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Un’altra sana gragnuola di insulti per quei contadinazzi corrotti che hanno votato Maroni in Lombardia

febbraio 28, 2013 Correttoredibozze

Il Correttore di bozze è costretto, ahilui, a cominciare le sue giornate leggendo i quotidiani. E certe volte, immergendosi nella lettura, ha la netta sensazione – un po’ come capita quando esagera con la fasulada – di piombare in una realtà parallela dove tutto è sgarrupato, gli italiani sono una banda di scippatori di vecchiette, il Belpaese in quanto tale cade a pezzi peggio di Pompei ed egli stesso è un colluso con l’Anonima Sequestri per il solo fatto di non aver votato Ingroia. Per dire, oggi il Correttore di bozze, dopo aver svogliato il Fatto quotidiano, nel momento di varcare il portone di casa ha temuto per un attimo di ritrovarsi improvvisamente in una specie di Zimbabwe popolato di mafiosi e brutti ceffi vestiti di pelli che se ne vanno a spasso sparando agli immigrati e scambiandosi mazzette di denari rubati ai pensionati. Invece, per fortuna, al di là del portone ha ritrovato la Lombardia. (Ma ancora per poco, chioserebbe minaccioso Barbacetto).

UN POPOLO DI PUZZONI
La vergogna, dice. Non è bastata? Il fatto è che qui è da un pezzo che la vergogna non genera traumi.
Nando Dalla Chiesa, esponente del Pd, sulla vittoria di Roberto Maroni in Lombardia, il Fatto quotidiano

ROBA CHE NEANCHE BASSOLINO
Certo stavolta la speranza di cambiare a livello regionale era stata forte. Come era possibile, ci si chiedeva, confermare alla guida della Lombardia uno schieramento di forze, di interessi e di culture che ha letteralmente saccheggiato le risorse regionali, che ha inflitto colpi di immagine durissimi a tante cosiddette “eccellenze” lombarde, e che ha promosso ai vertici politici e amministrativi, sanità compresa, uomini e ambienti legati alla ’ndrangheta?
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

UN PIZZICO DI GARANTISMO
Altro (conto, ndr) è il problema di che cosa abbia potuto portare a incoronare di nuovo chi per sua colpa, sua colpa, sua grandissima colpa ha spinto la Regione Lombardia in un fradiciume di corruzione, di inchieste giudiziarie e di collasso del prestigio istituzionale.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

I FAMOSI CONTI IN ROSSO DELLA LOMBARDIA
Davvero si può non sentire il bisogno di sottrarre un bene comune così imponente alla frenesia degli interessi privati, allo spolpamento di lobby e correnti? Davvero non interessa restituirlo al principio del merito e dell’austerità dei bilanci?
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

HA FUNZIONATO PERFETTAMENTE
Ci si chiede sconcertati che cos’altro debba accadere perché finalmente funzioni quel principio tanto pragmaticamente inalberato dal popolo lombardo delle valli e della ricca provincia pedemontana: se fai bene ti premio, se fai male ti mando a casa.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

MA NON MI DIRE
La risposta vera (per quanto parziale) è che una quota molto ampia dell’elettorato votante ha ritenuto che chi governava abbia in realtà “fatto bene”.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

E BRAVI I MAFIOSETTI
La crisi, si dirà. La crisi che (…) induce a rafforzare i canali clientelari per spuntare per sé o per la propria impresa qualche pubblico favore. La crisi che fa chiudere gli occhi sul lusso della legalità e della correttezza. Ecco, proprio questo è il punto, al netto della ramazza di Maroni.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

E ADESSO COSTITUITEVI TUTTI
Il lusso della legalità, l’ingombro, la camicia di forza delle regole quando bisogna pur frugare in ogni angolo per sopravvivere. Qui sta forse il nodo che il voto lombardo ci consegna.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

QUANDO SI DICE IL RISPETTO DEGLI ELETTORI
Si è formato nel tempo un popolo ricco, non il popolino dei bassi napoletani, che sulla legalità ha la bocca buona, decisamente molto buona. Che non per nulla ha fatto da sfondo e da contorno (innocente, nella propria convinzione) a una sequenza di scandali e ruberie che vanno dagli anni ottanta del novecento a oggi.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

MA PERCHÉ LE MERDACCE NON VOTANO MAI I MIGLIORI?
Votare per Berlusconi è un po’, per gli appartenenti a questo popolo, come votare per se stessi, anche se c’è un abisso tra l’eldorado del leader e le loro briciole.
Nando Dalla Chiesa, il Fatto quotidiano

’STI CONTADINI SONO PURE CORROTTI
Basteranno poche settimane per scoprire se (Ambrosoli, ndr) è anche in grado di fare una cosa perfino più difficile: diventare, restando all’opposizione, il punto di riferimento di chi qui al Nord, nella Milano che lo ha votato e nel “contado” che lo ha bloccato, vuole una politica pulita.
Gianni Barbacetto, il Fatto quotidiano

NONCHÉ TERRORISMO, GENOCIDIO E ZOOFILIA
Intanto Maroni (…) dovrà dovrà dimostrare di non essere la continuità del sistema formigoniano in cui convivono corruzione, privilegi, sprechi e relazioni pericolose con i gruppi mafiosi.
Gianni Barbacetto, il Fatto quotidiano

MICA VOVVEMO TUVAVCI IL NASINO?
Devo dire che il modo in cui il Pd sta affrontando queste ore non suggerisce un’idea di abbandono. C’è la responsabilità di troppi voti (anche se troppo pochi) per potersi anche solo simbolicamente accostare a Berlusconi. È una questione di reputazione, non solo in Italia, ma in Europa, nel mondo.
Furio Colombo, il Fatto quotidiano

UOMINI E NO
Nonostante lo scandalo della vittoria di Maroni a Milano, contro un uomo come Ambrosoli, Berlusconi non ha vinto.
Furio Colombo, il Fatto quotidiano

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4 Commenti

  1. giuliano scrive:

    così la sinistra considera la gente, è l’Italia giusta di Bersani che parla !!!

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