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Camille Paglia, femminista e lesbica, difende il reality chiuso per “omofobia”: «Vige un potere fascista»

dicembre 23, 2013 Benedetta Frigerio

L’intellettuale di sinistra sulla sospensione del Duck Dynasty show: «Si sta negando la libertà religiosa. Chi non segue il politicamente corretto deve tacere»

Duck Dynasty, seguitissimo reality show americano, è stato sospeso dopo l’intervista di Phil Robertson a GQ in cui esprimeva, in modo assai colorito, le sue opinioni contro l’omosessualità. A difendere lo show è stata l’intellettuale atea, femminista e lesbica Camille Paglia (qui la sua intervista a Tempi). Mesi fa lo show, che contava una media di 11 milioni di telespettatori a puntata, era già stato duramente criticato perché mostra una famiglia in cui si prega Dio e in cui il padre insegna ai figli esserci una differenza tra «il bene e il male». Giovedì scorso Paglia, ospitata dalla trasmissione radiofonica di Laura Ingraham, la giornalista politica più seguita negli Stati Uniti, si è scagliata contro il potere «politicamente corretto», per cui «non esiste più la libertà». Un potere che è «ormai completamente fascista, completamente stalinista».

«QUESTA NON È DEMOCRAZIA». «Io posso parlare con autorevolezza, perché mi sono dichiarata omosessuale prima della Stonewall Riots (la rivolta di New York che rappresenta l’ingresso dell’attivismo gay nella cultura moderna, ndr), quando essere così ti costava ancora qualcosa. E perché personalmente, in quanto liberal, sostengo che le persone devono avere il diritto alla libertà di pensiero e di parola», ha chiarito Paglia. In relazione al caso Duck Dynasty, il cui protagonista è stato definito “omofobo” perché ha chiamato innaturale l’omosessualità, la femminista ha sottolineato: «In un Paese democratico le persone devono avere il diritto di essere “omofobe” come quello di difendere l’omosessualità, come faccio io». Al contrario? «Si sta negando la libertà religiosa».
Durante l’intervista Paglia ha ricordato che il protagonista del reality ha subìto critiche violentissime per non aver nascosto la sua opinione personale sull’omosessualità rispondendo alle domande di un giornalista. «Ha semplicemente espresso le sue idee in un’intervista – ha continuato Paglia –. È questo il livello punitivo del politicamente corretto, completamente fascista, completamente stalinista, che i miei colleghi liberal del partito democratico e delle università hanno supportato e promosso negli ultimi decenni». Questa, ha continuato, «è l’unica eredità rimasta della libertà di parola dal 1960, che è stata persa dal mio stesso partito».

L’INTOLLERANZA GAY. Rispondendo alla Ingraham Paglia ha ribadito che, pur essendo atea, lei rispetta la religione e che prova frustrazione di fronte «all’intolleranza degli attivisti gay che cercano di mettere a tacere l’opposizione». Ha chiarito che «questa intolleranza degli attivisti gay verso l’intera gamma dei valori umani comuni è un segno di immaturità e di infantilismo». E ha aggiunto che «questa è la ragione per cui non c’è più vita culturale negli Stati uniti, per cui non emerge più nulla di interessante, in termini di critica culturale, dai più grandi organi di stampa».
Per lo stesso motivo, ha concluso Paglia, anche i laureati più brillanti «sono degli analfabeti culturali, perché non sono stati educati a rispettare le posizioni opposte alle loro». Infine ha criticato ancora il movimento omosessuale, «nelle mani di fanatici che hanno semplicemente traslato quello che era il credo religioso dei loro genitori in un movimento politico».

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11 Commenti

  1. Valeria scrive:

    Camille Paglia ha perfettamente ragione. Purtroppo.

  2. Paolo scrive:

    Bene hanno fatto a sospendere lo show.
    Non si tratta di “libertà di opinione”…definire in tal modo ciò che è oggettivamente un normale e naturale orientamento sessuale, offendendo al contempo tantissime persone e le loro famiglie è quanto di più sbagliato e condannabile ci possa essere.
    A doispetto di quello che viene scritto l’omofobia non è un diritto….così come non lo è l’antisemitismo, il razzismo, ecc.

    Avrei poi una domanda… in Italia ci sono stati casi di personaggi che sono stati espulsi da programmi televisivi per aver bestemmiato in diretta. Anche lì allora è stato un trattamento ingiusto che lede la “libertà di opinione”?

