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Un doppio sogno che si avvera al Polo Reale di Torino

febbraio 24, 2014 Mariapia Bruno

Alighiero_BOETTI_TuttoGià il titolo Doppio Sogno fa pensare a quel racconto di Arthur Schnitzler dove dimensione onirica e realtà si fronteggiano e si confondono legando una trama che parla di desideri non svelati. Ma nella retrospettiva visibile presso il Polo Reale di Torino la trama, che mette in dialogo una serie di concetti opposti, si sviluppa attorno ad una serie di opere d’arte del Novecento e contemporanee solo apparentemente inconciliabili. Il bello sta, infatti, nello scovare un legame tra creazioni che non ci si aspetterebbe di trovare vicine e di stupirsi e meravigliarsi nell’accostamento bizzarro di modernità e reminiscenza del classico, di Metafisica, Pop Art, Arte Povera, Transvanguardia e nuova figurazione italiana.

Ed in questo percorso dove le opere vengono accostate in una modalità dialogica e non cronologica, il gioco dei concetti opposti comincia dal rapporto tra esterno ed interno: già da metà novembre, infatti, saltano agli occhi di turisti e torinesi una serie di sculture di artisti di rilievo della storia dell’arte recente (da Antonietta Raphael Mafai, esponente della Scuola Romana, a Marino Marini, ad Arman del Nouveau Réalisme, a Velasco Vitali) installate tra la Piazzetta Reale, il cortile di Palazzo Reale e quello di Palazzo Chiablese. Il concetto oppositivo lo si trova anche nella relazione tra le opere e lo spazio contenitore: benché normalmente l’arte contemporanea viene ospitata nel white cube, ovvero in uno spazio neutro, qui è in dialogo con l’architettura e la pittura barocca che definisce il gioiello-circuito museale. Una passeggiata tra grandi talenti, da godere fino al 30 aprile 2014, che permette di conoscere le suggestive location del Polo torinese e che ci fa sentire come sospesi nel tempo e nello spazio; una retrospettiva, come ha detto il curatore e critico letterario Arnaldo Colasanti, «forse più somigliante a un romanzo, a una poesia».

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