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Cari atei, il vostro rapporto sulla libertà di pensiero dimostra che dovete tenervi ben stretti i cristiani

dicembre 12, 2013 Leone Grotti

Secondo il “Freethought Report 2013″ promosso dall’associazione atea Iheu i 13 paesi che più perseguitano i “senza dio” sono tutti musulmani

Sono 13 i paesi che nel mondo prevedono la pena di morte per chi si dice pubblicamente ateo, in base ad accuse di blasfemia o apostasia. E sono tutti musulmani. Secondo lo studio The Freethought Report 2013, promosso dall’associazione atea International Humanist and Ethical Union (Iheu), gli atei rischiano la vita in Afghanistan, Iran, Malaysia, Maldive, Mauritania, Nigeria, Pakistan, Qatar, Arabia Saudita, Somalia, Sudan, Emirati Arabi Uniti e Yemen.

ITALIA TRA I CATTIVI. Nel mondo, si legge nel rapporto, «ci sono leggi che negano il diritto degli atei a esistere, revocano loro la cittadinanza, limitano il loro diritto a sposarsi e l’accesso all’educazione oltre a discriminarli sul lavoro». Nonostante il rapporto evidenzi la situazione drammatica di alcuni paesi musulmani, critica anche Stati come l’Italia dove, ad esempio, l’articolo 724 del Codice penale punisce con «sanzione amministrativa pecuniaria da euro 51 a euro 309» chiunque «pubblicamente bestemmia con invettive o parole oltraggiose contro la divinità». Questa, secondo gli atei, sarebbe una limitazione della libertà di espressione.

TENETEVI STRETTA LA CHIESA. Ma a parte queste critiche, il rapporto riconosce che l’Europa e gli Stati Uniti sono i posti migliori dove vivere per un ateo, in quanto i suoi diritti «vengono rispettati», al contrario della maggior parte dei paesi islamici, dove gli atei (così come anche i cristiani) vengono discriminati. Ma se le cose stanno così, anche se il Freethought Report 2013 si dimentica di farlo notare, è proprio per merito di quella valorizzazione della libertà umana portata in questi paesi dal cristianesimo. Ecco perché gli atei, invece che tentare di limitare o addirittura cancellare l’esistenza pubblica della Chiesa, farebbero meglio a tenersela ben stretta.

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16 Commenti

  1. Carlo scrive:

    E’ ridicolo quello che è scritto nei confronti dell’italia, rispetto alla sanzione in caso di bestemmia, perché è un contraddizione nei termini: perché uno dovrebbe bestemmiare qualcuno che non esiste? Se per un ateo Dio non esiste, che senso ha dire “porco… nessuno”? E poi mi portino un solo caso di persona multata per bestemmia, a parte i casi televisivi che servono solo a fare audience…

    • Antonio scrive:

      per dispetto cafone contro chi non la pensa allo stesso modo. Questi sono i bestemmiatori. E c’è chi li difende pure.

  2. mike scrive:

    lo studio promosso dall’iheu è ipocrita. infatti in italia è punita la bestemmia ed a ragione. inutile dire che va rispettata la libertà di espressione ed in genere i diritti degli atei. cioè se gli atei dovrebbero avere il diritto di bestemmiare, il mio diritto a non voler sentire le bestemmie va a farsi friggere. come al solito la storia dei diritti è un pretesto per dare ad alcuni dei diritti togliendoli ad altri. in pratica qualcuno può non essere rispettato nelle sue convinzioni.
    per carità bestemmio, talvolta, anche io ma se noto qualcuno che gli ha dato fastidio chiedo scusa. secondo l’iheu chi vuole dovrebbe bestemmiare senza problemi.

  3. RandlePM scrive:

    In Europa e negli Stati Uniti i diritti degli atei sono rispettati “per merito della valorizzazione della libertà umana portata avanti dal cristianesimo”?!?! Che corbelleria! Non so questa affermazione quanto senso avesse ai tempi della Santa Inquisizione… Forse nei paesi musulmani non si è sviluppato un pensiero laico al pari di quello occidentale perchè sono sempre stati troppo occupati a difendersi dalle pretese di egemonia culturale e colonialistica dell’occidente…

    • mike scrive:

      in asia è sempre così. religione e politica coincidono. non guardare solo l’islam. inoltre il cosiddetto pensiero laico, dalle premesse metafisiche alle conclusioni pratiche, non è molto diverso dalla mentalità asiatica. l’ateismo non è altro che parlare di tao, brahman, universo grande animale, con ciò che comporta a livello pratico. cioè un dio unico di cui tutti siamo figli o comunque da cui tutti veniamo porta al rispetto. togli tale idea del monoteismo e vedi dove si finisce.

