia per loro, però è importante che capiscano di non essere l’unica emergenza del paese. Anziché chiedere 100 per ottenere nulla, ho chiesto per loro 10 per avere 10, e hanno bocciato la mia richiesta. Mi spiace, ma stiamo facendo il possibile.

Pensa che il Governo farà qualcosa per risolvere il problema?
Il Governo secondo me è disponibile, almeno per un piccolo passo. Lo ha già fatto, dopo la bocciatura del ddl Damiano, con l’istituzione di un fondo da 100 milioni di euro. Ma come dico agli esodati che mi contattano, c’è chi ha il potere di decidere e chi no. L’unica cosa che ho potuto fare ieri è stato presentare un ricorso contro l’inamissibilità del mio emendamento. Vorrei aggiungere però una nota. Il presidente della Commissione Bilancio è Giancarlo Giorgetti, della Lega, cioè dello stesso partito che con demagogia ha fatto propria la battaglia degli esodati. Eppure Giorgetti è lo stesso che in Commissione ha dato il parere di inamissibilità.

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1 Commenti

  1. Giuseppe scrive:

    Leggo tra le frasi attribuite a Cazzola che ancora non si sa bene il numero degli esodati . La colpa di tutto ciò è solo delle nostre istituzioni , compreso l’ INPS . Vediamo perchè .
    I primi 65000 : da circa 6 mesi li stanno contando , a causa dei mille ritardi burocratici . si poteva fare molto meglio e molto più presto
    I secondi 55000 ancora peggio . Neanche hanno cominciato a contarli . Infatti legge Spending Review , art 22 che salvaguarda i 55000 approvata in luglio , però il decreto attuativo è stato firmato solo il 5 ottobre ( perchè questo ritardo ? ) e inoltre ad oggi 17 novembre non è neanche ancora stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale , per cui all’ INPS e ai patronati che fanno ? ALLARGANO LE BRACCIA . Scandaloso e vergognoso , politici ormai ridicoli .
    Chiedo : ci sarà una soluzione finale almeno per questi primi 120000 che sono ancora in ballo , nonostante Monti e la Fornero e Grilli dicono che 120.000 li hanno sistemati : NON E’ VERO

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