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«Cambiare identità di genere tutti i giorni, perché no?». La clinica di Chicago che educa i “bambini trans” di tre anni

marzo 13, 2014 Leone Grotti

Al Lurie Children’s Hospital di Chicago il dottor Garofalo prende in cura, a partire dai tre anni, bambini che si sentono bambine e bambine che vogliono diventare bambini. Viaggio in un labirinto gender

Il Lurie Children’s Hospital è la più grande struttura sanitaria pediatrica di Chicago e la prima negli Stati Uniti medio occidentali ad avere aperto una clinica specializzata in “genere e sessualità”. Qui il dottor Robert Garofalo prende in cura, a partire dai tre anni, bambini che si sentono bambine e bambine che vogliono diventare bambini.

DISFORIA DI GENERE. Ryan ha 11 anni ma da tempo si sente una femmina. Per questo, a partire dai due anni, ha lentamente cambiato look: prima portava i capelli biondi corti, ora invece li ha lunghi e veste con abbigliamento femminile. «Mi sento una femmina nel cuore e un maschio nella testa», dichiara al Le Nouvel Observateur.
Ryan è tra i 65 bambini che nella clinica di Chicago vengono trattati per la “disforia di genere”, termine che negli Usa indica chi non si sente a suo agio con il proprio sesso. «Oggi Ryan si comporta come una femmina – raccontano i genitori – ma contrariamente ai bambini transessuali non rifiuta il suo sesso. Nessuno sa come si evolverà».

trans-bambini«PERCHÉ NO?». Lo scopo della clinica è far capire a questi bambini che non importa se si sentono maschi e femmine, l’importante è che si accettino. Afferma il dottor Scott Leibowitz davanti a un bambino che a 13 anni cambia identità di genere tutti i giorni: «E perché no? Noi gli diciamo che non è grave, che possono essere quello che vogliono e che questo non deve influenzare gli altri aspetti della loro vita».

LA CURA DEI TRANS. Il dottor Garofalo ha deciso di aprire la clinica dopo aver preso in cura per l’Aids numerosi transessuali. Vedendo che molti avevano problemi di depressione, droga e tentavano di suicidarsi ha pensato che il problema risiedesse nella difficoltà ad accettarsi come transessuali. Per questo, ha deciso di aiutare fin da piccoli i bambini che si sentono bambine e le bambine che si sentono bambini a non farsi troppi problemi sulla loro condizione.

IDENTITÀ DI GENERE A 3 ANNI. Sade, 15 anni, si sente un maschio ed è contento perché «il dottore mi autorizza ad andare nel bagno dei maschi, mi riconosce per quello che sono». Garofalo va spesso a parlare nelle scuole di questi ragazzi, perché li lascino andare nei bagni che corrispondono al genere a cui loro sentono di appartenere: «Bisogna tenere conto di tutto l’ambiente in cui vivono questi ragazzi – spiega – dalla famiglia alla scuola. L’identità di genere non si costruisce in età adulta ma a 3, 4, 5 anni. Ecco perché è ragionevole cambiare identità già a questa età».

trans-bambini-chicago«E SE POI CAMBIA IDEA?». I genitori sono d’accordo: «Ryan non è malato. Perché non lasciarlo esplorare la sua identità?». Anche perché, come afferma il dottor Leibowitz, «certe persone sono nate nel corpo sbagliato». Ecco quindi che secondo il dottor Garofalo prima bisogna lasciare che i bambini si vestano come vogliono, poi, appena comincia, la pubertà deve essere bloccata con dei farmaci.
Infine bisogna fare una scelta sul cambio di sesso, anche se Tom, padre di Sade, ha dei dubbi: «L’operazione tra tutto costa ben più di 4 mila dollari. Io vorrei prendere tempo, Sade è così giovane. E se poi cambia idea?».