    • Luca scrive:

      Guarda che ha espresso semplicemente le sue idee e poi Giovanardi dice cose peggiori una volta al mese, eppure nessuno lo espelle dal parlamento,

      • Paolo scrive:

        Quello che ha espresso non sono “idee”…sono semplicemente offese a persone e alle loro famiglie, portate avanti con la pretesa scusante della “religione”

        • Picchus scrive:

          Poiché le tue idee rappresentano un’offesa alle persone e alle loro famiglie, con la scusa di nuovi diritti, se ne deduce che tu sei d’accordo che la tua libertà di parola andrebbe limitata e tu andresti punito per quello che dici. Perché quello di cui tu non ti rendi conto nel tuo furore ideologico è che tu stai facendo a pezzi il principio democratico di base per implementare la legge del più forte: chi ha la forza, i numeri e l’organizzazione per dichiarare un pensiero diverso non accettabile ha il diritto di farlo e ha diritto di reprimere tale pensiero. In pratica tu stai dando ragione all’inquisizione (quella delle fantasie anticlericali), ai tribunali fascisti, a quelli comunisti e integralisti. Complimenti.

    • Valeria scrive:

      Innanzi tutto l’intervistatore è andato apposta a fare domande “scomode”, chiedendogli cosa per lui fosse il peccato e lui ha risposto, in una maniera sicuramente rude ma onesta. Ha detto che non vede perchè un uomo dovrebbe preferire l’organo sessuale di un uomo rispetto a quello di una donna e che per il Cristianesimo l’omosessualità (anzi, gli atti omosessuali) è peccato.
      Al di là della maniera rude che usa per esprimersi, non vedo il perchè di tanto scandalo.

  3. Francesco B. scrive:

    Neanche a Natale vi fermate!

    Il sindaco di Houston, Annise Parker, dichiaratamente lesbica ha invece commentato:
    ““I have never watched ‘Duck Dynasty,’ so I don’t think about it much at all,” Parker responded. “I’ve been a gay community activist since the mid-70s. It was a very different time. We were fighting to keep people out of jails and mental hospitals. What some redneck wingnut has to say about the GLBT community is completely irrelevant.”

    Uno pari. Una lesbica contro una lesbica. La mia vale di più della tua perché è filosofa. No la mia vale di più perché è più lesbica della tua!
    Quindi cosa si fa? Come rimaniamo?
    Andate avanti a cercare qualsiasi traccia di marcio che riguardi i gay? Oppure cercate di diventare cristiani?

    • Picchus scrive:

      Non è uno pari. Non è neppure cento a uno. La Paglia, dalla quale mi divide un intero universo, ha fatto un ragionamento di buon senso e di difesa del concetto base della democrazia. La Parker ha proferito sciocche e razziste banalità. La Paglia si è preoccupata di un bene prezioso come la libertà di parola, la Parker solo di mostrare il suo disprezzo fascista per chi non la pensa come lei. Per cui la Paglia in questo frangente è infinitamente meglio di quella fascista della Parker.

      Quanto al nostro cercare di rimanere cristiani è appunto quello che facciamo opponendoci all’ideologia del gender. Ma siamo commossi che tu preoccupi della nostra cristianità.

  4. Silvio Riva scrive:

    Sto sostenendo una discussione su “genitore 1, genitore 2″ e sull’adozione di bambini da parte di coppie omosessuali, lanciata dalla psicologa Annabell Sarpato nei gruppi “NAT&SAL” e “I farmaci dell’anima” nel portale Linkedin.
    Ho riportato l’intervista di Luca Di Tolve e la lettera aperta di Eliseo Del Deserto, con le loro esperienze da omosessuali e contrari al “delirio di onnipotenza” ed ai “capricci” (Eliseo dixit) delle organizzazioni omosessuali. Per non parlare dei loro “reggi-coda” etero.

    Vorrei inserire anche l’intervista alla Paglia, ma non è possibile fare copia-incolla (sembra ci sia un blocco che lo impedisce).
    Potrei ricopiare il testo da tastiera, ma, se ci fosse un PDF, risparmierei tempo.
    Inoltre i testi delle discussioni in Linkedin sono in carattere ARIAL, corpo 12, e dovrei impaginare così i testi.

    Che mi dice la Redazione?

    • Picchus scrive:

      Ma vorresti copiare questo articolo? A parte i problemi di copyright, non mi sembra ci siano problemi tecnici a fare copia e incolla. Io ho provato a farlo e non ho riscontrato problemi.

  5. Angelo Ventura scrive:

    Quel signore ha equiparato omosessualita’ e bestialita’ e ha insultato anche la minoranza di coloren una diversa intervista. La calunnia e l’istigazione all’odio non sono libera opinione.

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