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Capezzoli ustionati, pollici slogati alla Playstation, strappi da panchina. I calciatori si fanno più male fuori che in campo

ottobre 31, 2012 Emmanuele Michela

L’incredibile storia di Adam Chapman è solo l’ultimo di una lunga serie di KO domestici decisamente bizzarri. Dalla schiena di Dida al pollice di Nesta, eccone una carrellata.

Avrebbe fatto fatica a balzare alle cronache sportive per le sue prestazioni puramente calcistiche. Adam Chapman è un ragazzo di 23 anni che gioca per l’Oxford United, League Two inglese. Ma da qualche giorno il suo nome è sui giornali nazionali. Non per qualche bel gol, bensì per un infortunio decisamente sui generis, rimediato pochi giorni fa: in ospedale gli è stata diagnosticata un’ustione del capezzolo. La cronaca ci porta indietro a venerdì, quando il centrocampista stava preparando del latte caldo per il figlio neonato: un movimento maldestro con il biberon chiuso male e il liquido bollente gli è finito tutto addosso. Un banale incidente domestico, che però ha rischiato di escludere Chapman dal match di sabato del suo Oxford: col Wycombe ha giocato nonostante il forte dolore al petto, fatto che gli ha concesso una tanto rapida quanto poco desiderabile celebrità.

TV ASSASSINA. Pensavamo di aver visto tutto nel 2008, quando il portiere del Milan Dida uscì in barella dal match contro il Parma per un fortissimo dolore alla schiena rimediato, ebbene sì, in panchina. Pensavamo, invece dobbiamo ricrederci. D’altronde la storia del calcio è piena di infortuni assurdi, fastidi muscolari o problemi fisici rimediati in situazioni quotidiane sconfinate al limite tra il paradossale e il comico. Poco c’è da dire quando si legge infatti del menisco dell’irlandese Robbie Keane (passato anche dall’Inter), fratturatosi nell’arduo tentativo di recuperare non una palla a centrocampo, bensì un telecomando caduto sotto il divano. L’attaccante non è la sola vittima delle televisioni: anche il centrale dello United Rio Ferdinand si stirò il legamento di un ginocchio nel proprio salotto. Si sentiva comodo coi piedi appoggiati alla tv: ma quella postura, tenuta per ore e ore, fece più danni del previsto.

IL PERICOLO SI NASCONDE IN CASA. La casa, si sa, è un luogo che spesso sa rivelarsi infame. In cucina Darren Bent, attaccante dell’Aston Villa, ci ha lasciato un tendine della mano affettando delle cipolle, in camera da letto la punta dello Swansea Leroy Lita si slogò un muscolo della gamba stiracchiandosi una mattina dopo la sveglia, in cortile l’ex-mediano del Leeds David Batty si distrusse il tendine d’Achille, appena rientrato in uso dopo un lungo infortunio: a metterlo KO fu il triciclo del figlioletto; e neppure il bagno sa essere luogo tranquillo se è vero quanto si dice su Santiago Canizares, portiere del Valencia fino al 2008: nel 2002 dovette rinunciare al Mondiale di Giappone e Corea a causa di un tendine del piede rotto dai cocci di una boccetta di dopobarba, scivolatagli dalle mani.

SICURI NEPPURE IN MACCHINA. Meglio stare fuori di casa, direte voi. Attenzione però se salite in macchina, non fate lo stesso errore di Alan Wright, già difensore di Aston Villa, Leeds e Middlesborough: alto 1,63, si stirò il ginocchio cercando di raggiungere l’acceleratore della sua Ferrari. Evitate poi i campi da golf: il portiere Kasey Keller ci lasciò qualche dente, cercando di togliere le mazze dal bagagliaio della sua auto. Ed è meglio evitare anche di dedicarsi ai videogiochi: in tanti credono stia lì l’origine della rottura del tendine del pollice datata ottobre 2005 di Alessandro Nesta, fortissimo con il controller della Play-station tra le mani. Infine, diffidate pure degli animali: il norvegese Grondalen saltò un match della sua nazionale dopo essere “inciampato” in un alce, incontrato per caso facendo jogging nel bosco, il gallese Barnard scivolò in cucina sulla pipì del suo cane e si danneggiò le ginocchia, mentre sempre per colpa di un cane il portiere Chic Bodie dovette addirittura abbandonare la carriera agonistica: l’animale fece invasione di campo durante un match di campionato, travolse il numero uno dei Wolves e gli distrusse la rotula. Poi dicono che lo sport fa bene…

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