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«Casaleggio ci prende per il culo tutti». Favia a ruota libera e il M5s scoppia

settembre 7, 2012 Chiara Sirianni

In una registrazione off the record il consigliere regionale grillino spara a zero su Grillo e Casaleggio. E scoperchia un calderone

«Stasera a La7 puntata sul Movimento Cinque Stelle. Ho un brutto presentimento. Stiamo a vedere». Così aveva scritto ieri sulla sua pagina Facebook Giovanni Favia, giovane e promettente consigliere regionale dell’Emilia Romagna. E il presentimento era giusto: nella puntata di ieri sera di Piazza Pulita, il talk-show condotto da Corrado Formigli su La7, è infatti andato in onda un fuori-onda destinato a cambiare molte carte in tavola. La scena: Favia viene intervistato dal giornalista (intervista che risale a quattro mesi fa, ma che è stata mandata in onda il 6 settembre) e davanti alle telecamere dice frasi entusiaste e piene di ottimismo. L’inviato non sembra volerlo mettere in difficoltà con domande scomode. Tanto che il primo invita il secondo a prendere un caffè, e i toni cambiano drasticamente. Confidenzialmente senza sapere che i microfoni erano in realtà accesi (così pare) il consigliere grillino abbandona la prudenza e parla a ruota libera. Dicendo parole di fuoco contro Casaleggio, cofondatore del movimento, descritto come «spietato, vendicativo», che tutto controlla e che se qualcosa non gli va «telefona, o fa telefonare Grillo».

CI PRENDE PER IL CULO TUTTI. Si parla (anche se dal servizio non emerge, anzi, viene fatta passare come un’intervista raccolta “in questi giorni”) del caso di Valentino Tavolazzi, militante grillino epurato per educarne cento. «Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo è un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono. Non hanno capito che c’è una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende». Prosegue Favia: «Lui espellendo Tavolazzi ha soffocato nella culla un dibattito che stava nascendo in rete in contrapposizione alla gestione Casaleggio». Sulle linee guida, e sulle iniziative pubbliche (come ad esempio i referendum) Favia spiega che «ha sempre deciso Casaleggio, da solo». E la rete, garanzia di trasparenza e democrazia?«Adesso in rete non si può più parlare, neanche organizzare incontri tipo quello di Rimini che non usavano il logo del movimento. Lui quando qualcosa non va telefona o fa telefonare Grillo. Il problema è che loro hanno messo in moto una macchina che sarebbe davvero un faro, potrebbe esserlo anche al livello mondiale se loro superassero quella complicità di sistema padronale che hanno. Sarebbe una bomba incredibile». Peccato che «Tra gli eletti ci sono degli infiltrati di Casaleggio, quindi noi dobbiamo stare molto attenti quando parliamo. Casaleggio è spietato, è vendicativo. Adesso vediamo chi manda in Parlamento, perché io non ci credo alle votazioni on line, lui manda chi vuole».

VIDI PIANGERE TAVOLAZZI. Parole forti, che anche in diretta hanno creato un certo scompiglio. Favia ha poi precisato (sempre via Facebook) il suo pensiero: «Il Movimento è un grande sogno, non è Favia, non è Casaleggio. L’ultima occasione per questo paese, per riscattarsi. Mesi fa incontrai un giornalista, mi intervistò in merito alla democrazia interna nel livello nazionale. Tavolazzi era stato un grande compagno di battaglie, come me, sin dagli inizi. Lo vidi piangere, dopo l’inibizione al logo. Ero arrabbiatissimo. In pubblico non ho mai voluto manifestare il mio disagio per non danneggiare la nostra battaglia. Da ormai 5 anni sto dando la mia vita per il movimento 5 stelle, contribuendo alla sua nascita. Ora ci sono dei problemi, li chiariremo tutti insieme».

FAVIA SUL ROGO GRILLINO. Per i grillini è una serata di fuoco, un coro greco di «stasera non dormo, ho buttato via tutti i miei anni di militanza». C’è chi ringrazia Favia per aver detto quello che tutti pensano, augurandosi che si possa avviare a un dialogo interno e tornare ai bei tempi in cui grazie al  liquid feedback (il sotware on-line per prendere decisioni partecipate reso popolare dal “partito pirata” tedesco) uno valeva davvero uno (come il “motto” del Movimento recita). C’è chi lo accusa di aver fatto una mossa calcolata per rifarsi una verginità e prima, sostanzialmente, di cambiare partito (dato che dopo due mandati, in base alle regole del non statuto, avrebbe comunque avuto la strada per il Parlamento sbarrata). C’è soprattutto chi lo insulta per aver gettato fango «pubblicamente» sul Movimento, mostrando il fianco alla «stampa di regime» nonostante Beppe Grillo lo avesse invitato più volte a non esporsi sovra-mediaticamente. Di certo la sua testimonianza rischia di spostare i voti di molti delusi. Stupisce constatare che la stessa base lo accusi di aver detto «una verità che ci farà male». Buonsenso vorrebbe che questa intervista decretasse la fine, quantomeno in termini di consenso, del Movimento Cinque Stelle. Purtroppo invece è molto probabile che l’unico “morto” di questa storia, politicamente, sarà il povero Favia. E sarà un peccato.

LA RETROMARCIA DI FAVIA. Per il momento Favia sta cercando di gettare acqua sul fuoco, definendo il fuori onda «degradante» e precisando che il fuori onda non era affatto concordato. «Nel mio sfogo, parlando di assenza di democrazia, non attaccavo il Movimento, ma un problema che oggi abbiamo e che presto dovrà risolversi». E la sua posizione su Casaleggio? «Un grave errore lasciarmi andare ad uno sfogo privato e scomposto, rubato da un cronista di cui mie ero fidato». Motivo? «Due anni in mezzo agli squali non mi hanno fatto crescere sullo stomaco tutto quel pelo che serve per reggere la pressione che c’è oggi intorno al Movimento». tra qualche mese, insomma, Favia rassegnerà le dimissioni. Come ogni semestre. «E saranno i cittadini dell’Emilia-Romagna tramite votazione, a valutare se respingerle o accettarle». Quella stessa Emilia Romagna in cui i grillini hanno ottenuto i primi successi, e in cui le frizioni con i vertici (è modenese l’epurata Sandra Poppi, così come il ferrarese Tavolazzi, così come il bolognese Filippo Boriani) stanno esplodendo una a una.

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