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Caso Decathlon. De Magistris mette a rischio 150 posti di lavoro

marzo 12, 2013 Chiara Rizzo

Con una lettera aperta, Decathlon Italia racconta cosa sta succedendo a Napoli, dove il gruppo investe 20 milioni di euro per aprire un negozio, e il sindaco lascia i lavori paralizzati

“Egregio sindaco De Magistris” qui è Decathlon che parla: con un annuncio a pagamento pubblicato su Repubblica sabato, l’amministratore delegato di Decathlon Italia, Fulvio Matteoni, ha fatto luce su una vicenda finora sconosciuta, e messo in ombra il sindaco arancione di Napoli, che starebbe mettendo a rischio 150 nuovi posti di lavoro nella sua città, soffocata già da una drammatica disoccupazione. Come si legge nella lettera, «Decathlon ha avviato ormai dal 2007 un progetto per l’apertura di un negozio a Ponticelli», una zona che dovrebbe essere oggetto di riqualificazione secondo i progetti avviati dal Comune. «Ad oggi Decathlon ha già realizzato investimenti superiori a 10 milioni di euro e altri 10 milioni sono stati stanziati per poter finalizzare la nuova apertura. A ciò si aggiunge, naturalmente, che una volta inaugurato il negozio occuperà a regime circa 150 giovani lavoratori. Di questi tempi non ci sembra poco!».

«ANDIAMO ALTROVE». Il perché della lettera aperta lo spiega lo stesso ad del gruppo italiano: «Purtroppo, nonostante l’investimento e nonostante i 150 nuovi posti di lavoro, il nuovo negozio è fermo e non si vede se e quando la situazione potrà sbloccarsi, visto che sembra essere venuta meno la collaborazione di alcuni soggetti privati e del comune di Napoli». Matteoni racconta che il punto vendita è parte di un più ampio progetto di riqualificazione, e in quanto tale è subordinato all’esecuzione di altri progetti edilizi, «per alcuni dei quali è venuta meno la volontà o la capacità di realizzarli da parte dei rispettivi imprenditori». Fin qui sembrerebbe solo colpa della crisi, ma Matteoni chiarisce cosa nell’ingranaggio burocratico si è bloccato, al punto di mettere a rischio l’investimento del gruppo: «Sarebbe stato lecito pensare che il Comune di Napoli accettasse di separare il rilascio delle diverse autorizzazioni a costruire, garantendo comunque le opere comuni, e dando a Decathlon, indipendentemente dagli altri operatori la possibilità di portare a termine il proprio progetto, riconoscendo oneri ed opere ad esso connesse. Così non è stato».
Poche parole che hanno investito il sindaco di Napoli, inchiodandolo alle sue responsabilità. La lettera si chiude con l’augurio di Matteoni che il Comune saprà «interpretare l’interesse pubblico, si farà parte diligente nel dirimere la questione», altrimenti, «in mancanza di ciò Decathlon Italia dovrà rinunciare al proprio progetto dirottando l’investimento altrove».

INCONTRO PER GIOVEDI’. Mentre proprio oggi l’amministrazione comunale deve fare i conti con i disagi causati ai cittadini dall’azienda municipale di trasporti, che non ha più pezzi di ricambio per i propri bus e usa un parco macchine dimezzato, con lunghissime file, Ponticelli è uno tra i quartieri più a rischio. Non solo fu nel 1989 teatro dell’omonima strage fra i clan che occupano la zona (con i responsabili condannati solo lo scorso 27 febbraio), ma è centro di spaccio, zona ad alto rischio di scippi, con strade dissestate dall’incuria. Che il Comune perda dunque 20 milioni di euro di investimento e l’offerta di nuovi posti di lavoro è un fatto di grave irresponsabilità. Tant’è, fanno sapere da Decathlon Italia, che De Magistris, dopo la lettera si è finalmente svegliato e ha convocato un incontro per domani, a cui parteciperà anche l’amministratore delegato Matteoni, e che, spiegano dall’azienda, «il sindaco ci ha assicurato sarà dirimente e definitivo».

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