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Cari colleghi missionari, inseguire il mainstream pacifista e ideologico non ci aiuterà a suscitare vocazioni

febbraio 20, 2014 Piero Gheddo

La Federazione stampa missionaria convoca a Verona una “giornata di resistenza” per il disarmo. Ma se oggi l’immagine mediatica del missionario risulta svaporata è perché sposiamo queste campagne

arena-pace-disarmo

La Fesmi (Federazione stampa missionaria italiana), che unisce una cinquantina di riviste di vari istituti, enti e ong missionari, convoca all’“Arena di Pace” di Verona una “giornata di resistenza e liberazione”, con questa precisazione: «La resistenza oggi si chiama nonviolenza. La liberazione si chiama disarmo». Tutto bene, una manifestazione per la pace può attirare molti giovani e persone di buona volontà, una giornata o serata passata assieme a riflettere sul tema della pace è educativa del nostro popolo e va accolta e appoggiata cordialmente.

Peccato che, dato che chi promuove la manifestazione rappresenta gli istituti e la stampa missionaria ad gentes, l’ideale evangelico della pace finisca subito per essere politicizzato. Gesù ha detto: «Vi lascio la mia pace, vi do la mia pace. La pace che io vi do, non è come quella che dà il mondo» (Giov. 14, 27); «La pace è un dono di Dio», scriveva Giovanni XXIII nella Pacem in Terris e hanno ripetuto molte volte i Papi nei messaggi annuali per la pace nel mondo.

Il titolo del manifesto di Verona dice: “Arena di Pace e Disarmo” e l’immagine mostra il bianco fiore della pace che nasce da una bomba spezzata. Messaggio: aboliamo le bombe e avremo la pace. Nell’articolo che spiega la manifestazione si legge: «L’Italia ripudia la guerra, ma noi continuiamo ad armarci. Crescono le spese militari, si costruiscono nuovi strumenti bellici. Il nostro Paese, in piena crisi economica e sociale, cade a picco in tutti gli indicatori europei e internazionali di benessere e di civiltà, ma continua ad essere tra le prime 10 potenze militari del pianeta… Ne sono un esempio i nuovi 90 cacciabombardieri F35, il cui costo di acquisto si attesta sui 14 miliardi di euro… Per immaginare e costruire già oggi un futuro migliore è indispensabile, urgente, una politica di disarmo… Per questo proponiamo la convocazione di una iniziativa nonviolenta nazionale».

Viviamo in un tempo di secolarizzazione, che tende a ridurre la fede e la vita cristiana a un hobby privato, di cui non è bene parlare in pubblico. Noi missionari, le riviste e gli organismi di laicato missionario, mezzo secolo fa facevamo manifestazioni e campagne nazionali per diffondere l’ideale missionario e suscitare vocazioni per la “missione alle genti”: testimoniare e annunziare Gesù Cristo ai non cristiani, convinti ed entusiasti della nostra vocazione missionaria.

Poi, a poco a poco, non siamo stati capaci di andare contro-corrente, ma ci siamo lasciati portare dalla cultura dominante, appunto la secolarizzazione e il relativismo. Abbiamo rinchiuso il nostro carisma e il nostro ideale nei conventi, nelle chiese e sacrestie; e uscendo per scrivere, parlare, manifestare, animare, abbiamo incominciato a fare le campagne contro le armi, contro il debito estero, contro le multinazionali, contro i farmaci contraffatti, contro la privatizzazione dell’acqua pubblica…

Nulla di male, naturalmente, sono obiettivi condivisibili, ma con due contro-indicazioni:

1) Noi missionari ci siamo politicizzati, abbiamo seguito associazioni, giornali e partiti che hanno ispirazione e scopi di natura ideologico-politica, che naturalmente ci strumentalizzano;

2) Negli istituti missionari, lo scopo primario di sacerdoti, fratelli e suore trattenuti in Italia nelle varie sedi dei loro istituti, consiste fra l’altro nell’animazione e stampa missionaria, cioè trasmettere il nostro carisma ad gentes e suscitare entusiasmo per la missione alle genti, in modo che, con l’aiuto di Dio, nascano vocazioni missionarie. Il beato padre Paolo Manna scriveva: «Se la stampa missionaria non produce vocazioni missionarie non serve allo scopo prioritario per cui viene pubblicata».

Temo che oggi in Italia l’immagine mediatica del missionario si sia molto svaporata e le campagne per il disarmo (come altre per temi simili) non aiutino raggiungere quello scopo. La domenica di un anno fa circa, in Piazza San Pietro, durante l’Angelus del Papa un gruppetto di preti e suore sventolavano questo striscione: “Noi missionari vogliamo l’acqua pubblica”; due anni fa in una città della Lombardia, alla Veglia della Giornata missionaria mondiale i gruppi missionari parrocchiali hanno fatto un sit-in di protesta davanti a una fabbrica di armi e poi un corteo fino alla piazza comunale, con discorsi di esperti sulle spese militari e la richiesta di chiudere la fabbrica di armi cittadina.

