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Tony Oursler, il padre della video-scultura, finalmente a Verona

settembre 25, 2012 Mariapia Bruno

Colorate, irrequiete, provocanti e sfacciate. Ecco come appaiono ai nostri occhi le opere di Tony Oursler, artista newyorchese classe 1957, meglio noto e apprezzato come padre della video-scultura che combina con la performance dando vita a delle composizione che giocano con la dimensione, il suono, il movimento, il linguaggio, lo spazio e i materiali. E tutto in una volta sola. Creature virtuali che coinvolgono lo spettatore, rapendo il suo sguardo e obbligandolo a chiedersi da dove viene fuori questa esuberante euforia creativa che un po’ inquieta e un po’ diverte, ma che riflette appieno lo specchio della condizione psicologica dell’uomo contemporaneo, in bilico perenne tra desideri contrastanti, paradossalmente isolato in un modo dove le parole d’ordine sono comunicazione e connesso, diviso tra ricordo e presente.

 

Amato anche da David Bowie, che lo ha voluto per la performance del concerto del 1997 al Madison Square Garden di New York, Tony Oursler fa la sua apparizione in Italia alla FaMa Gallery di Verona, che dal prossimo 29 settembre e fino al 21 dicembre 2012, gli dedica la mostra Denouement, dove l’enigma del titolo sta a indicare il momento centrale tipico di ogni narrazione dove l’intreccio è svelato e getta nuova luce sull’intera trama. Due grandi installazioni, tre micro sculture e un gruppo di dipinti con immagini animate dove registri espressivi diversi si fondono in nome dell’odierna cultura popolare scandiscono la retrospettiva, catapultandoci nell’universo onirico e psichedelico dell’artista che ci avvolge, ma nello stesso tempo ci estranea lasciandoci totalmente allucinati.

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