    • Anonimo scrive:

      La Santa Inquisizione, a dire il vero, fu istituita appunto per garantire un processo equo agli imputati.

      • RandlePM scrive:

        beh, allora diciamo che c’è stato qualche “piccolo difettuccio” nell’attuazione di quell’intenzione teorica…. ma mi faccia il favore! La “libertà umana” l’occidente l’ha ottenuta proprio perchè vi si sono sviluppati nel corso della storia movimenti culturali e filosofici come l’Illuminismo, l’empirismo, il criticismo, fondati proprio su quello spirito laico e ateo che è in antitesi con il dogmatismo religioso.

        • Francesco scrive:

          … e anche il comunismo e il fascismo, tutti laici e atei…

          • RandlePM scrive:

            e chi ha parlato di comunismo e fascismo.

            • mike scrive:

              non ne hai parlato ma tanto erano cose della stessa pasta. basta dire questo: gli illuministi adoravano la dea ragione, in pratica credevano in una forza cosmica come il tao ed il brahman. i nazisti erano panteisti ma tanto il panteismo, o il cosmo-grande animale concepito come una divinità, necessita di un qualcuno/qualcosa che lo faccia muovere. negando il qualcuno (=Dio) si deve per forza pensare ad un qualcosa. non so se i nazisti credessero in una forza cosmica, ma a livello logico dovevano. sarebbe confermato dal fatto che fecero molte spedizioni in Tibet.
              sul pratico i rivoluzionari francesi, figli dell’illuminismo, furono artefici del periodo del terrore. i nazisti furono artefici dei campi di concentramento, dove non andarono solo gli ebrei ma chi ai nazisti si opponeva. così come faceva brutta fine chi si opponeva alla rivoluzione.

          • RandlePM scrive:

            e chi ha parlato di comunismo e fascismo

        • Azaria scrive:

          Randle, il piccolo difettuccio c’é stato in chi ha stilato le bugie sull’inquisizione cattolica (oltre che sul piú oscurantista fra tutti i periodi della storia, ipocritamente chiamato illuminismo).
          Provi a leggersi qualche storico serio.

        • Anonimo scrive:

          Me lo faccia lei, signor RandlePM, i favore di non scrivere certe emerite baggianate in stile piazza XX settembre che oramai fanno sorridere anche i più avvinazzati tra gli avventori delle case del popolo.
          Ci manca solo che lei si metta a strillare “abbasso Pio nono!” e siamo a posto.

  4. AndreaB scrive:

    La bestemmia distrugge a poco a poco tutto quello che si ha di buono. Chi crede non dovrebbe bestemmiare in quanto e’ peccato grave… Insultare consapevolmente la nostra fonte di vita e di tutto cio’ che abbiamo di buono significa morire a poco a poco e disprezzare se stessi. Chi non crede non dovrebbe bestemmiare, perche’ come hanno gia’ osservato in molti, bestemmierebbe qualcuno che per lui non esiste. Chi bestemmia credendo non ha ancora capito che la causa del male e’ chiunque va contro Dio ed i sui insegnamenti… Sarebbe bello che tramutasse le sue spavalde e arroganti bestemmie in umili richieste di aiuto, fermandosi un po’ piu spesso a guardare il Crocefisso, tentando di capire.

  5. RandlePM scrive:

    Mi sembra che tutti i commenti siano fuori tema. Sulla questione della bestemmia sono pienamente d’accordo. Io sono ateo e non penso che bestemmiare e insultare le convinzioni altrui sia un diritto da difendere. Peccato che la tesi di fondo dell’articolo sia ben altro: l’ateismo occidentale deve esser grato alla cristianità per la sua grande liberalità e per averne permesso lo sviluppo in Europa e negli Stati Uniti. La mia osservazione è: tale tesi è un’assurdità storica. Le altre osservazioni mi sembrano accessorie e del tutto irrilevanti ai fini della dimostrazione della tesi di fondo dell’articolo.

  6. Antonio scrive:

    e perchè no? Beceraggine, cafoneria, maleducazione non servono se non ad offendere ed attaccare vigliaccamente chi nno la pensa allo stesso modo. Libertà di parola è una cosa, di offesa un’altra. Discutere civilmente ed argomentare le proprie posizioni è tanto difficile? Ma oggi ogni scusa è buona per impedire la difesa del sentimento religioso.

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