MASCHI O FEMMINE. Per il capo della clinica «l’operazione non è necessaria» ma Amya, 14 anni, nato Ariel, vuole farla «il più presto possibile». A 11 anni Ariel si innamora di un ragazzo, la madre gli dice che non è un problema se è omosessuale ma il ragazzino si convince di essere una ragazza, mentre i suoi genitori divorziano. Dopo due anni i genitori si risposano e accettano la nuova identità di genere della figlia: «I bambini non devono soffrire a causa di un pregiudizio ignorante».
Appena avrà l’età giusta Amya cambierà sesso ma nel frattempo potrebbe mutare identità: «I genitori vogliono sempre sapere come si evolveranno i loro figli – conclude il dottor Leibowitz – ma nessuno può sapere cosa succederà». L’idea che «bisogna essere per forza o maschi o femmine» è dura a morire: il dottor Garofalo ha fondato la clinica apposta per eliminarla.

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23 Commenti

  1. domenico b. scrive:

    “…qui il dottor Robert Garofalo prende in cura, a partire dai tre anni, bambini che si sentono bambine e bambine che vogliono diventare bambini….”
    Qualcuno spieghi a questo signor Robert Garofalo, che mi spiace abbia un cognome italiano, che esiste
    un Dio che un giorno si prenderà cura di lui

  2. Ellas scrive:

    Questa tragedia è responsabilità dei genitori e dei tempi in cui viviamo. Schifo!
    La domanda che mi sono sempre posta viene alla luce: e se poi cambiano idea? L’hanno cambiata degli adulti. Perchè loro no? Per quanto tempo avranno voglia di vestire panni che non sono loro? A 3 anni è un gioco, come quando ci si veste da principesse o maghi, ma poi si cambiano modelli e si vuole diventare un supereroe o chissà. Insomma che fanno i bambini quando si accorgono che non possono tornare indietro?

    4000 verdoni che potrebbero essere spesi per cose utili, per il mantenimento della famiglia o per il fondo universitario, come usa là.

    Se queste famiglie di bimbi trans iniziano a lamentarsi che non hanno i soldi per campare, poi mi arrabbio!

    • Ellas scrive:

      Dunque la bambina in questione ha cambiato genere durante il divorzio dei genitori? Ah, questo dimostra che lo era sin dalla nascita! Che pena.

  3. Cisco scrive:

    Questo dottor Leibowitz mi sembra in stato confusionale molto più dei bambini che ha in cura. Da un lato sostiene che l’identità si costruisce nei primi anni, dall’altro sostiene che le identità maschile e femminile vanno superate. E’ urgente che qualcuno si prenda cura di lui, in una clinica psichiatrica per maschi.

  4. Giacomino scrive:

    Come ce li hai i cromosomi?
    XX o XY?

    Fine della storia. La realtà non si cambia.

  5. Eloisa scrive:

    cambiare genere ogni giorno? E perché no? Io ho cambiato genere almeno 3/4 volte. premesso che geneticamente sono xx, fino a 9 anni mi sentivo maschio, tra i 4/5 ero proprio convinto di essere maschio, tanto che lo andavo pure dicendo in giro costringendo i miei genitori a rettificare. Dai 10 ai 14 ho avuto un periodo di iperfemminilita’. Poi ho iniziato a interrogarmi consapevolmente sul mio genere. Alla fine verso i 18 ho realizzato di avere un genere neutro o misto, in cui si combinano elementi di entrambe le entità. Come orientamento sessuale sono bisessuale, ma con un uomo io mi relaziono sentendomi un partner omosessuale più che una donna. Tutto ciò è avvenuto naturalmente, nessuno mi ha dato lezioni di gender, anzi la mia formazione è avvenuta in un contesto conservatore e cattolico. In ogni caso i miei cambiamenti di identità di genere non sono mai stati un problema per nessuno.

    • Finn scrive:

      A Roma si dice “Impicciata come ‘na rete dopo ‘na mareggiata”, oppure “Stai come Batman al compleanno dei puffi: Confusa!”

