Google+

Dopo questi tre giorni di vacanza non vedo l’ora di andare a lavorare in miniera per riposarmi

luglio 3, 2013 Eva Anelli

Day 1. Un rumore sordo zittisce persino quei chiassosi di bimbi in piscina e attira l’attenzione delle loro mamme ciarliere («Oooohhh!…»): è un mio dito del piede (il quarto a partire da sinistra – si dice “anulare del piede”?) che sbatte contro uno di quei pesantissimi e durissimi affari di pietra che tengono su gli ombrelloni, mentre, con fare disinvolto, incedevo in bikini con un figlio per mano e qualcosa di sicuramente superfluo da dire alla primogenita dietro di me, ragion per cui, voltandomi, non ho visto che quel masso incombeva sulla mia traiettoria. Rassicuro i natanti a bordo vasca («Tutto-a-posto-non-è-niente!»), che ancora non hanno rinserrato le mascelle, mi immergo nell’acqua per fortuna freschina sperando che ciò basti a placare la botta. Ovviamente no: dito verosimilmente rotto (è un po’ bitorzoluto anche in quest’istante) e inverosimilmente gonfio e bluastro per il resto della vacanza, la quale, va detto, al momento della sciagura era iniziata da 5 minuti. Consoliamoci: quest’estate non sono tornati di moda i colori fluo?

Day 2. Mi fa male la testa. Ma non in un modo normale. È come se il mostro di Alien stesse uscendo dalla mia testa, facendosi largo tra le ossa del mio cranio, che si sbriciolano al suo passaggio. È come se stessi partorendo, ma con la testa. È come tutti i mal di testa provati in tutta la vita mia e vostra insieme e moltiplicati per dieci. Arranco claudicante verso la piscina – sempre lei – dove se ne sta coi figli a mollo il marito (che mi guarda torvo perché la sintesi della sua partecipazione al mio dolore è espressa dal timore che la vacanza andrà così: io dolorante e lui a star dietro alle tre bestioline), e mi siedo vestita su una sdraio (l’emblema vivente della vacanza sfigata), fino a quando una nuova urgenza nasce in me: schizzo (zoppicando: che scena trash) in bagno e vomito anche il pandoro di Natale (perché, si sappia: io sono team pandoro). Successivamente i più attribuiranno questo secondo exploit a un’indigestione. Io ricordo solo che poi son stata bene e ho alzato gli occhi al cielo: «Altro?».

Day imprecisato. Il terzogenito –  dopo aver rotto l’abat-jour in camera nostra e con i vetri di quest’ultima essersi affettato un piede; dopo aver rischiato l’annegamento perché in quei 5 nanosecondi che l’abbiamo lasciato senza braccioli da Mazinga Zeta lui ha pensato bene di cadere in acqua; dopo essersi perso per l’agriturismo ed essere stato ritrovato, dal nostro solerte e tedesco vicino di appartamento, al ristorante – una sera a cena nel ristorante di cui sopra, si cappotta giù per tre gradini e si fa un occhio nero tipo Rocky Balboa. «Che clown!» aveva sorriso la compagna del vicino tedesco 5 minuti prima alludendo al simpaticone. Io penso all’affido: qualcuno lo vuole da qui ai miei 65 anni? No?

Last day. La sera prima di partire, si conclude in bellezza: mangiata con parenti – mia mamma è di quelle parti, cioè toscana -, saluti finali, baci, abbracci. Ma nel tornare alla macchina (son viaggi anche quelli: da un portone a una macchina; dalla cucina al bagno; dalla casa all’asilo; da una parte all’altra di una strada…. in cui bisogna propinare attenzioni e raccomandazioni nonché adeguato equipaggiamento) i tre gaglioffi risentono della lunga giornata e caracollano, e siamo costretti, io e il marito, a portarceli uno in spalla, uno in braccio e una sul passeggino. E in tutto questo via vai, uno su, uno giù, etc., non mi rendo conto, se non un’ora dopo ormai arrivati all’agriturismo, che ho perso gli occhiali da vista, precedentemente appesi allo scollo davanti del vestito e caduti chissà se nei dintorni sconfinati del ristorante, nel parcheggio davanti casa di mia zia dove almeno dieci persone possono averli calpestati e altrettante bestie possono averci fatto sopra i loro bisogni o in chissà quale altro anfratto della maremma. Il giorno dopo (già pronti per partire, con la macchina che sta per esplodere di valigie e valigette) tentiamo invano di ritrovarli. Il gestore del ristorante, però, ha ritrovato e mi restituisce il bicchierino di plastica del terzogenito. Ah bé. Un po’ come quando alla fine dei quiz di Mike Bongiorno non vincevi un miliardo di lire, ma ti davano il gioco in scatola.

