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Trump-param-pam-pam. Cosa dicono in Russia del nuovo presidente Usa

novembre 14, 2016 Angelo Bonaguro

All’indomani dell’elezione di Donald Trump, nel mondo politico russo ci sono state reazioni perlopiù positive. I deputati della Duma all’annuncio dei risultati hanno applaudito, sono seguiti i messaggi ufficiali di rito, mentre il partito di maggioranza Russia Unita ha sottolineato come tutto ciò dimostri che «la gente è stanca di confronti artificiosi». Alle estremità dello spettro politico, l’ultranazionalista Žirinovskij dopo aver prospettato la guerra atomica in caso di vittoria della Clinton, ha inviato un telegramma di congratulazioni al neopresidente assicurandogli il sostegno della maggioranza dei russi. Al contrario, per il leader comunista Zjuganov è solo tattica, nulla cambierà realmente e gli USA resteranno il principale avversario.
Ma si sono registrate anche reazioni più colorite, come quella del ministero della cultura che ha postato su twitter una vignetta della versione sovietica di Winnie the Pooh, in cui il «maialino» Trump fa amicizia con l’orso (simbolo della Russia) e l’«asinella» Clinton resta sola e abbandonata; il tutto condito con la canzoncina modificata ad hoc: «Trump-param-pam-pam» al posto di «Tram-param-pam-pam».
Maša Katasonova, una delle principali attiviste filoputiniane, ha celebrato sui social la vittoria di Trump aggiungendo che «la prossima sarà quella di Marie Le Pen».
Non tutti però hanno ritenuto che fosse un’occasione per festeggiare, e hanno affidato alla satira la propria delusione. Così è girata la foto di Putin mentre firma l’«autorizzazione alla nomina di Trump Donald Fredovič a nuovo governatore del distretto federale nordamericano». Un giornalista ha pubblicato la foto di un mazzo di garofani deposti davanti all’ambasciata americana a Mosca accompagnati dal biglietto «Je suis USA» per richiamare l’idea di una tragedia internazionale…

Un paio di giorni prima dell’election day il centro demoscopico Levada ha diffuso i dati di un sondaggio svolto in due riprese, in agosto e in ottobre, per osservare cosa pensavano i russi delle elezioni americane. Rispetto all’attenzione con cui l’opinione pubblica ha seguito la campagna elettorale, il 76% dei 1600 intervistati in 48 regioni federali ha risposto di «averne sentito parlare», mentre solo il 15% ha dichiarato di «seguirla attentamente» (percentuali leggermente inferiori ad agosto). Poi la domanda fondamentale: «Secondo Lei, per la Russia sarebbe meglio una vittoria di Trump o di Clinton?». Ad agosto la Clinton ha riscosso il 13% delle simpatie, scese al 9% in ottobre; Trump ha ottenuto rispettivamente il 35% e il 38%. Va considerato anche un buon 52% di indecisi rimasti tali per tutta l’estate.

Dopo il risultato elettorale americano, dalla provincia russa sono giunte altre notizie di iniziative singolari: in alcuni taxi di Omsk è apparso l’avviso che prometteva una corsa gratuita ai «passeggeri con Trump», senza specificare se il cliente dovesse salire col neopresidente o bastasse avere con sé una sua foto. Al nord, a Uchta, nella Repubblica dei Komi, località famigerata in epoca sovietica per il numero di lager, la rete di negozi di calzature «Kristi» per festeggiare Trump ha offerto 2000 buoni per una spesa di almeno 1000 rubli (14 €).
Al neoeletto è stata dedicata anche una raccolta di versi di un certo Sergej Semenov intitolata Donald Trump – amico della Russia: «Donald Trump, sei un genio mondiale; Tu hai risollevato l’America, dall’umiliazione alle vette mondiali; Tu hai creato un impero, tu erigi grattacieli, dispensi felicità alla gente; mentre quei mostri dei tuoi avversari dicono che sei un bugiardo».
L’azienda siberiana Žariki non perde occasione per dedicare un prodotto ai leader mondiali: tempo fa aveva lanciato sul mercato l’Obamawood, un tipo di carbonella «per rendere gustosa la carne alla brace», poi era stata la volta del carbone «patriottico» Prezident dedicato a Putin (3 kg a 135 rubli); ora verrà prodotta una «serie limitata» di sacchi di carbone per l’inaugurazione ufficiale della nuova amministrazione americana. Nella scorsa primavera l’industria dolciaria «Slavica» di Krasnojarsk aveva inventato l’Obamka, una specie di mottarello «ispirato» al detestato presidente, suscitando le proteste americane. E sempre a Krasnojarsk, nello zoo cittadino, è stato «chiesto» a Junona, splendida tigre dell’Altaj, e all’orso bianco Feliks un pronostico sulle elezioni americane. Tra i due l’ha spuntata Feliks, che s’è guadagnato una torta «presidenziale» a forma di Trump fatta di cocomero, cavoli, pesce e carne. Non poteva mancare la giacca di carote e la cravatta di filetto.
Feliks se l’è mangiata di gusto – un’altra predizione?

Foto Ansa/Ap

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