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Bologna. Un altro sindaco pronto a trascurare la sua città per entrare nella Storia

settembre 14, 2015 Alfredo Mantovano

Il “modulo per le famiglie omogenitoriali” serve, più che ai bolognesi, alla fama del sindaco: la genialata infatti è stata lanciata alla festa dell’Unità

Anticipiamo un articolo tratto dal numero del settimanale Tempi in edicola da giovedì 10 settembre – Un bambino vive con la madre biologica e quest’ultima ha una compagna. Inizia l’anno scolastico e la madre può avere problemi ad accompagnarlo o a riprenderlo dall’asilo; nulla vieta che vi provveda la convivente: è sufficiente che all’avvio delle lezioni la madre consegni all’istituto una delega permanente, valida fino a revoca. Intendiamoci: non c’è uno strumento specifico per la compagna: c’è però un mezzo semplice per risolvere la questione. Al sindaco di Bologna non basta.

Il sindaco di Bologna ritiene di essere stato eletto non tanto per rispondere a problemi concreti, quanto per esercitare una missione: fare da battistrada nelle battaglie “per i diritti”. Un paio d’anni fa per le scuole comunali del capoluogo emiliano sostituì i termini desueti di “padre” e “madre” con quelli più affettuosi di “genitore 1 e 2”; qualche giorno fa ha varato il “modulo di autocertificazione di famiglia omogenitoriale”: a parte l’orrido burocratese, è il corollario del registro di trascrizione in Italia dei “matrimoni” same-sex contratti all’estero.

Chi ha criticato la genialata del sindaco Merola ha sottolineato che il modulo è inutile, che è contrario all’ordinamento, che punta ad anticipare una legge – il ddl Cirinnà – ancora in discussione. Tutto vero; ma c’è di più: la decisione del sindaco è l’ennesimo sintomo di un’ansia compulsiva di imposizione ideologica. Bologna avrà pure meno problemi di Roma o di Napoli, ma è comunque una grande città che offre non poche occasioni di impegno quotidiano e assiduo a chi desideri guidarla. Ma se quel sindaco uscisse da logiche di settarismo ideologico e provasse a rendere più sicuro e attraente il centro, più ordinate le periferie e più pulite le strade, che “merito politico” avrebbe?

Lascerebbe il posto nella Storia solo al primo cittadino di Roma… Ecco allora che, superato sul tempo un anno fa dal collega della Capitale con la trascrizione delle nozze gay estere, Merola recupera nel 2015: che serva alla fama e non alla sostanza è confermato dal luogo scelto per il lancio della novità, la festa dell’Unità. Il che – direbbe Guareschi – è bello e istruttivo: tramontato il sole dell’avvenire, sostituiti falce e martello con provetta e spinello, riposta in archivio la classe operaia, l’orizzonte della sinistra coincide da tempo con un radicalismo libertario che interessa circoli ristretti, economicamente elitari, ma rende tanto identitari.

Ciò di cui si dibatte nel giorno del Comune di Bologna non è poi così dissimile da quel che oggi anima il Parlamento: se in commissione Giustizia al Senato si dedicano ore e ore alla discussione e al voto del ddl sulle unioni civili e se il presidente del Consiglio e qualche ministra rassicurano sulla sua rapida approvazione, è perché lo si ritiene prioritario. Certamente più di norme che permetterebbero alle famiglie italiane – la stragrande maggioranza delle quali non sono “omogenitoriali” – di essere meno oppresse dal fisco; o di delibere comunali che impongano per gli asili rette più accessibili ai nuclei familiari con problemi economici.

Una spesa a fondo perduto
A chi obietta che queste misure costano e non ci sono le risorse per finanziarle è agevole rispondere che anche il matrimonio gay implica un aumento di spesa: si pensi solo alla estensione della pensione di reversibilità; ma in questo caso ci si trova di fronte a un costo senza ritorno, mentre il denaro rivolto alle famiglie vere si traduce in un investimento e in nuovi figli che vengono messi al mondo. La prospettiva degli uni è il suicidio demografico (copyright: san Giovanni Paolo II), degli altri il faticoso recupero del tessuto umano della comunità nazionale.