Ripeto: richieste condivisibili, ma noi anziani coltiviamo spesso dei sogni. Il mio sogno è che un giorno i missionari organizzino una serata di riflessione e di preghiera, magari anche all’Arena di Verona, con questo logo: “Cristo è la nostra Pace” (Efesini 2, 14); con testimoni che intervengono su questo tema e spieghino perché e come Cristo porta la pace all’uomo e al mondo. Verrebbero in pochi? Assolutamente no, anzi molti direbbero: finalmente i missionari vanno contro corrente e proclamano al mondo la loro fede e la loro esperienza fra i popoli. Una manifestazione non di protesta “contro”, ma una proposta “per”, a tutti gli uomini di buona volontà.

tratto dal blog di padre Piero Gheddo

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7 Commenti

  1. Mappo scrive:

    Quelle di Padre Gheddo sono proprio parole sante, ma purtroppo non avranno alcuna eco sulla stampa pseudo cattolica, tipo Famiglia cristiana, né tantomeno nella serata pacifista di Verona.
    Purtroppo il problema non è circoscritto ai soli missionari, riguarda tutti gli ambiti della Chiesa, un paio d’anni fa, ad esempio, mi cascarono letteralmente le braccia, all’epoca dell’infame referendum sull’acqua pubblica, leggendo un paio di lettere pastorali di vescovi che volevano dire la propria sul tema senza aver la più pallida idea di cosa stessero dicendo e sciorinando una penosa tiritera di frasi fatte e luoghi comuni. Senza contare i moralisti in servizio permanente effettivo come il vescovo di Mazara del Vallo che si è conquistato un’effimera notorietà per i suoi reiterati attacchi alla vita privata di Berlusconi.

    • pallo scrive:

      Adesso la pace non è un obiettivo del missionario, cioè va bene spendere soldi in armi e guerre ? Cioè a voi interessa la “Pace di Cristo” ma non quella delle persone ….. “obbedendo cioè al Signore e non alle mode del mondo e del momento” …. ok la pace è una moda quindi la chiesa non deve perseguirla tie’ !!!!
      Io propio non vi capisco !

      Vi rode che gente di Chiesa appoggi campagne tipo acqua pubblica ? Xchè quale è il problema non è per questo che non possono portare anche il messaggio di Gesù una cosa non esclude l’altra .. o no ?

      @Mappo : infame referendum per l’acqua !? abbi rispetto per le posizioni altrui … l’acqua è un bene che meno è legato a interessi privati meglio è !!!

  2. Daniele Ridolfi scrive:

    Le parole giuste al riguardo le ha dette Papa Francesco: “Senza Spirito Santo la Chiesa diventa una ONG e la Carità scade in filantropia”.
    Il che non vuol dire che la Chiesa non si debba adoperare per costruire la Pace o per perseverare nella Carità (anzi, guai se la Chiesa non perseguisse il fine della Pace e della Carità), ma vuol dire che ogni cosa che la Chiesa (e quindi i cristiani che ne fanno parte) fa la deve fare sotto Santa Ispirazione, obbedendo cioè al Signore e non alle mode del mondo e del momento.
    La Chiesa è dalla parte della Pace: della Pace del Signore, non di quella dei pacifisti new-age post ’68ini.
    La Chiesa è dalla parte della Carità: della Carità che il Vangelo ci insegna, che non ha nulla a che vedere con le ONG filantropiche.

    • Daniele Ridolfi scrive:

      Aggiungo: ci lamentiamo che la Chiese si “svuotano”, soprattutto di giovani, e cerchiamo 1000 ed una soluzioni “accattivanti” per “riportare” la gente in Chiesa…
      Ma ciò che accende davvero il cuore della gente e la riavvicina a Dio è solo l’esempio (cioè la testimonianza non tanto a parole quanto piuttosto con i fatti) di persone che hanno vissuto o stanno vivendo una vita cristiana autentica, una vita dalla quale cioè traspaia che è bello giorno per giorno mettere in pratica la Parola di Dio nella sua interezza, cioè anche in quegli aspetti più scomodi e mal visti dalla “mentalità relativista” in cui viviamo.

  3. Jack scrive:

    Il mio sogno è che un giorno i missionari organizzino una serata di riflessione e di preghiera, magari anche all’Arena di Verona, con questo logo: “Cristo è la nostra Pace” (Efesini 2, 14); con testimoni che intervengono su questo tema e spieghino perché e come Cristo porta la pace all’uomo e al mondo. Verrebbero in pochi?

    Non saprei… io ci sarò!

  4. Jack scrive:

    (…) “il mio sogno è che un giorno i missionari organizzino una serata di riflessione e di preghiera, magari anche all’Arena di Verona, con questo logo: “Cristo è la nostra Pace” (Efesini 2, 14); con testimoni che intervengono su questo tema e spieghino perché e come Cristo porta la pace all’uomo e al mondo. Verrebbero in pochi? (…)”

    Non saprei… io ci sarò!

  5. Teresa scrive:

    è l’invasione dei comunisti nella Chiesa non avendo altra rilevanza hanno deciso di occupare la Chiesa, la stampa pseudo cattolica, le scuole di formazione cattolica, i seminari, le università ex cattoliche l’invasione barbarica è al completo con beneplacito dei vescovi e la conseguente distruzione di tutto è sotto gli occhi di tutti.Complimenti!missione veramente compiuta! adesso se c’è qualcuno che sinceramente voglia seguire Cristo e non la loro ideologia viene perseguitato.Papa Francesco l’ha capito che questo è il cancro della Chiesa?La chiesa occupata dai non credenti non per seguirla come maestra ma per distruggerla dall’interno.Ripeto Papa Francesco l’ha capito tutto questo?Ho forti perplessità perchè proprio questo mondo appartenente a questa ideologia lo acclama molto il loro sogno di far fare alla Chiesa quello che dicono loro e non quello che dice Gesù Cristo è realizzato adesso aspettano solo la ratifica papale.

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