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Cari milanesi, avete voluto la bicicletta di Pisapia? Ora pedalate

gennaio 11, 2012 Leone Grotti

Con l’entrata in vigore dell’area C, dal 16 gennaio i milanesi residenti nella zona 1 dovranno pagare per arrivare con la macchina sotto casa. Ieri all’incontro tra l’assessore Maran e i cittadini sono volati insulti. Eppure nel programma del sindaco e nel referendum di maggio era già stato messo tutto (o quasi) nero su bianco.

«Stiamo cercando di fare quanto approvato dal referendum» ha detto ieri l’assessore alla Mobilità e all’ambiente Pierfrancesco Maran prima di essere sommerso dalle proteste dei cittadini milanesi di Zona 1, che sono stati convocati per discutere dell’Area C. «Chi ha votato il referendum non sapeva che avrebbe pagato per tornare a casa!» gli hanno risposto gli oltre 400 cittadini intervenuti, in una saletta che poteva contenerne al massimo 80.

La congestion charge Area C entrerà in vigore il 16 gennaio 2012 e sarà attiva in via sperimentale per 18 mesi dal lunedì al venerdì, dalle 7.30 alle 19.30. Area C sostituisce Ecopass, introducendo nuove regole d’accesso alla Cerchia dei Bastioni, per veicoli privati e commerciali. Secondo le nuove regole, potranno entrare senza pagare nella Cerchia dei Bastioni veicoli elettrici, moto, motorini e, fino al 31 dicembre 2012, veicoli ibridi, bifuel, alimentati a metano e Gpl. I veicoli alimentati a benzina Euro 1, 2, 3, 4 e 5 e quella a gasolio/diesel Euro 4 e 5 potranno entrare solo a pagamento. I residenti, domiciliati o titolari di box auto, avranno diritto a 40 accessi liberi, dal 41mo dovranno pagare un ticket di 2 euro, invece che 5, dalla durata giornaliera per entrare.

Insomma, pagheranno quasi tutti. Ma soprattutto i residenti nella Cerchia dei Bastioni, la cosiddetta Zona 1, dovranno pagare per tornare a casa. «Non vogliamo catene ai piedi» inveisce un uomo sui 40 anni contro Maran durante l’incontro, «i 40 accessi omaggio sembrano l’ora d’aria concessa ai carcerati»; «i sacchetti del supermercato me li porti a casa te?», urla un’altra; «Andiamo in ufficio tutti i giorni, portiamo i figli a scuola! Ci state solo prendendo in giro»; «Chi ha votato al referendum non sapeva che avrebbe pagato per tornare a casa»; «Il referendum era sull’Ecopass, non su una congestion charge». Gli sfoghi dei milanesi si sono ripetuti per tutta la sera ma non tutti sono stati espressi a ragione.

Al referendum consultivo del 12 e 13 giugno 2011, su 80.175 milanesi aventi diritto nella Zona 1, ben 27.325 cittadini, l’82,95 per cento dei votanti nella zona, si sono espressi a favore del quesito “per ridurre traffico e smog”, 26.571 di questi, il 51,2 per cento dei votanti, avevano anche scelto Giuliano Pisapia come sindaco al ballottaggio del 29 e 30 maggio. È possibile che nella saletta in corso Garibaldi 27 ci fossero solo milanesi che hanno votato “no” o hanno preferito non esprimersi al referendum, ma frasi come «chi ha votato al referendum non sapeva che avrebbe pagato per tornare a casa» e «il referendum era sull’Ecopass, non su una congestion charge», fanno pensare il contrario. E che cosa diceva il referendum votato da alcuni di quei milanesi che ieri erano a inveire contro il loro assessore Pierfrancesco Maran «per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di ‘Ecopass’ e la pedonalizzazione del centro»? Questo: «Volete voi che il Comune di Milano adotti e realizzi un piano di interventi per potenziare il trasporto pubblico e la mobilità “pulita” alternativa all’auto, attraverso l’estensione a tutti gli autoveicoli (esclusi quelli ad emissioni zero) e l’allargamento progressivo fino alla “cerchia ferroviaria” del sistema di accesso a pagamento, con l’obiettivo di dimezzare il traffico e le emissioni inquinanti?».

La maggioranza dei votanti, anche in Zona 1, ha detto chiaramente “sì”, salvo poi lamentarsi una volta che Pisapia ha deciso di applicare davvero quello che molti gli hanno chiesto di fare. Unica attenuante per i “rivoltosi” della Zona 1 è il finale del quesito referendario, che aveva dell’ambiguo: «Estensione della regolamentazione della sosta in tutta l’area compresa all’interno della “cerchia filoviaria” e nelle aree circostanti gli assi delle metropolitane, con esclusione del pagamento dei soli residenti e per i veicoli ad emissioni zero». L’espressione «estensione a tutti gli autoveicoli» e quella «esclusione del pagamento dei soli residenti» non sembrano andare molto d’accordo e potrebbero aver tratto in inganno qualcuno. Certo che quando si vota un sindaco che nel suo programma ha chiaramente scritto «bisogna ridurre la congestione e l’uso dell’auto privata in città attraverso un mix di interventi: pedaggio di congestione, isole ecologiche, regolamentazione della sosta e suo rispetto, etc.», è difficile lamentarsi una volta che comincia a fare quanto promesso. Insomma, nessuno vuole pagare un pedaggio per poter tornare a casa propria dal lavoro ed è assurdo che qualcuno debba farlo a partire dal 16 gennaio. Ma non tutti possono impugnare questa assurdità. Per cui, come dice il detto: cari milanesi della Zona 1, avete voluto la bicicletta? Ora pedalate.

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