Mezzo secolo fa chi metteva in guardia dalla gloria del socialismo realizzato era etichettato nella migliore delle ipotesi come un retrogrado; di regola lo si bollava come fascista. Chi ha buon senso lo usi: non ci si può permettere ancora a lungo la sbornia ideologica libertaria con la stessa leggerezza usata con la sbornia ideologica che in Italia e in Europa per decenni si è abbeverata al comunismo. I danni saranno ancora più pesanti.

Foto Ansa


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34 Commenti

  1. Jens scrive:

    Merola, sei sindaco solo perché gli anziani vedono la scritta PD e allora ti votano! Sei sindaco solo perché loro sono nostalgici! Ma prova a cercare i veri bolognesi, quelli che un minimo di testa ce l’hanno. Come ti permetti di dire “Noi bolognesi il 2 agosto 1980…”?! Tu di dove sei? Di Bologna? NO! Sei di Santa Maria Capua Vetere! Torna da dove sei venuto e non tediare l’anima ai veri bolognesi!

  2. Menelik scrive:

    “….tramontato il sole dell’avvenire, sostituiti falce e martello con provetta e spinello, riposta in archivio la classe operaia, l’orizzonte della sinistra coincide da tempo con un radicalismo libertario che interessa circoli ristretti, economicamente elitari, ma rende tanto identitari. ……”

    Descrizione perfetta della sinistra.
    Oggi in Italia non ci sono parole migliori per descriverla.
    SINISTRA BORGHESE, RICCA, SNOB.
    Io sono un ex-elettore del PD.
    Ma dalla prossima tornata elettorale, non mi fregano più.

  3. Alberto scrive:

    Il problema è che molti cattolici continuano imperterriti a votare a sinistra, permettendo a questa gente di qua di governare.
    Questa sinistra che non sa fare altro che demonizzare l’avversario politico, disegnandolo come mostro per non permettere alternative all’elettorato timoroso. Prima c’era Berlusconi, ora Salvini. Insomma, chi non è di sinistra è malvagio ed estremista…
    Viviamo in un regime totalitario e molti non se ne rendono nemmeno conto.

    • giovanna scrive:

      Inquietante, proprio ieri paventavo , è scritto nero su bianco, il passaggio di “alberto” da nick d’appoggio a nick principale, vista la prematura dipartita di “iskander” e “riccardo”.

      Ora commenta questo Alberto : in breve capiremo chi è, sarà facile e indolore, come sempre.

      Non è che basta scopiazzare a destra e a sinistra, saccheggiando gli interventi dei lettori di Tempi, per accreditarsi come “non hor ror-nick” !

      Come non basta scrivere che “la domenica è il giorno del Signore” , e poi fare un peana su quanto sia grave l’omofobia, per accreditarsi come “non-hor ror-nick cattolica” ! :-)

  4. To_Ni Pecorazzo scrive:

    La pensione di reversibilità tipicamente viene fruita da persone anziane che di certo non si prevede facciano figli ed è riconosciuta a coppie SENZA figli!

    Le tutele di coppia sono rivolte ai coniugi, per i figli ci sono altri tipi di tutele.

    Negare le unioni civili è una violazione dei diritti umani, come piu volte denunciato dall’Europa.

    Ogni persona ha diritto a formasi una famiglia e a vivere in una coppia stabile,
    e il ddl Cirinnà garantisce i diritti per rendere stabile un rapporto di coppia.

    Il cristianesimo ancora una volta ostacola i diritti civili per difendere la sua dottrina falsa, fondata su menzogna, abusi e superstizione.

    Siete (su) un binario morto.

    • giovanna scrive:

      Ancora con sto “tonipecorazzo “?
      che pizza !
      sei patetica
      ma che, te l’ha ordinato il medico di spu atre veleno e sce menze a tutto spiano ?
      e sempre le solite !
      che pizza

      poi, con queste perle che produci, vai a lamentarti con la redazione ! :-) :-) :-)
      cà nisciuno è fesso

    • PavoneMuflone scrive:

      Ciao Shiva, come butta?
      Da tanto attendi in stazione?

      Una volta i mariti lavoravano, le mogli amministravano e i figli si preparavano a entrare nel mondo e sostituire la precedente generazione.

      Oggi invece?

      Caos e discriminazione, oppiacei e assuefazione.

      Ciao freccia rossa, attento alle curve….e ai binari morti.

      • xyzwk scrive:

        Eh no, non è cosí. Oggi sia il marito che la moglie lavorano ed fanno contemporaneamente i genitori, i figli studiano e si preparano ad entrare nel mondo del lavoro. Tutti allo stesso modo, maschi e femmine. Poi quando se lo potranno permettere faranno a loro volta figli senza aspettarsi da loro che rientrino in ruoli ormai superati.
        Questa è la realtà, poi ci sono anche situazioni difficili, oggi più legate alla droga, ieri all’ottimismo ma sempre una minoranza.

        • Giannino Stoppani scrive:

          Quali sarebbero i “ruoli ormai superati” in cui i nostri figli non rientreranno più?
          I ruoli di mamma e babbo?
          Aspetta e spera.

        • To_Ni scrive:

          Xyzwk
          Ma che di ruoli superati parli tu che non ne hai cognizione di nessun ruolo. Quattro parole scrivi e sono ignobili aldilà delle tue stesse intenzioni. Sconosci il senso della relazione padre, figlio figlia, madre per questo riesci solo a parlare da stitica emotiva di “faranno a loro volta figli senza aspettarsi da loro che rientrino in ruoli ormai superati.” Che donna triste!!!
          Un consiglio, parla di cose di cui hai una minima intelligenza: come si copia ed incolla, come si calunnia, come si sputa, come si ….

    • MicheleL scrive:

      E’ impressionante come certe persone siano accecate, anzi, direi quasi inebetite, da pregiudizi dogmatici non vedano l’enorme ipocrisia che sta nel discriminare tra famiglie etero o omo senza figli e per di più negando il principio di civiltà per cui gli anziani, spesso deboli e malati debbano essere aiutati.
      E questi “benaltristi” sono gli stessi che non si rendono conto che piuttosto, in caso di urgenza, sarebbe più giusto rivolgersi a chi percepisce le pensioni più alte e cominciare decurtando da quelle di chi non ne ha bisogno, magari anche perchè avendo molti figli può contare sul loro amorevole aiuto.

      Quindi condivido appieno il suo messaggio alter-ego di To_Ni.

      • Giannino Stoppani scrive:

        Magari se ce lo fai vedere anche a noi quello che tu vedi con tanta chiarezza, ovvero dove sarebbe stato scritto che si vuol negare “il principio di civiltà per cui gli anziani, spesso deboli e malati debbano essere aiutati.”
        O forse tu sei uno di quelli che pensano che chiamando “cane” il “gatto” si possano risolvere tutti i problemi del mondo compreso il buco nell’ozono?

        • MicheleL scrive:

          Lascio da parte i suoi vaneggiamenti canini, felini e geochimici per farle notare una cosa già scritta e riscritta, che solo perchè inebetiti si potrebbe non aver ancora compreso.

          Basta che una anziana sia lesbica, perchè dopo che ha perso la compagna di una vita certi ultracattolici le puntino il dito contro: “non hai avuto figli, vuoi la reversibilità??! Piangi il lutto e resta pure povera!”.

          Ma se si fosse piegata al loro biasimo ingiustificato, se avesse rinunciato all’amore, a illuminare la sua vita, quella di una compagna e di riflesso quelle di tutte le persone che ne avrebbero potuto beneficiare, allora, ipocritamente tutto torna a posto.
          E magari se si fosse sposata per convenzione, se avesse vissuto una vita di compromessi con un uomo che non ha mai amato e con cui non ha avuto figli, allora nessuno fiaterebbe per una reversibilità, anche se il marito fosse stato ricco e lei da vedova potesse contare su una bella rendita comunque.

          Il non aver avuto figli si rivela per il pretesto che era: si tratta di imporre il controllo con principi morali arbitrari che servono esattamente a far obbedire senza riflettere, perchè non vi è nulla da capire. E lei dimostra di essere in quella risma piuttosto ben inquadrato.

          • Giannino Stoppani scrive:

            Purtroppo con codesta piagnucolosa corbelleria non hai affatto risposto alla domanda di cui sopra, ovvero “dove sarebbe stato scritto che si vuol negare paraponzi ponzi po?”
            In sostanza, caro paraponzi, in uno stato con un welfare moderno ed efficiente come l’Italia (!) mica si campa si sola reversibilità, sai?!
            E poi, scusa tanto se insisto, ma su quale ragionamento baseresti la pretesa l’anziana lesbica vedova di avere la reversibilità della pensione della lesbica defunta? Forse l’anziana lesbica vedova faceva “le pulizie” mentre l’anziana lesbica defunta andava a lavorare fuori? E l’indipendenza economica della donna finalmente libera dagli stereotipi dove la metti?
            E infine, dulcis in fundo, perché l’anziana lesbica, secondo te, dovrebbe aver diritto alla reversibilità mentre le consorelle di una suora defunta non lo avrebbero?
            Via dacci una spiegazione LOGICA dall’alto della tua scienza infusa.

            • MicheleL scrive:

              Purtroppo le persone che subiscono lutti piangono. Lei lo chiama piagnucolare, io cerco di capire dove sta la sofferenza e il bisogno prima di puntare il dito e giudicare.
              La ragione per cui dovremmo dare la reversibilità? Semplicemente per permettere ad una persona che ha già subito una perdita lancinante di non subirne una anche economica. La reversibilità della pensione dovrebbe servire a permettere ad una persona di non preoccuparsi delle sue finanze più di quanto non fosse abituata a fare prima del lutto.

              Per questo non si dovrebbe guardare al fatto se ha avuto figli, se ha fondato aziende, se ha fatto volontariato. La reversibilità non è un premio è una misura di solidarietà e di rispetto.

              Per questo penso che una persona ricca non dovrebbe nemmeno chiederla, perchè non ne ha bisogno, mentre a molti la diamo lo stesso, gocce in un mare di ricchezza con ai margini poveri assetati.

              La società dovrebbe favorire le unioni che la aiutano a svilupparsi. Due persone sanno che quando si dedicano l’una all’altra e permettono ai loro reciproci cari di trovarsi tramite la loro unione, possono anche contare sulla solidarietà sociale quanto gli sforzi per aiutare il loro prossimo non gli avessero permesso di arrivare del tutto preparate al momento del lutto per far fronte alla vita più sole.

              Lei fa l’esempio delle suore, ma i conventi sono organizzati in modo che nessuna suora sia dipendente economicamente dalle altre, che sono invece tutte dipendenti dalla curia. Quindi non vi è bisogno di aiutare le sorelle superstiti, perchè non ne hanno bisogno, sono preparate. Se la curia volesse cambiare l’organizzazione dei conventi creando dipendente reciproche delle sorelle, la cosa andrebbe rivalutata, ma mi pare complesso. Infatti la legge oggi prevede che anche fratelli e sorelle possano accedere, se in particolari stati di bisogno, alla reversibilità della pensione dei parenti deceduti, siano essi pure suore o frati.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Avviso ai lettori
                Chi credesse doveroso affrontare l’intricata lettura del pippone qui sopra nella speranza di trovarvi delle risposte pertinenti e soprattutto sensate alle domande poste dal sottoscritto in precedenza, può tranquillamente rinunciare ad assumersi un impegno tanto gravoso e dedicarsi a faccende più proficue.
                Il nocciolo della questione rimane bellamente intatto e, differentemente dalle argomentazioni di chi non ha argomenti, perfettamente condensabile in poche parole:
                una volta esclusa a priori la finalità essenziale del matrimonio consistente nel formare un sodalizio idoneo alla filiazione responsabile (ancorché solo eventuale), si può logicamente definire “matrimonio” praticamente ogni tipo di sodalizio tra persone finalizzato alla reciproca e durevole assistenza senza nessun altro tipo di preclusione.

                • MicheleL scrive:

                  Ovvero, non sa cosa rispondere. Non lo fa e spara la conclusione che i suoi pregiudizi e dogmi le impongono, ma che non può motivare.
                  Un bell’esempio di scacco dialettico ad un dogma e penso potrebbe interessare a più di un lettore.

                  • MicheleL scrive:

                    Noti che ho scritto “scacco” e non “scacco matto”. Non pretendo di avere ragione, ma è chiaro che lei non sta rispondendo.
                    Svicola dalla reversibilità scartando sulle ipotetiche conseguenze negative per il riconoscimento di unioni a prescindere dalla filiazioni, ignorando due fatti: il primo è che molte coppie etero non desiderano e non vogliono avere figli e il secondo che molte coppie omo ne hanno (e stanno bene quanto gli altri).