Ora, che in macchina guido coi miei occhiali da vista di scorta in attesa di prenderne di nuovi (c’è una lente talmente graffiata che sembra mi si sia appannata e da quell’occhio vedo opaco), mi rendo conto che i figli più che mai fan sì che di quelli che dovrebbero essere giorni in cui le cose da fare tutti i giorni “vacano”, etimologicamente parlando, ovvero mancano, e si avrebbe la possibilità di riempirli non con quello che “dobbiamo” ma che “vogliamo” fare, si ricorda soprattutto ciò che ci siamo ritrovati “costretti” a fare. In vacanza, si ha più tempo per star di fronte alla realtà, per guardarla in faccia: per questo è sempre e comunque, al di là dei millemila esempi catastrofici che io in primis potrei elencare, il periodo più impegnativo dell’anno!

PS: Avete mai visitato la Cattedrale di San Cerbone a Massa Marittima? Fatelo (assicurandovi prima, però, che “quelli intorno al metro d’altezza” non rotolino giù dalle ripide e caratteristiche scale, tipo tempio Maya, che occorre salire per raggiungerla).

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

2 Commenti

  1. rita scrive:

    Stupendo!!

  2. giovanni scrive:

    Per una del “team pandoro”, ciò che ti è successo è ancora poco!!! Meriti di peggio!

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

She’s back. Dopo quasi vent’anni d’assenza, la BMW Serie 8 è di nuovo tra noi. La coupé di Monaco, destinata a collocarsi al vertice della gamma del costruttore tedesco, arriverà nelle concessionarie nel 2018, ma le linee sono già state svelate in occasione del Concorso d’eleganza di Villa d’Este. Chiamata a sfidare rivali blasonate quali […]

L'articolo BMW Serie 8: classe cattiva proviene da RED Live.

Un accessorio può fare la differenza? Snob Milano, giovane realtà della provincia di Varese, ne è convinta. E difatti rimpolpa il suo catalogo, già ricco di occhiali da sole e da vista, con le due nuove maschere da moto Café Bubble e Café Flat, ricercate nel design e nei contenuti tecnici.  I punti in comune  Amate […]

L'articolo Snob Milano Café Bubble e Café Flat proviene da RED Live.

Il Wörthersee Meeting, vale a dire il più grande raduno tuning dedicato alle vetture del Gruppo VW, è da sempre una ghiotta occasione per i dipendenti della Casa tedesca per mostrare al mondo delle concept che, spesso, anticipano i modelli destinati a entrare in produzione. Così è avvenuto per la Golf GTI Clubsport. E così […]

L'articolo VW Golf GTI First Decade: la prima volta dell’ibrido proviene da RED Live.

La SUV nipponica si rinnova puntando su di una linea aggressiva e un telaio dalla superiore rigidità torsionale. Confermata la gamma motori che ai benzina 2.0 e 2.5 vede affiancarsi un 2.2 td. Debutta il sistema G-Vectoring Control.

L'articolo Mazda CX-5: a me gli occhi proviene da RED Live.

Compatta, anzi compattissima, e a zero emissioni. La e.Go Life rappresenta ad oggi il progetto più concreto di city car elettrica “indipendente”, vale a dire nata fuori dalla sfera di controllo dei grandi costruttori. Una vettura che fa dell’economia il proprio fiore all’occhiello, dato che in Germania è già ordinabile con prezzi a partire da […]

L'articolo e.Go Life: indipendenza elettrica proviene da RED Live.

Strategie di Content Marketing - Video Academy di MailUp - banner iscrizione
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana