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Bob Geldof e Band Aid per Ebola. Ma William Pooley è perplesso

dicembre 10, 2014 Elisabetta Longo

Bob Geldof ha deciso di riunire una superband di cantanti per la nuova versione del suo celebre brano natalizio di beneficenza. Ma William Pooley, l’infermiere guarito, si è detto perplesso

Chi non ricorda “Do they know it’s Christmas?”, successone natalizio di beneficenza, scritto da Bob Geldof nel 1989, per raccogliere fondi per aiutare l’Etiopia, in quel tempo devastata dalla carestia? Nella hit da radio figuravano tutti i più famosi cantanti degli anni Ottanta. L’iniziativa è stata poi ripetuta nel 2004, stessa canzone ma diversi cantanti, sempre a favore dell’Africa. Ora la versione viene riaggiornata con nuove voci, tra cui Bono, Sinead O’Connor, Chris Martin e molti altri. Ma lo scopo questa volta è il supporto alle famiglie che hanno perso un proprio caro a causa di Ebola. Il singolo comincia ad andare in rotazione nelle radio, ma non è stato salutato da tutti con entusiasmo.

AIUTATE DIRETTAMENTE LE ONG. Il primo a dirsi contrario a questo genere di iniziative, non dal punto di vista economico, ma di ideali, è stato proprio un sopravvissuto di Ebola, l’infermiere inglese William Pooley, ammalatosi e guarito il settembre scorso. L’infermiere non ha usato mezzi termini, definendo la nuova Band Aid di cantanti “culturalmente ignoranti e imbarazzanti”. Pooley, che è tornato quasi subito al suo impegno lavorativo in Sierra Leone, intervistato da una radio britannica, si è detto perplesso dell’idea di Geldof. Pur riconoscendo l’importanza di far conoscere al pubblico la situazione africana, Pooley ha invitato gli ascoltatori a donare direttamente a una delle ong che operano sul territorio «di modo che possano ricevere direttamente le donazioni e utilizzare per i pazienti ammalati di Ebola». Acquistando il singolo di una canzone il giro dei soldi è molto più lungo e l’effettivo aiuto indimostrabile.

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