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Cappellacci assolto dall’accusa di bancarotta. Il presidente sardo a tempi.it: «Non ho mai perso la speranza»

gennaio 13, 2014 Francesco Amicone

Il governatore dell’isola parla anche delle imminenti elezioni: «Il nostro obiettivo è fare della Sardegna una zona franca integrale». Murgia? «Abbiamo bisogno di lei. Ma come scrittrice e non come politica»

«Sono stati tre anni di sofferenza, ma non ho mai perso la speranza. Questa assoluzione dimostra che bisogna sempre essere fiduciosi, anche nelle situazioni più difficili». Commenta così il presidente della Sardegna, Ugo Cappellacci, la sentenza di assoluzione nel processo che lo vedeva coinvolto per bancarotta fraudolenta. Il giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Cagliari, Roberta Malavasi, lo ha giudicato innocente con formula piena. «Sto affrontando ancora due processi, ma sono fiducioso».

Restano ancora in piedi le accuse per il fallimento della Sept, per la quale è finito in carcere Marco Simeone, ex sindaco di Carloforte, e quella di abuso d’ufficio. Ha deciso di ripresentare la sua candidatura per le elezioni regionali di febbraio. Pensa di riuscire ad affrontare un secondo mandato, nonostante le accuse?
Nel corso della mia attività politica sono stato assolto e prosciolto quattro volte. Quando si fa politica è normale che i comportamenti vengano passati ai raggi x e che si facciano indagini a riguardo. Per quello che riguarda la Sept, non voglio addentrarmi a discuterne, basti dire che sono fatti relativi a vent’anni fa. In quanto all’accusa di abuso d’ufficio, mi è stata contesta la nomina di una persona, che però è stata nominata con gli stessi criteri che si applicano a tutte le figure apicali in Regione, cioè per titoli e non per graduatoria. Se mi si contesta l’abuso d’ufficio bisogna farlo anche nei confronti di miei predecessori.

Le elezioni regionali del prossimo febbraio si svolgeranno in un’atmosfera politica nazionale complicata. L’assenza del Movimento 5 Stelle in Sardegna, segno che nemmeno il non-partito è immune dai problemi dei partiti tradizionali, non sembra semplificare la situazione.
La Sardegna è un importante laboratorio della politica e questa sarà un’elezione particolarmente interessante. Se non altro per vedere che cosa succederà alle urne senza i 5 Stelle. Quel voto di protesta che esprime, come credo, chi vota il movimento grillino, potrebbe trasformarsi in un voto meditato e riservare delle sorprese.

Crede che gli elettori sardi dei Cinque Stelle andranno lo stesso alle urne?
Lo spero. So anch’io che ci sono tante cose che non vanno e che si prova disagio per la politica. Però se non si accetta di aderire a una proposta e ci si limita alla protesta, non si potrà mai migliorare la situazione presente. Credo che molti elettori dei grillini lo capiscano.

È stato governatore dell’isola per cinque anni. Cosa intende fare di nuovo?
Abbiamo un disegno di rottura con il passato. Per la Sardegna vogliamo un modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità, sulla green economy e su una politica dei trasporti capace di affrontare i problemi. Il nostro obiettivo è fare dell’isola una zona franca integrale. Ci stiamo lavorando da anni. È la filosofia della nostra parte politica. Meno tasse significherebbe per la Sardegna maggiore crescita economica.

Il suo avversario del centrosinistra, Francesco Pigliaru, preferirebbe tagliare l’Irap.
Arriva tardi. In verità, l’Irap l’abbiamo già ridotta noi del 70 per cento. Abbiamo difeso tale impugnativa davanti al Consiglio dei Ministri e ottenendo così anche la modifica dell’articolo 10 dello Statuto e l’ampliamento dell’autonomia della Regione Sardegna. Pigliaru è un professore universitario che fu già assessore al Bilancio nella giunta Soru. Ha già detto che vuole ricominciare da dove aveva lasciato, e cioè proprio dalla giunta Soru, di cui tutti si ricordano i disastri. Le sue idee appartengono al passato. Non sarebbe stato nemmeno il candidato del centrosinistra se chi avesse vinto le primarie democratiche non si fosse ritirato.

Michela Murgia, candidata alla presidenza per “Sardegna Possibile”, ha detto (e poi ritrattato) che lei è l’avversario da battere.
E lei è senza dubbio l’avversaria più interessante della competizione. Penso che la Sardegna abbia bisogno di lei. Ma come scrittrice e non come politica.

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1 Commenti

  1. giuliano says:

    ricordiamo che Cappellacci fu inquisito grazie alla mostrificazione mediatica ad opera dei vermi di sinistra

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