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Spadò, artista in bilico tra performance e arti visive

agosto 1, 2012 Mariapia Bruno

Lo chiamavano Spadò, i francesi, ma lui era all’anagrafe Alberto Spadolini, personaggio novecentesco creativo e talentuoso, interprete ammirato di varie forme d’arte visiva e performativa. La sua vita è stata leggendaria e avventurosa, come si immagina sia quella di un uomo che ha sperimentato con successo diverse discipline: nato ad Ancona nel 1907, debuttò come pittore a soli 12 anni nell’atelier di Gian Battista Conti, divenne pupillo di Gabriele D’Annunzio e lavorò insieme a De Chirico e Marinetti come decoratore al Teatro degli Indipendenti di Anton Giulio Bragaglia, per poi emigrare in Francia alla fine degli anni ’20 dove venne adocchiato per le sue straordinarie capacità di ballerino dalla “crème de la crème” dell’epoca tra cui Jean Cocteau, Paul Valery e Marlene Dietrich. Cospargendo sul suo corpo scolpito polvere luminosa per la Danza Greca, unghie posticce per l’Hermes Danzante, si esibisce in numerosi teatri europei e americani e diventa primo ballerino al Ballet de l’Opera di Monte Carlo. Nel frattempo recita, gira cortometraggi come regista, canta musica melodica a New York, restaura dipinti, illustra libri, e tanto per non farsi mancare niente, scrive per la rivista francese Le Sourire de France.

Chi si ferma è perduto, avrebbe potuto essere il suo motto. E per avere un’idea dell’immensità dei lavori da lui realizzati si può fare un salto alla settecentesca Mole Vanvitelliana di Ancona che, fino al 2 settembre 2012, ospita la prima grande retrospettiva a lui dedicata. Dal titolo Spadò. L’artista eclettico che incantò l’Europa. Danza, pittura, cinema, musica la mostra presenta accanto ai dipinti dell’artista, immagini fotografiche, scenografie, illustrazioni, proiezioni e sistemi multimediali che raccontano il percorso vivace dell’eclettico interprete del XX secolo. In più, un percorso percettivo plurisensoriale ed extra visivo consente alle persone non vedenti o ipovedenti di gustare tattilmente sculture, bassorilievi ed altri oggetti dell’artista danzatore. Un evento multiforme, come l’arte del suo protagonista.

 

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