Google+

Boom di esecuzioni capitali in Medio Oriente

gennaio 27, 2017 Redazione

Il 90 per cento delle esecuzioni capitali nel mondo, Cina esclusa, si compiono in Medio Oriente. Sette impiccati in Kuwait il 25 gennaio

iran-pena-di-morte-impiccagione-ansa

Ondata di esecuzioni capitali e di condanne a morte in Medio Oriente. Mercoledì scorso in Kuwait, dopo quattro anni di moratoria, sono stati impiccati sette dei 57 condannati che si trovano attualmente nel braccio della morte. All’inizio di gennaio il Bahrain ha interrotto una moratoria di fatto che durava da sei anni eseguendo le condanne di tre persone, tutte legate ad ambienti dell’opposizione politica, mentre nel mese di dicembre scorso la Giordania ha condannato a morte tre trafficanti di droga per l’uccisione di un poliziotto e l’Arabia Saudita 15 sciiti accusati di spionaggio a favore dell’Iran.

ANCHE I REALI. Particolarmente suggestiva la composizione della pattuglia di condannati impiccati in Kuwait il 25 gennaio: per quanto riguarda il sesso, si è trattato di quattro uomini e tre donne; per quanto riguarda la nazionalità di cinque stranieri e di due kuwaitiani; per quanto riguarda l’estrazione sociale, uno di essi era un membro della famiglia reale degli al-Sabah, ed è la prima volta nella storia dell’emirato che accade una cosa del genere. Faisal Abdullah al-Jaber al-Sabah era accusato di aver ucciso nel 2010 con cinque colpi di pistola sparati a bruciapelo il nipote Basel Salem Sabah al-Salem al-Sabah, costretto su una carrozzina per portatori di handicap. Non è stato reso noto il movente dell’omicidio.

L’INCENDIO AL MATRIMONIO. Non deve stupire il dato che 5 dei 7 giustiziati fossero stranieri: fra i 4 milioni e 200 mila abitanti del Kuwait, quelli di nazionalità estera rappresentano circa il 70 per cento del totale. L’altro giustiziato kuwaitiano era una donna, Nasra al-Enezi, responsabile del più grande eccidio della storia del paese in tempo di pace: 58 persone, 40 delle quali donne e bambini, morirono a causa di un incendio doloso da lei appiccato nel 2009 alla tenda dove si svolgeva il matrimonio con cui suo marito prendeva una seconda moglie. Le altre due donne impiccate invece sono una etiopica e una filippina, entrambe colf accusate dell’omicidio di membri della famiglia per la quale lavoravano. La filippina, di nome Jakatia Pawa, era stata condannata con l’accusa di avere accoltellato a morte nel sonno una figlia della famiglia per cui lavorava nel 2007. Secondo la senatrice filippina Cynthia Villar, il dna rilevato sull’arma non coinciderebbe con quello di Jakatia. In Kuwait risiedono e lavorano 240 mila filippini.

PENA CAPITALE IN MEDIO ORIENTE. Fra i giustiziati compare anche un uomo non accusato di delitti di sangue: un bangladese condannato per furto, rapimento e stupro. Gli altri due uomini condannati a morte (per omicidio) erano due egiziani. Le ultime esecuzioni capitali in Kuwait avevano avuto luogo nel 2013, e prima di tale data nel 2007. Anche nel 2013 fra gli impiccati figurava un pedofilo, un cittadino egiziano, accusato del rapimento e stupro di 17 bambini. Messa da parte la Cina, per la quale non si riescono a ottenere statistiche attendibili a causa del fatto che tutto ciò che riguarda la pena di morte è segreto di Stato (l’unica certezza è che le esecuzioni vanno calcolate in migliaia), il Medio Oriente è la regione del mondo dove si concentra la grande maggioranza delle esecuzioni capitali, che riguardano soprattutto tre paesi: Iran, Pakistan e Arabia Saudita.
Secondo Amnesty International il 90 per cento delle 1.634 esecuzioni capitali censite dall’organizzazione nel mondo (escludendo la Cina) nel 2015 sono avvenute nei tre paesi suddetti. Per l’esattezza 977 in Iran, 320 in Pakistan e 158 in Arabia Saudita. I sauditi nel 2015 hanno effettuato un 76 per cento di esecuzioni capitali in più rispetto al 2014. I dati del 2016 saranno con tutta probabilità resi noti da Amnesty International all’inizio dell’aprile prossimo.

Foto Ansa

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Evolvere senza stravolgere può essere considerato il pensiero che ha portato alla nascita della V2-R. Rispetto alla V1-R, infatti, non sono molte le differenze che si percepiscono a un primo sguardo ma si tratta tuttavia di interventi mirati a renderla attuale e migliorarne le prestazioni. DNA IMMUTATO Punti fermi del nuovo progetto sono quelli che […]

L'articolo Nuova Colnago V2-R, cuore racing proviene da RED Live.

KTM rivoluziona il mondo dei motori a 2 tempi con l'introduzione dell'iniezione sui modelli Enduro competition per il 2018. Le abbiamo provate scoprendo che il 2T ha ancora davvero molto da dire.

L'articolo Prova KTM EXC TPI 2018 proviene da RED Live.

PRONTI A PARTIRE Arriva l’estate e per molti viene il momento di fare finalmente qualche viaggio con la moto del cuore, spesso usata durante l’anno solo per il tragitto casa-ufficio o poco più. Un fine settimana, magari, o anche una vera e propria vacanza, che ha tutti i presupposti per restare memorabile. Spostarsi su due […]

L'articolo 10 consigli per i viaggi in moto proviene da RED Live.

Dopo aver debuttato sulle sorelle/gemelle arancio, il motore 2 tempi sbarca anche sulla gamma enduro Husqvarna 2018

L'articolo Gamma enduro Husqvarna 2018 proviene da RED Live.

Dopo aver visto lo stupendo Cento10Air Ramato guidato da Pippo Pozzato al Giro del centenario, mi sono ancor più convinto che non occorre guardare oltre l’Oceano per ritrovarsi a sbavare su una bicicletta. Wilier è uno di quei marchi che sta lavorando bene, assai, e il grande successo che riscuote anche oltre i nostri confini, a parte […]

L'articolo Prova Wilier Triestina Cento10Air proviene da RED Live.

Strategie di Content Marketing - Video Academy di MailUp - banner iscrizione
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana