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Bologna. Ora lo ammettono anche i grillini: la democrazia 2.0 è una fantozziana boiata pazzesca

luglio 29, 2015 Leone Grotti

In vista delle elezioni amministrative del 2016, il pentastellato Massimo Bugani rottama il web e punta a compilare una lista di candidati senza consultare la rete

A Bologna, questa volta, si può vincere davvero. Alle amministrative del 2016, se si presentasse con una bella squadra, il Movimento Cinque Stelle potrebbe raggiungere il ballottaggio con il Pd. E a quel punto, chissà, potrebbe anche vincerlo, come insegna Federico Pizzarotti, che è stato eletto sindaco a Parma grazie al voto degli elettori di centrodestra, desiderosi di fare uno scherzetto alla sinistra (e poi pentiti).

LISTA DI “NOMINATI”. Così, accecati dalla poltrona principale di Palazzo d’Accursio come qualunque becero politico di professione, i grillini bolognesi sono pronti a rinnegare tutti i principi che hanno caratterizzato il MoVimento fino ad ora pur di non lasciarsi sfuggire l’occasione. Massimo Bugani (già candidato sindaco, all’interno della foto nel cartellone) e Marco Piazza, consiglieri comunali con il M5s, hanno deciso di nominare loro 36 candidati per una lista innovativa, scelti tra le primizie della “società civile”. Stando a quanto scrive il Corriere di Bologna, Beppe Grillo avrebbe già dato il suo placet.

POPOLO DEL WEB. Ma come, viene da chiedersi, non era la rete ad avere il sacrosanto diritto di scegliere i candidati politici, o meglio “cittadini”? Non era il popolo del web, attraverso una rivoluzionaria piattaforma telematica, a decidere democraticamente le sorti del partito, o meglio “non partito”? Certo, il sistema 2.0 aveva delle falle: rischiava di portare alla nomina (e a volte poi perfino all’elezione) di candidati sostenitori delle coppette mestruali riciclabili (Federica Daga), dietrologisti dei chip sottopelle (Paolo Bernini), fautori del matrimonio tra «specie diverse, purché consenzienti» (Carlo Sibilia), avvistatori di sirene (Tatiana Basilio) e via dicendo. Ma erano rischi che si potevano correre nel nome della «trasparenza» e della «democrazia diretta, resa possibile dalla Rete» (Grillo dixit).

CURRICULUM DOC. Lo stesso Massimo Bugani, del resto, è un pentastellato doc: alle comunali del 2011 è stato scelto per rappresentare il M5s dopo una lunga militanza (fin dal 2005) nel Meet Up, un forte impegno in occasione del V Day del 2007 e una specializzazione in video-inchieste “scomode” insieme a nientepopodimeno che Nick il nero. Anche dal punto di vista delle proposte è sempre stato ortodosso: acqua pubblica, abbattere i costi della politica, meno cemento, più trasparenza e stop al trasporto pubblico su gomma.

CAGATA PAZZESCA. Eppure, nonostante l’ottimo curriculum, è bastata una legislatura a Bugani per comportarsi come il peggior politico di professione. Ora i candidati li vuole scegliere lui: è finita l’era degli inesperti ma onesti, è cominciata quella dei «competenti» che garantiscono «governabilità»: «Questa volta facciamo sul serio», ha addirittura dichiarato. Che è come dire: il sistema su cui si è sempre basato il Movimento Cinque Stelle, lo stesso che ha permesso anche l’elezione di Bugani, è una fantozziana boiata pazzesca.

Foto Ansa


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5 Commenti

  1. Giu scrive:

    Non mi sembra che gli altri metodi siano migliori basti pesare ai personaggi che in questi ultimi venti anni hanno governato il nostro paese.
    Saluti

  2. jb Mirabile-caruso scrive:

    Il M5S si è ampiamente dimostrato di essere incapace di pensiero critico e, quindi, non meritevole di FIDUCIA! Basta solo guardare – tra le molte altre tematiche – a come si sono pappagallescamente posizionati sulla tematica relativa all’approvazione della marijuana e a quella immensamente più grave relativa all’ideologia del gender di cui non posseggono la pur minima conoscenza critica.

    Una banda di chiacchieroni che non sanno di cosa parlano, né vogliono saperlo!!! È letteralmente un atto di gravissima irresponsabilità CIVICA concedere la FIDUCIA a questi avventurieri da strapazzo!!!

    • Menelik scrive:

      ……e mettete nel conto anche le dichiarazioni filo-isis di uno dei loro capoccioni, non ricordo chi.
      (…l’isis è una realtà che va rispettata, ecc…ecc….), poi metteteci anche la proposta di tassare la Chiesa per l’uso del suolo pubblico nelle processioni (5.000 euro l’ora) proposta da quella ferrarese, l’abolizione dell’8×1000 detta da una di loro in tv, e chissà quante altre ancora che mi sono sfuggite.
      Fino alle ultime elezioni ho votato PD e mi sono “svegliato” dopo la faccenda del gender. Da ex-piddino dico che gli unici che restano sono Salvini o la Meloni. Probabilmente opterò per la Meloni alle prossime.

      • jb Mirabile-caruso scrive:

        Menelik: “Da ex-piddino dico che gli unici che restano sono Salvini e la Meloni. Probabilmente
        ………….opterò per la Meloni alle prossime”…………………………………………………………

        Per quanto mi riguarda, signor Menelik, non me la sento più di votare senza avere garanzie oggettive e concrete da parte del Partito o Movimento a cui conferisco la mia fiducia. Si tratta, da parte mia, di una responsabilità civica ed etica – ed in definitiva morale – con cui debbo fare i conti, prima o poi, e questo stile di votare “ad indovinare” o “per il meno peggio” NON mi assolve affatto dalla CORRESPONSABILITÀ.

        Nello scenario politico presente, l’unica scelta davvero responsabile è quella dell’astensione: certamente non la scelta ideale, ma la sola a me disponibile nel contesto di una FALSA Democrazia che – come la Dittatura – mi impone solo il voto del consenso, NEGANDOMI quello del dissenso.

        Questo è un ulteriore deficit critico che io addebito ai Cinque Stelle i quali – propugnatori della cosiddetta Democrazia Diretta – non sono stati nemmeno capaci di elaborare una riforma costituzionale che risolvesse questa gravissima contraddizione della Democrazia a livello mondiale, responsabile di costringere alla latitanza delle urne milioni di elettori, talvolta – come nel caso degli USA – costituenti maggioranze assolute.

        Cordialmente.

      • Filippo81 scrive:

        Sono assolutamente d’accordo con te, Menelik.

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