Google+

Ultimo appuntamento con Terre Vulnerabili, all’Hangar Bicocca

maggio 6, 2011 Mariapia Bruno

L’anello più debole della catena è anche il più forte perché può romperla“: questo é il titolo della quarta ed ultima mostra della growing exhibition Terre Vulnerabili che da oggi prende il via negli spazi della sede milanese dell’Hangar Bicocca. Un titolo che si configura come la dichiarazione più intensa e significativa dell’intera esposizione e sottolinea come la vulnerabilità rappresenti anche una forza che non bisogna temere, ma assecondare e accettare.

 

Le opere di quattro nuovi artisti si aggiungono alle composizioni precedenti. Si tratta dello slovacco Roman Ondák, che presenta il video “Resistance“, del camerunese Pascale Marthine Tayou che ricostruisce la sua “Plastic Bags” – un’opera esposta nel dicembre 2010 alla Queensland Art Gallery di Brisbane in Australia costituita da un cono rovesciato costituito da diecimila sacchetti di plastica biodegradabili in cinque colori diversi (bianco, blu, giallo, rosso e verde) -, del giamaicano Nari Ward che costruisce “Soul soli” – un grande contenitore ovale da cui traboccano resti di oggetti abbandonati, materiali di recupero, parti in ceramica di sanitari e alcuni dei vestiti usati provenienti dall’installazione di Christian Boltanski dello scorso anno -, e l’italiano Alberto Tadiello che descrive la sua installazione composta da una colonna spigolosa inclinata in un equilibrio vulnerabile con queste parole: «Un grumo di forze. Di aggettanza, di torsione, di urto, di trazione, di spinta. Di isolamento, di deformazione, di dissipazione, di accoppiamento, di riunione, di separazione. È solo metallo, ferro. Tagliato, smussato, graffiato, bucato, piegato, imbullonato».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.
La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Estrema tanto nell’aspetto quanto nella meccanica, la concept coreana anticipa la prima sportiva affidata al reparto Hyundai N. Adotta un 2.0 turbo benzina da 380 cv abbinato a un cambio a doppia frizione e alla trazione integrale.

La seconda generazione della SUV tedesca cresce nelle dimensioni e adotta soluzioni hi-tech in ambito sia multimediale sia di sicurezza. Mediamente più leggera di 90 kg, può contare su motori turbo benzina e diesel con potenze da 150 a 286 cv.

La seconda generazione della berlina ibrida plug-in nipponica percorre 100 km con un litro di benzina e sino a 50 km in modalità elettrica complice la ricarica solare al tetto. Confermato il powertrain ibrido da 122 cv. La batteria si ricarica in poco più di 3 ore.

Il design richiama elementi cari sia alle sportive BMW sia alle vetture maggiormente votate all’off road. La concept bavarese anticipa una nuova SUV coupé derivata da X1 che entrerà in produzione nel corso del 2017.

Ecco le nostre proposte per un fine settimana a pedali, a motore ma non solo. Se non sapete cosa fare date un'occhiata, se sapete già cosa fare potremmo farvi cambiare idea...

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana