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Caccia al “Re di fiori”. Potrebbe essere lui il collegamento tra Isil e i sostenitori di Saddam Hussein

giugno 25, 2014 Redazione

Al-Douri è uno dei leader dell’esercito di Naqshbandi, nata all’indomani dell’esecuzione del dittatore iracheno. Su di lui pende una taglia di 10 milioni di dollari. È l’unico big del partito baathista che non è mai stato catturato

iraq-baath-al-douriFino a poco tempo fa era soltanto un fuggitivo, una carta mancante nel mazzo distribuito dagli Stati Uniti per dare un nome ai big del regime di Saddam Hussein. Ora, l’esecuzione di Rauf Rashid Abd al Rahmandel, giudice che condannò a morte Saddam nel 2007, potrebbe essere la dimostrazione definitiva che il “re di fiori”, Izzat Ibrahim al-Douri, non è soltanto vivo e vegeto ma uno dei principali artefici dell’avanzata-lampo dell’Isil nell’Iraq del nord.

IL RE DI FIORI. Proprio sulla pagina Facebook attribuita ad al-Douri è stata comunicata l’esecuzione del giudice di Saddam. Al-Douri è un ex collaboratore stretto del dittatore iracheno. Stando alle informazioni dell’esercito americano avrebbe ormai quasi 70 anni. Dal 2004, sulla sua testa pende una taglia di 10 milioni di dollari. Si tratta dell’unico big del partito baathista ad essere sfuggito alla cattura americana. Ai tempi di Saddam era diventato ex vice-presidente del partito.
Ci sarebbe lui dietro la nascita dell’esercito di Naqshbandi (JRTN), organizzazione guerrigliera, nata all’indomani dell’esecuzione di Saddam, nel 2007, che ha accolto i transfughi in libertà del vecchio apparato, e che ora è molto probabilmente alleato con l’Isil. Il ruolo del “re di fiori” nel nuovo gruppo baathista non è chiaro, ma è il membro più carismatico e ricoprirebbe un ruolo da leader.

ALLEANZA CON ISIL. Mosul e Tikrit sono sempre state roccaforti del regime di Saddam. La rapida conquista di queste due città da parte dei fanatici islamici di Isil, secondo i media americani, è stata determinata dal supporto del gruppo dei nostalgici di Saddam. Sarebbero loro infatti a fare da collettore dei ribelli sunniti (anche quelli “laici”), minoranza irachena che un tempo dominava al governo e che, con la fine della dittatura, è stata a sua volta discriminata e repressa dalla maggioranza sciita e dal governo Maliki.

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