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Sui Memores Domini Langone piscia fuori dal vaso

dicembre 24, 2010 Rodolfo Casadei

Venerdì scorso Camillo Langone ha scritto sul quotidiano Il Foglio due articoli sovrapposti per spiegare per quali ragioni gli sta simpatica CL e per quali gli sta antipatica. Il secondo contiene una serie di sfrondoni riguardo alla realtà dei Memores Domini, i laici consacrati del movimento di CL. In questo momento non sono in grado di mettere a disposizione i link a questi testi, ma si possono cercare sul sito internet del Foglio. Il giorno stesso ho inviato al direttore Giuliano Ferrara una breve lettera e-mail destinata alla rubrica delle lettere del quotidiano. Non è stata finora pubblicata, ma qui di seguito ve la ripropongo. Ricordo che commemorando la figura di Manuela Camagni, membro della Famiglia Pontificia tragicamente scomparsa il 24 novembre u.s. e appartenente all’associazione laicale suddetta, Benedetto XVI ha utilizzato l’espressione “Noi Memores Domini…” in una lettera letta nel corso delle esequie. 

 

“Caro Direttore, Per potersi atteggiare a cattolico tradizionalista, Camillo Langone dovrebbe conoscere qualcosina in più della Tradizione. Quando scrive che i Memores Domini non sarebbero, ecclesialmente parlando, nè carne nè pesce, dà prova di palese ignoranza: i laici consacrati esistono nella Chiesa sin dalle origini per quanto riguarda le donne (vedi l’Ordo Virginum presente in quasi tutte le diocesi), e sin dal XIII secolo in forma organizzata per quanto riguarda i maschi (i Terz’Ordini francescano e domenicano). Poi arriveranno gli Istituti secolari del decreto Ecclesia Catholica di Leone XIII nel 1889. Inoltre l’ermeneutica dualista che Langone fa di CL, che si riassume nello schema artisti-mistici-giornalisti= buoni;  politici e imprenditori= cattivi, non è da Destra Divina, ma da Sinistra Politicamente Corretta”.

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