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Soremartec-Ferrero, convegno alimentare a Expo

giugno 22, 2015 Elisabetta Longo

expo-2015-sh-250849165Non basta avere più di 70 anni di storia alle spalle e prodotti celebri e imitati in tutto il mondo. La storia del gruppo Ferrero, leader del settore dolciario, non sarebbe la stessa se non si fosse avvalsa di una forte ricerca tecnologica e alimentare, incarnata nella divisione Soremartec. Il settore più innovativo del gruppo Ferrero ha riunito grandi nomi dello studio alimentare internazionale in un convegno, che si è tenuto a Expo venerdì 19 giugno. L’argomento della tavola rotonda era più che mai attuale, “La nuova sfida: tornare alle origini. Tra evidenza scientifica e cibo quotidiano per una vita migliore”, visto che sempre più spesso medici e studiosi sostengono che l’elisir di lunga vita passi proprio sulle nostre tavole. Fin dal primo giorno di Expo, Ferrero ha una presenza consolidata, grazie al suo padiglione Kinder+Sport, improntato sull’importante binomio tra alimentazione e attività fisica per bambini.

OLIO DI PALMA. Presenti a Expo per il convegno Soremartec grandi nomi internazionali della scienza. C’era il professore Robert Gibson, del Dipartimento “Functional Food Science” School of Agriculture, Food and Wine, dell’Università di Adelaide, il professore Carlo La Vecchia, che insegna Epidemiologia presso il Dipartimento di Scienze Cliniche e di Comunità dell’Università di Milano, il medico nutrizionista di Cambridge Sumantra Ray, la professoressa Christine Venter, fisiologa dell’università di Johannesburg, il professore Luc Tappy, fisiologo dell’Università di Losanna, e Raanan Shamir, pediatra presso Università di Tel Aviv. A fare da filo conduttore dei vari interventi è stato il fronte comune contro il terrorismo alimentare, che ultimamente dilaga in rete e nelle trasmissioni tv. Ciclicamente viene preso di mira un alimento o ingrediente, e diventa causa di tutti i problemi di salute. Recentemente è successo al sale, poi è stato il turno dello zucchero, ora è la volta dell’olio di palma, largamente utilizzato dall’industria dolciaria. Non c’è nessuna reale preoccupazione, ha spiegato il pediatra Raamin Shamir: «L’acido palmitico, contenuto nell’olio di palma, è presente in moltissimi alimenti in cui l’uomo non interviene, come l’olio di oliva o la carne. Ma anche e soprattutto nel primo alimento con il quale l’uomo viene a contatto nella sua vita, cioè il latte materno. Il 25 per cento dei grassi contenuti nel latte materno proviene dall’acido palmitico, il resto dei grassi proviene dal tipo di alimentazione che la madre assume. Se l’acido palmitico fosse nocivo, la natura lo avrebbe forse naturalmente inserito nel latte materno?».

NON E’ UNA GUERRA. Robert Gibson, professore di scienze alimentari, ha sottolineato ancora come sia sbagliato, ai giorni nostri, pensare che mettersi a tavola sia una guerra: «Se dobbiamo cercare di evitare il terrorismo alimentare, allo stesso modo non dobbiamo credere a chi sponsorizza certi alimenti come salvifici. Qualsiasi alimento, anche il più salutare, se consumato in eccesso può fare male, così come una qualsiasi medicina. L’aspirina ci guarisce dai malanni di stagione, ma cosa succederebbe se ne ingerissimo quotidianamente? Finirebbe per nuocerci, e così accade anche agli alimenti». Gli studiosi sono tutti d’accordo sul pensare che alla base del sovrappeso c’è uno sbilanciamento tra calorie consumate e calorie ingerite. Si tratta solo di trovare il giusto equilibrio, senza senza doversi sentire troppo in colpa per uno snack al cioccolato in più.

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