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Mosso da pietas cristiana ti do un consiglio: fai un bel respiro, rileggiti tutto con calma compitando le sillabe e, se alla fine sei ancora convinto di aver dato “scacco dialettico a una posizione dogmatica”, chiama il 118 e chiedi un’ambulanza col medico a bordo.

                  • To_Ni scrive:

                    Io l’ho letto con fatica il pippone. potevi scrivere meno di un terzo, evitare la parte del lutto….che non commuove nessuno, ed arrivare al punto. Ma tu no…. fai finta di non capire…. vuoi fare il sofista.

                    • To_Ni scrive:

                      Giusto per darti una risposta blanda… perdonami se è nel mio stile: Io non darei mai una reversibilità a due maschi che decidono di fare coppia fissa condividendo il letto . Condividono quello che vogliono lavorando entrambi e mantenendosi con il loro rispettivo reddito. Zero ipotesi casalingo…. o buffonate simili.
                      Se rispondi, e figurati se non rispondi, non mettere in mezzo casi di malattie ecc…. nelle quali la solidarietà sociale deve esistere non in nome della condivisione del letto, ma solo perché ogni essere umano indifeso deve essere ben tutelato.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Arrivare al punto?
                      Ma quale punto?
                      Questo signore vuol definire “matrimonio” un mero accordo di reciproca assistenza tra due persone e pretende che lo stato gli riconosca pure la reversibilità della pensione! (se sbaglio sarei felice di essere corretto!)
                      E allora perché sul piano della logica giuridica (altro che dogma!) questo patto lo si dovrebbe riservare alle sole “coppie” senza attuare un arbitrio inaccettabile sul piano delle libertà fondamentali del cittadino?
                      Sono mesi che non risponde a questa cosa e ora crede pure d’aver dato scacco al dogma!
                      E’ sul piano della RAGIONE che le loro corbellerie giuridiche fanno acqua.

                    • MicheleL scrive:

                      Da sempre il matrimonio è stato una istituzione che univa famiglie prima che il luogo che genera vita, per due motivi: il primo è che siamo una società e il legami tra le persone devono essere chiari per tutti, e secondo i figli vengono al mondo anche senza matrimonio.
                      Questi due fatti hanno indotto nella storia a normare il matrimonio in modo che rifletta gli interessi sociali. Nelle società dove è riconosciuta la poligamia (tipicamente in cui la donna è subordinata al maschio) anche la poligamia è accettata. Ovviamente in società in cui le donne sono rispettate e si constata che il numero di uomini è simile a quello delle donne, la poligamia è incompatibile con gli interessi sociali e non vi è l’ombra di movimenti che la richiedono, come invece accade e si è verificato con le unioni omosessuali da decenni in tutta Europa. Questo ancora una volta (l’ennesima) per chiarire come il pretesto della poligamia sia del tutto avulso dalla realtà e in fondo una polemica infondata (idem per l’incesto), perchè negli stati in cui da decenni si celebrano le unioni omosessuali non ve n’è traccia.

                      Ritornando al punto, la reversibilità della pensione non è un premio, né una minaccia da usare per veicolare i moralismi di questa o quella religione o setta, ma una misura sociale che serve per tutelare chi si dedica alla persona amata trascurando i suoi interessi personali e contribuendo così alla società e al benessere della coppia e all’infittirsi dei legami sociali.
                      Ma come ho già scritto andrebbe data a chi ne ha bisogno, perchè l’idea è di non impoverire chi subisce un lutto e in ragione di esso perde una parte consistente del suo reddito. Questo è giusto a prescindere, è giusto per una donna che getta acido in faccia a qualcuno, è giusto per chi uccide decine di persone con una scellerata manovra navale, se ne hanno biogno ed è superfluo per chi ha salvato migliaia di vite con una scoperta medica ma gode di una fortuna personale.

                      Oppure To_Ni cosa facciamo? Siccome secondo lei l’omosessualità è contro natura mettiamo telecamere in ogni casa e verifichiamo che ogni coppia non lo faccia “per piacer mio ma per dare un figlio a dio” come la chiesa raccomandava di ricamare sulla biancheria negli anni 20 del secolo scorso?
                      Perchè pare piuttosto ipocrita che un vecchio vedovo gay debba subire la sua ira per i rapporti sessuali infecondi, mentre un vecchio vedovo etero goda della sua benevolenza dopo che ha goduto in tutti gli amplessi tranne quei 2 o 3 in cui ha avuto figli. O togliamo la reversibilità ai portatori di mezzi di contraccezione e a tutte le donne che si fanno prescrivere la pillola? Si rende conto di quanto sessuofobica e socipatica sia questa sua visione per cui chi non rispetta la sua morale dogmatica può essere lasciato nell’indigenza oltre che nella disperazione del lutto?

