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Bosnia. Ottanta bambini combattono in Siria con l’Isis: «Una bomba ad orologeria»

giugno 15, 2016 Redazione

Il terrorismo islamico è una delle piaghe della Bosnia. Secondo uno studio, i bambini costituiranno un serio problema per il futuro dei paesi in cui torneranno a vivere

Oltre 80 bambini provenienti dalla Bosnia si trovano in Iraq e Siria a combattere con lo Stato islamico e rappresentano una vera «bomba a orologeria» per il paese e tutta la regione. È quanto sostiene un nuovo studio, anticipato da Reuters, dell’organizzazione non profit di Sarajevo Atlantic Initiative.

80 BAMBINI. Secondo l’organizzazione, «da dicembre 2012» sono partiti per la Siria 188 uomini. Di questi, 91 sono ancora nei territori del Califfato, mentre 50 sono stati uccisi e 47 sono tornati in patria. Ad aprile, c’erano anche 52 donne e 80 bambini, molti dei quali sono entrati nelle unità di combattimento dell’Isis. Ragazzini di 13 e 14 anni vengono addestrati nelle arti militari e indottrinati. «Si tratta di una nuova generazione di bambini cresciuti sui campi di battaglia o di fianco ad essi. Sono come una bomba ad orologeria per quei paesi in cui torneranno a vivere», spiega Vlado Azinovic, co-autore del rapporto.

MOSCHEE SALAFITE. Solo nel 2016 il fenomeno dei foreign fighters nella Bosnia musulmana ha cominciato a rallentare, quando il governo ha prestato maggiore attenzione e cercato di ridurre le partenze. Ma secondo Atlantic Initiative ancora non esiste un database ufficiale dei bosniaci arruolati dall’Isis e quelle moschee salafite che quasi tutti i jihadisti hanno frequentato prima di partire per la Siria sono ancora aperte.

TERRORISMO ISLAMICO. La Bosnia ha un serio problema di terrorismo islamico. Nel 2015 un reportage del Mirror ha scovato molte tracce jihadiste nel villaggio di Osve, a 100 chilometri da Sarajevo. Sempre l’anno scorso, i corpi anti-terrorismo bosniaci hanno fatto irruzione nel villaggio di Gornja Maoca, nel nord del paese, dopo che su molti giornali erano uscite le foto di diverse case che esponevano le bandiere dell’Isis. Il villaggio era sospettato di essere legato al terrorismo islamico da almeno una decina d’anni.

Foto Ansa

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2 Commenti

  1. Menelik says:

    C’è solo da sperare che non tornino.
    Ci pensino i miliziani Curdi e l’esercito regolare di Assad.

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