      E’ la percezione della tua identità che cambia. Il sesso sempre quello rimane. Anche se dovessi entrare in una fase in cui ti senti Topo Gigio sempre femmina saresti. ^^

      Detto ciò buona vita e buona fase.

      • Ellas scrive:

        finn ha ragione: per come mi sento, sempre così il mio corpo resta. E questo è innegabile.

        • Eloisa scrive:

          Non si tratta di confusione. Io non sono confusa e la mia identità di genere che è fluida. Identità di genere è un fatto mentale e comportamentale ed è diversa dall’identità genetica e anche dall’identità somatica(che spesso per natura,senza nessun intervento chirurgico neppure corrisponde a quella genetica).

    • Ellas scrive:

      Io sono asex, e non mi pongo problemi sul fatto di dover cambiare corpo fisicamente. A volte mi sono sentito più maschio, e altre più femmina, ma questo raramente. Solitamente mi sento e basta. Però se qualcuno del gender mi venisse a dire che operazione vogio fare, gli direi di andarsene.

      • Giacomino scrive:

        Operazione?
        Intendi cambiare i cromosomi dal nucleo di tutte le cellule del tuo corpo?
        Non potrai mai cambiare genere. Quello sei e quello rimarrai.

        Tsk.

      • Eloisa scrive:

        ma guarda che nella clinica in cui si parla nell’articolo non propongono operazioni per modificare chirurgicamente il corpo. anche io non mi sottoporrei mai a queste operazioni, né prenderei ormoni. però è giusto che se uno ha una identità di genere diversa, se ne tenga conto quando si tratta di decisioni che riguardano la sua vita. per esempio se un bambino ama vestirsi di rosa o portare i capelli lunghi, non è giusto che i genitori gli impongano i capelli corti o i colori marrone e verde o di giocare con certi giocattoli e non con altri. io per esempio pur avendo un corpo femmina, non sono di genere donna per quanto riguarda l’aspetto riproduttivo, per me subire una gravidanza e un parto sarebbe una gravissima violenza psichica e morale. e mi aspetto che la società rispetti il mio genere vero, non quello presunto in base ai caratteri somatici o ai cromosomi. d’altra parte, per fortuna, oggi la vita è abbastanza unisex, per cui anche le persone con un genere misto non incontrano particolari problemi, se non appunto in situazioni estreme come quella della gravidanza non voluta, per una persona xx che non è di genere femminile puro o del rapporto sessuale con un uomo che vuole praticare il modello tradizionale della penetrazione vaginale.

        • Ellas scrive:

          Ed è qui che le mie idee e quelle di Eloisa si dividono. Io invece non credo che se un bambino voglia vestirsi da bambina debba essere incoraggiato. O viceversa.

          Intanto chiarisco che asex sono etero, gay, bisex, e lesbiche. Semplicemente non mettono il sesso come prima cosa nella vita, come troppi al giorno d’oggi fanno.

          Io ho 0 inclinazioni. Sono per la famiglia tradizionale e per il bambino è bambino, la bambina è bambina. Non ritengo siano cse interscambiabili. Non importa che si facciano operazioni o no. Se si pensa a Coy Mathis, o a Lulu, o a Timmy (che divenne Tammy), all’inizio degli ormoni bastano.

          Sono contraria agli ormoni: possono avere effetti dannosi anche a livello psichico sugli adulti. Che fanno ai bambini, il cui corpo è ancora in formazione? Questo è uno dei motivi per cui sono contraria al baby gender, oltre a quello etico.

    • Stefy scrive:

      Finchè rimangono tuoi, i cambiamenti, ok, nessun problema per nessuno.
      Però che non vengano a cambiare le leggi e ad equiparare il matrimonio uomo-donna a quello omosessuale.