                    • To_Ni scrive:

                      Ti confermo che non ho letto il pippone, ho notato tracce melense … le solite.

                      “Oppure To_Ni cosa facciamo? Siccome secondo lei l’omosessualità è contro natura mettiamo telecamere in ogni casa e verifichiamo che ogni coppia non lo faccia “per piacer mio ma per dare un figlio a dio” come la chiesa raccomandava di ricamare sulla biancheria negli anni 20 del secolo scorso?”

                      Lo vedi che cadi sempre là, è un tipico disturbo (non preoccuparti). Solo che hai sostituito l’armadio alle telecamere…che mascalzone e mattacchione.

                      Il vantaggio di boiate come la tua è che hanno il vantaggio di essere buttate come qualsiasi minchiata e pretendono energia per smentirle, e stasera non mi va.

                      Mi viene sempre in mente che chiunque a qualsiasi titolo ha diritto ha farsi la famiglia (taroccata) solo per il piacere di farsela. Questo elemento, per te disturbante e come tale sminuito, è ineliminabile. Se hai diritto tu con il tuo bello, lo hanno due etero play boy, tre donne che esercitano la prostituzione (legale …in paesi veramente civili :-) ), e qualsiasi complesso (indipendentemente da numero e genere) che dice io sono una famiglia. Negarlo significa produrre dogmi.

                    • MicheleL scrive:

                      Questo confronto è difficile con le notizie che scivolano via appena si intavola qualcosa. Che ne dice To_Ni di provare a confrontarci in modo più concreto? Perchè non mi scrive? michele-elle chiocciola hmamail.com

                  • Giannino Stoppani scrive:

                    Sarai contento di sapere che l’amico Mazinga ha torto marcio, infatti tu non sei un propagandista.
                    Infatti, anche il più cretino dei propagandisti sa che nessuno sano di mente si mette a leggere un simile pippone inconcludente!
                    Solo l’incipit fa cascare le palle!
                    “Da sempre il matrimonio paraponzi ponzi po…”
                    Come se uno come te, di cui non si sa né arte né parte, potesse avere una vaga idea di cosa sia stata la famiglia “da sempre”.
                    Cosa c’entri poi con quello che ti si chiede è un mistero glorioso!
                    L’unica cosa avente un minimo di attinenza con la realtà di questa istituzione che sei stato in grado di elucubrare è la seguente:
                    “il legami tra le persone devono essere chiari per tutti” (sic!)
                    E sentiamo perché, secondo te, io devo essere tenuto a far sapere urbi et orbi,con chi vado a letto. persino pubblicandolo sulla bacheca del comune?
                    Che gli frega al popolo tutto dei fatti miei?!
                    Fatti la domanda e datti una risposta!
                    E cerca di essere breve, per favore.
                    Ti rammento che la tiritera sulla poligamia come sottomissione delle carampane non c’entra parimenti nulla, visto che, ad esempio, una comunità di monaci buddisti non è un arem.

                    • MicheleL scrive:

                      Nessuno è tenuto a far sapere urbi et orbi,con chi va a letto, nemmeno lei Stoppani.
                      Ma se vuole contribuire alla crescita sociale permettendo alla famiglia della persona con cui ha un rapporto stabile di contare sul legame per creare ponti con lei e la sua famiglia, potrà contare su una istituzione che, in cambio di obblighi chiari da parte sua, le concederà dei diritti che la aiutano nella vita e nella crescita della coppia.
                      Se poi volete andare a letto assieme oppure no, non è affare di nessuno, tranne che della persona con cui sta.

                      Le suore e i frati non sono famiglie, come non lo sono i militari. Le famiglie di suore, frati e militari dello stesso convento o caserma non sono più unite di prima, come in effetti non lo sono suore, frati o militari, che possono essere destinati ad altro incarico o persino destituiti per fatti gravi. Non dipendono gli uni dagli altri, ma dalla curia o dall’esercito. Ora veda lei quanto c’entrava questa analogia…E non dica che non ho pazienza, perchè le avevo già risposto a riguardo ieri.

