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Caso Sea e Pgt: la giunta Pisapia sempre più divisa

marzo 22, 2012 Chiara Sirianni

Giuliano Pisapia invita alla coesione, ma le tensioni e il nervosismo si fanno sempre più palpabili. Intervista al capogruppo Pd, Carmela Rozza, accusata da Sel di essere eccessivamente aperta al dialogo col Pdl. «L’interesse dei cittadini deve prevalere sui battibecchi politici. Per me è un criterio fondamentale, per altri, evidentemente, no»

Volano stracci al comune di Milano e non soltanto tra maggioranza e opposizione. Il clima si fa sempre più incandescente anche tra il Pd e i consiglieri di Sel e della lista Sinistra per Pisapia. Tanti i temi scottanti, questa settimana: dalla questione del bilancio, al Pgt, passando per la spinosa vicenda Sea, vera spina nel fianco per il sindaco Giuliano Pisapia. Dopo l’inchiesta della procura sulla cessione delle quote dell’azienda che gestisce gli aeroporti milanesi, la Lega Nord ha sventolato cartelli con scritto “Giù le mani dalla Sea” rivolti all’assessore al Bilancio, Bruno Tabacci. Accusato di aver favorito il fondo d’investimento infrastrutturale F2i, guidato da Vito Gamberale, che lo scorso dicembre ha acquistato il 29,75 per cento delle quote aggiudicandosi l’asta e offrendo un solo euro in più rispetto alla base di partenza. Se Pisapia ostenta tranquillità l’opposizione incalza, e anche da Sel arrivano frecciate velenose: dopo aver letto l’intercettazione telefonica tra il patron di F2i e un noto esponente del Pd toscano (in cui sembrava che il bando fosse stato cucito «su misura») il consigliere Mirko Mazzali si è detto preoccupato e ha chiesto di andare a fondo alla vicenda, invocando una moratoria a un’ulteriore vendita di Sea. 

Carmela Rozza, lei è capogruppo del Pd: ha mai incontrato Vito Gamberale?
Sì, dopo gennaio. Si è presentato da me per presentare il fondo F2i, nuovo socio del Comune di Milano, e si è lamentato con me sia del prezzo sia della governance, ritenendo il primo esoso e la seconda troppo favorevole al Comune. Io, con simpatia, gli ho fatto notare che se lui stava legittimamente facendo l’interesse del suo fondo, io stavo facendo quello della città di Milano. E il suo disappunto di allora mi conferma che ho fatto bene. Mi ha lasciato la brochure e ci siamo salutati. 

Basilio Rizzo, presidente del Consiglio Comunale e storico esponente della sinistra radicale milanese, ha raccontato di essere stato contattato da F2i per un incontro, prima della gara, ma di aver rifiutato. 
Io mi chiamo Carmela Rozza, e sono democratica. 

Vi crea imbarazzo il fatto che il figlio dell’assessore, Simone Tabacci, sia dirigente di Alerion, azienda partecipata da F2i, il fondo che ha acquistato le quote di Sea?
Sono garantista dagli anni Settanta, lo sono stata con Bettino Craxi e persino con Silvio Berlusconi. Ho tre sorelle e se qualcuno mi chiedesse che partecipazioni hanno le aziende in cui lavorano, non saprei cosa rispondere. È una polemica assolutamente campata in aria. 

Qual è la posizione del Pd sulla vendita Sea?
Dobbiamo valutare sulla base dei fabbisogni economici. Sapendo che soldi non ne abbiamo, sono disponibile a valutare la gestione di Sea, e la convenienza di un eventuale altro bando. Occorre che tutti gli scenari siano valutati economicamente da un ente terzo, nominiamo un advisor che ci fornisca i vantaggi della quotazione in Borsa, del bando unico con la Provincia, della vendita del 25 o anche di tutto il 54 per cento. A quel punto potremo scegliere con la massima chiarezza la strada più conveniente per il Comune. 

Il sindacato, però, è sul piede di guerra. 
E ha perfettamente ragione. Credo sia stato un po’ improvvido il comportamento da parte di alcuni nostri assessori, che hanno rilasciato dichiarazioni già da gennaio. Prima si predispongono le priorità, poi si valutano le soluzioni. I personalismi di alcuni ricadono poi sui lavoratori, che apprendono del loro destino aprendo un giornale. È irrispettoso. 

Ieri sera ha fatto sospendere la seduta in Consiglio dove si sarebbe dovuto discutere il nuovo piano del territorio. Perché?
I colleghi del Pdl avevano prenotato un intervento, ma in seguito a un acceso diverbio col sindaco in merito al caso Sea se n’erano andati dall’aula. È mio dovere che il dialogo con l’opposizione sia mantenuto. Se avessi fatto cancellare gli assenti, avrei creato un precedente. Non possiamo permettercelo, in questa fase.

C’è chi ha letto il suo comportamento come un’apertura all’opposizione. 
La cosa mi diverte non poco. Anche il Pd vuole modificare il Pgt, e ha delle proposte di modifica. Non si mai visto un Pgt che entra in aula, e ne esce intonso. Per questo il dialogo è cruciale, è un tema che interessa tutta la città, e questo deve prevalere sui battibecchi politici. Faremo dei tavoli di trattativa, con due delegazioni, una della maggioranza e una dell’opposizione. Su alcuni temi concordiamo, su altri no. Evitare una valutazione in aula? Quello sì che sarebbe pericoloso. Per i cittadini innanzitutto. 

Mirko Mezzali (Sel) ha scritto una lettera ai consiglieri di maggioranza, accusando il Pd di cattiva gestione dell’aula. Cosa replica? 
Premesso che si trattava di un caso di mera procedura, che qualcuno ha voluto rendere politico, io sono tenuta a parlare con i capigruppo, non con i consiglieri. Sono ventinove: dovrei chiedere l’opinione a ciascuno? Se non capiscono cosa succede in aula, purtroppo è colpa loro. Non è un problema che mi riguarda. Eventualmente, è un problema di Sel. Per la mia storia e la mia cultura, l’opposizione è legittima e va ascoltata. Per altri evidentemente no. Se la sinistra ci tiene tanto ad apparire sempre come un elemento che mette in difficoltà l’amministrazione di centrosinistra, allora  come possiamo dire che potremmo governare bene il paese? Ad ogni modo mi sono resa disponibile a un chiarimento. Ma nessuno mi ha contattata. 

Sul Pgt  vi occorre una giunta compatta. Mazzali e Anita Sonego (Sinistra per Pisapia) hanno minacciato di far mancare il numero legale in aula giovedì. Ce la farete? 
Domattina ci sarà una cabina di regia tra i capigruppo, l’assessore all’urbanistica e il sindaco. E posso dire con assoluta certezza che tra di noi non c’è alcun dubbio in merito al lavoro che abbiamo scelto di fare assieme, oltre ad esserci una grande stima reciproca. Con buona pace di qualcuno. Divisi non si va da nessuna parte. 

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