      • Eloisa scrive:

        Ma il matrimonio non ha niente a che vedere con l’identità di genere. Qui si tratta semplicemente di una nuova visione culturale, in cui si superi una visione rigida e presuntiva dei generi, fondata unicamente sul dato cromosomico o sui caratteri sessuali somatici. L’ideale sarebbe arrivare ad una società e a delle istituzioni totalmente asex, in cui non ha alcuna rilevanza il sesso biologico. Al massimo la vera differenza del futuro sarà tra soggetti con personalità riproduttiva (che, a prescindere dal sesso biologico e dall’identità di genere, sono predisposti a generare figli) e soggetti con personalità non riproduttiva. Per tutte le altre finalità ormai la distinzione tradizionale uomo/donna è superata, ha perso ogni rilevanza pratica.

        • Ellas scrive:

          pensa che bello, sapere di fare sesso con un uomo che solo fino a ieri si credeva donna e l’ha fatto a sua volta con qualcuno in strada che avrebbe potuto attaccargli qualche bell’herpes.

          Il mio vedere l’identità è più semplice: non mi sento nè maschio, nè femmibna. Semplicemente sono. E se dovessi fare sesso (perchè in un’identità fluida a mio parere non si può definire Amore), sarebbe logico con un maschio.

  6. Eloiso scrive:

    A lei si e a me non mi pubblicate!??? Siete omofobi? Guardate che siamo sempre noi!!!
    Garofalo: aiutooooo!

  7. VivalItalia scrive:

    Eloisa..?
    Ah ah ah.. da le parti mie se dice che stai confusa comer camaleonte ner pacchetto di smarties!

    • Giacomino scrive:

      Rispondi: XX o XY? Fine. Poi, se vuoi vestirti da maschio fai pure, non mi interessa e sono scelte tue, come tutta la psicologia che ci sta dietro, davvero, e la rispetto.
      Però la realtà non si cambia: sei femmina, e tale resterai.

      • Eloisa scrive:

        Le persone di genere diverso da quelli tradizionali uomo/donna si riconoscono, non è un fatto puramente interno, chi ha un minimo di sensibilità si rende conto di trovarsi di fronte ad una persona di altro genere, è qualcosa che traspare dal comportamento, dalle attitudini emotive di base, dal modo di muoversi, di porsi con gli altri, dalle priorità che si hanno nella vita. A parte che tu , ictu oculis, non potrai mai sapere qual è il sesso cromosomico di una persona, visto che servono analisi di laboratorio per accertarlo, ma neppure puoi essere sicuro che uno che ha tratti somatici iperfemminili sia veramente femmina dal punto di vista genetico e viceversa.

    • Ellas scrive:

      E’ strano come tu che difendi gli lgbtx, te la prendi con chi ha queste idee che potrebbero essere definite di gender.

      Bah! Tanto stiamo parlando e alcuni di vo non sanno neppure cos’è un asex. Probabilmente penseranno che un ermafrodito.

      La propaganda sessuale è un delitto, dato che non ammette chi pensa diversamente. Si definisce diversa, e ormai non lo è più. C’è chi è ancora più diverso, e per questo gli repelle. bravi! Bell’esempio di integrazione sociale.

  8. Francesco scrive:

    Tutto questo è espressione della confusione imperante nel mondo, della dittature del relativismo, del pensiero debole. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò (Gen. 1, 27). Sei nato xx o xy, non aggiungiamo altro, non sostituiamoci a Dio, per non cadere, come fecero i nostri progenitori, nelle mani di satana. Non andiamo contro quello che la natura esprime. Francesco B.

  9. Francesco scrive:

    Tutto questo è espressione della confusione imperante nel mondo, della dittature del relativismo, del pensiero debole. Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò (Gen. 1, 27). Sei nato xx o xy, non aggiungiamo altro, non sostituiamoci a Dio, per non cadere, come fecero i nostri progenitori, nelle mani di satana. Non andiamo contro quello che la natura esprime. Francesco B.

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