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Caso Gesip, Orlando e Crocetta sognano la cassa integrazione (ma dove sono i fondi?)

marzo 20, 2013 Chiara Rizzo

Sul carrozzone municipalizzato di Palermo Regione e Comune dicono di aver trovato un accordo coi sindacati. La Cisl smentisce: «Accordo politico sulla pelle dei lavoratori»

Da una parte 1.800 operai di una municipalizzata, la Gesip del comune di Palermo (società che si occupa di servizi di pulizia e mantenimento in scuole, cimiteri, parchi pubblici), che da un anno stanno ogni mese con la spada di Damocle degli stipendi che forse arrivano, forse no, e se arrivano è per grazia di Dio. Dall’altra parte i sindacati, tutti, contro il sindaco di Palermo Leoluca Orlando, che della Gesip nel 2000 è stato l’ideatore: un carrozzone dove stipare i precari. E così è stato: ex detenuti che si riaffacciavano alla società e precari, ma anche raccomandanti o disoccupati di ogni sorta, che tuttavia si sono dati da fare in questi anni col loro lavoro, e ora si ritrovano a fare una guerra tra poveri per sopravvivere, perché gli assunti, una tornata elettorale dopo l’altra, sono aumentati a dismisura. E poi, dall’altra parte ancora, Orlando contro il neogovernatore Rosario Crocetta, e Crocetta contro il ministro del Welfare Elsa Fornero. Comunque la si voglia vedere, quella di Gesip è una matassa intricatissima che ormai non si sa più come districare.

I FATTI. Tutto ruota attorno ad un’assioma, lapalissiano. Soldi per pagare e gestire la Gesip il Comune di Palermo non ne ha da un pezzo. Già prima dell’elezione a sindaco, e cioè dalla fine del 2011, il creatore di Gesip Orlando (ma alle assunzioni nella municipalizzata hanno ricorso tutti, centrosinistra e centrodestra) sapeva benissimo che avrebbe dovuto risolvere il problema. Fino a quel momento lo si risolveva grazie ad uno stratagemma. Ogni mese la Regione siciliana di Totò Cuffaro e poi di Raffaele Lombardo sbloccava nuovi fondi per gli stipendi con un’ordinanza di emergenza della Protezione civile, di competenza regionale. Ogni mese avrebbe dovuto essere l’ultimo, invece l’emergenza veniva solo procrastinata, sinché pure i soldi della Regione sono finiti. A settembre 2012, per chiedere una qualche forma di giustizia, gli operai Gesip sono arrivati ad occupare la Cattedrale normanna. Da lì si sono avviati i primi incontri al ministero del Welfare.

I FONDI DOVE SONO? Alla fine, e per il momento, la soluzione a Gesip l’avrebbe pensata Orlando, ma che non ha messo tutti d’accordo: una decisione che tra l’altro dovrebbe comunque vedere l’ok del ministero, in un prossimo incontro a Roma con sindacati, sindaco e presidente della Regione. Dopo un lungo braccio di ferro, ieri si è raggiunto un compromesso. Orlando ha proposto la cassa integrazione in deroga per tutti e 1800 operai; ha ceduto sulle pressioni di Crocetta, e ha pensato ad un uso specifico degli ammortizzatori sociali. Su 900 euro lorde per ogni dipendente, 600 saranno a carico della Regione e 300 del Comune, che non si sa come pare aver trovato dei fondi: complessivamente l’operazione costerebbe 23,5 milioni di euro per il 2013, 31,7 per il 2014, 27 nel 2015, e 24 milioni nel 2016. Il Comune sborserebbe 12 milioni il primo anno, 15 il secondo, 11,5 il terzo e 10,6 il quarto.
La Regione ha messo sul piatto 10 milioni, che con quelli del Comune bastano a coprire il primo anno di Cig Gesip. E qui scattano le perplessità: ieri sera, l’accordo sarebbe stato firmato da Regione (Crocetta), Comune (Orlando) e dai sindacati. Eppure immediata è arrivata invece la smentita della Cisl. Dato che il caso Gesip è solo la punta di un iceberg, la Cisl ha scritto in una nota stampa che «non avalla, al buio, la volontà tutta politica di Crocetta e Orlando. Non intendiamo legittimare il rischio di un imbroglio politico a spese dei dipendenti Gesip e di migliaia di lavoratori siciliani».
Il motivo è che i fondi non ci sarebbero: alla Sicilia toccherebbero attualmente 21 milioni di euro da Roma per gli ammortizzatori, sommati a 108 milioni della rimodulazione del fondo di coesione. I 129 milioni sul piatto bastano a malapena a coprire le aziende già in Cig, e per di più ancora non sarebbero arrivati in Sicilia. Crocetta e Orlando, si chiedono i sindacati, da dove li prendono allora i soldi per la Gesip?

«UN’OTTICA CHE VA OLTRE IL BILANCIO». La perplessità è condivisa anche dall’assessore regionale al Bilancio Luca Bianchi che ieri, intervenendo ad un forum pubblico al Centro Pio La Torre di Palermo, ha spiegato che la Regione deve fare numerosi tagli, è impegnata semmai con la spending review, ha il problema della dismissione di immobili che con la crisi rischia di trasformarsi in una svendita… insomma: le casse della Regione sono vuote.
In questa situazione c’è, secondo Bianchi, da riformare radicalmente la situazione dei precari. La smentita a Bianchi è arrivata solo stamattina dallo stesso Crocetta, in conferenza stampa: «Nessun conflitto con l’assessore Bianchi, anche io ero contrario alla cassa integrazione per Gesip, ma quello che abbiamo concluso è un compromesso utile per dare tempo al Comune di rendere produttivi quei lavoratori». Poche parole, ma purtroppo nessun dato. Accanto a Crocetta c’era Bianchi che ha annunciato un incontro venerdì prossimo col ministro all’Economia, Vittorio Grilli, «in cui proporremo tre grandi riforme, compreso un processo di stabilizzazione del precariato che va visto in un’ottica che vada oltre l’attuale bilancio».

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