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Vietato pregare in pubblico e riparare chiese. Le sette regole per i cristiani di Raqqa

dicembre 24, 2014 Redazione

In un nuovo documento rilasciato dallo Stato islamico e pubblicato da International Business Times, i terroristi stilano sette leggi per regolare la vita dei fedeli cristiani nella città di Raqqa, capitale siriana del Califfato di al-Baghdadi. Le sette regole sono precedute da una citazione tratta dalla nona sura del Corano: «Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo [umiliante], e siano soggiogati».

  1. Vietato praticare la religione [cristiana] in pubblico
  2.  Vietato compiere atti di tradimento nei confronti dello Stato islamico
  3. Vietato costruire o riparare chiese
  4. Non mettere in mostra crocifissi nelle aree musulmane o nei mercati
  5. La preghiera può essere recitata senza fare rumore e senza che sia mai sentita dai musulmani
  6. Vietato farsi beffe dei musulmani o dell’islam
  7. Non impedire a nessuno di convertirsi all’isam

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6 Commenti

  1. Sebastiano scrive:

    Sul primo punto, qui da noi, in molti sono già d’accordo.
    Il resto arriverà pian piano.

  2. Sebastiano scrive:

    Dimenticavo:
    “Le sette regole sono precedute da una citazione tratta dalla nona sura del Corano: «Combattete coloro che non credono in Allah e nell’Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finché non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati».

    Della serie: “Islam Religione di Pace”, la comica più famosa del momento.

  3. Mappo scrive:

    Fosse per Shiva, Filomena e compagnia cantante queste regole sarebbero già vigenti anche qui in Italia

  4. giuseppe scrive:

    L’Islam e i seguaci di maometto non sanno che cosa sia la libertà di coscienza. La loro origine tribale si è trasferita pari pari nelle loro credenze. L’occidente, da sbruffone e incosciente, non sa quale pericolo corre, flirtando con l’Islam. Bisognerà aspettare un’altra battaglia di Lepanto per capire quale pericolo stiamo correndo? Con l’aria che tira in Europa imbelle e senza sale intesta, non avrà nerbo per difendere la sua civiltà e la sua cultura.

    • ckdjnb elggg scrive:

      Sono Edoardo-Menelik, devo cambiare intestazione per sfuggire al fuoco amico dell’antispam.

      Tutto quello che hai descritto concorre al crollo dell’Occidente, e dell’Europa in particolare.
      L’America si salverà perché sono energeticamente autosufficienti e separati da due oceani, e la Russia alla fine si salverà pure lei, in quanto autosufficienti e difesi da migliaia di km di steppe.
      Noi, che confiniamo col nemico via mare al confine siciliano, e via terra al confine turco-siriano, non ci salveremo se continueremo così come fatto finora, cioè dipendenza per la stragrande maggioranza del fabbisogno energetico e immigrazione massiccia quasi incontrollata, e una debolezza morale mai vista finora.
      Io ho avuto modo di constatare che i ragazzi di scuole superiore sono ben coscienti di questo stato di cose, e capiscono che non si potrà andare avanti così, nonostante la giovane età.
      Chi ci governa, o almeno una parte consistente, sembra restìo a capirlo, a prescindere da maggioranza e minoranza.
      A Bruxelles pure non lo vogliono capire, tutti presi come sono dai diritti autolesionistici per tutti e dall’alta finanza.
      Non vogliono vedere questa spada di Damocle che pende sul nostro capo.
      Sono via di testa quelli, giocano al progresso estremo costruendo un edificio, un immenso lupanare di cristallo su fondamenta inconsistenti, che si stanno sbriciolando.
      Possibile che riescano a capire che si stanno scavando la fossa, e che i becchini sono appena oltre la Sicilia?
      Non so come si fa ad essere più ciechi di così.

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