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Non eludere le domande:
                      perché alla società interessa con chi vado a letto al punto da dover affiggere un fatto tanto personale alla bacheca del comune?
                      Sulla tiritera che i frati e le suore dipendono dalla curia ti conviene non insistere, per tre motivi:
                      Il primo è che io ho fatto riferimento a monaci buddisti
                      il secondo è che di come funzionino in effetti queste realtà tu non ne sai un accidente (lo dimostra chiaramente quello che affermi)
                      Il terzo è che la tua obiezione raccattata non è pertinente, visto che il fatto che essi debbano rendere conto a una curia non cambia nulla della natura del loro sodalizio, che rimane perfettamente sovrapponibile al matrimonio come lo hai ridotto tu.

                    • MicheleL scrive:

                      Il matrimonio prevede che le famiglie di origine delle due persone unite possano contare sul legame. Se un frate o una suora o monaco decidono di allontanarsi non c’è nessuno che glielo proibisce e non sono vincolati ai fratelli/sorelle, come possono essere pure allontanati o destinati ad altra sede.
                      Quindi come vede queste comunità non sono famiglie, non danno socialmente le garanzie di solidità e di reciproco vincolo, e quindi non sono ideone a promuovere la crescita sociale come una famiglia. Hanno altre agevolazioni in virtù di altri meriti (come i militari per altri), ma non avrebbe senso che avessero reversibilità come non avrebbe senso che fossero loro a pagare gli alimenti ad un fratello o sorella indigente.
                      In altre parole, gli ordini religiosi o militari non sono poligamie o poliandrie omosessuali.

                      Noti, e glielo ripeto, che a nessuno interessa con chi va a letto, salvo tale persona. Quello che interessa alla società è con chi lei vuole passare la sua vita, a chi vuole dedicarsi e in ultima analisi se si può fare affidamento su questo legame che sarà un ponte tra la sua famiglia e quella della persona cui lei è legato. Noti anche che pure altri tipi di legame sono favoriti, i conventi non pagano molte imposte e le associazioni per esempio culturali godono di sovvenzioni e spazi pubblici.
                      Ma il matrimonio è un’altra cosa…

            • xyzwk scrive:

              Rendo noto che la reversibilità non spetta solo alla vedova ma anche al vedovo e questo a prescindere se il superstite abbia o meno un altro reddito da lavoro o altra pensione che derivi da lavoro. Qui non si tratta più dell’autonomia delle donne che oggi per fortuna lavorano ma di un diritto alla reversibilità completamente svincolato dall’essersi occupati della casa e dei figli. So che non ti piacerà, ma è così.

              • Giannino Stoppani scrive:

                Grazie tante, ma era già noto.
                La distinzione delle due lesbiche nell’esempio tra marita lavoratrice e moglio casalingo, immagino un po’ stereotipata per i gusti di una carampana, era solo di comodo.
                E’ arrivata l’ambulanza?

              • giovanna scrive:

                Poi la pove rina si mette a sbrai tare quando la si coglie per la milionesima volta coi nick multipli!
                “micheleL-xyzwk-tonipecorazzo”, lo vedi cosa voglio dire che i segni dell’au tismo, a basso o alto funzionamento che sia, ce li hai tutti ?
                Proprio non ti rendi conto che cominci con un nick e continui a rovesciare banalità con altri nick, come fossi un’unica persona !
                Perché SEI un’unica persona !
                Alla faccia dei tuoi “registri” farlocchi !

                A dire il vero, non so quale dei tuoi “registri” comunichi più tristezza : è una lotta dura.

      • To_Ni scrive:

        Mi piace che per quel caprone e per te, che non sei da meno, tirare in mezzo To_Ni è un dovere.
        Mi piace questa cosa perché indica che vi reco fastidio al punto da immettermi nei vostri pensieri. Io di mio vi reputo uguali: Pecorazzo è un ignorante cronico… una confutazione vivente di ogni legame uomo – scimmia dato che per lui può discendere dal suino. Tu hai lo stesso “core”…ma ricco di buone maniere dolciastre.

        PS: Non mi piace alter-ego

  5. Giannino Stoppani scrive:

    Ecco la profezia di Giannino: tu prenderai psicofarmaci vita natural durante. Amen.

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Tempi Motori – a cura di Red Live

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