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Solo la sincerità emotiva e gli amici veri hanno fatto di Claude Monet quel che è

ottobre 14, 2013 Mariapia Bruno

Che piacciano o meno gli impressionisti e le loro pennellate dense e talvolta sporche, c’è qualcosa che tutti cogliamo quando ci troviamo di fronte a certi en plain air o a certi ritratti di Claude Monet: è l’innegabile sincerità emotiva, unita ad una fresca sensibilità dell’interpretazione del quotidiano, il punto forte dell’artista francese che, nella tradizionale interpretazione di tutti quei modelli diffusi dalla corrente artistica a cui appartiene, riesce a dare quell’in più che lo ha reso amato e ammirato più degli altri. Ma dietro ogni persona, e, a maggior ragione, dietro ogni personaggio, ci sono sempre delle figure chiave fondamentali che lo hanno aiutato a diventare quel che è. Nel caso di Monet sono sei le figure che gli hanno consentito di maturare come artista e come essere umano. <<Se sono diventato pittore lo devo a Eugène Boudin>> – ha affermato il maestro francese, mostrando la sua gratitudine di discepolo a colui che lo spinto a far proprie le scelte stilistiche dell’Impressionismo, a differenza della figura paterna, Adolphe Monet, che invece era titubante rispetto le scelte del figlio.

Altra figura chiave è, poi, la prima moglie, Camille Doncieux, musa, modella e compagna di romantiche passeggiate lungo la Senna grazie alla quale l’artista sperimenta ancor di più la tecnica del dipingere all’aria aperta. Seguono Georges Clemenceau, l’amico primo Ministro che gli commissionò per l’Orangerie quelle ninfee che adesso fanno il giro del mondo, la seconda moglie Alice Hoschedé e la figlia di lei, Blanche, che divenne l’unica allieva di Monet che, negli ultimi anni passati con lei a Giverny, riuscì finalmente ad appagare il suo desiderio di vivere immerso nella tranquillità rurale. E per vedere le opere del pittore nate grazie all’aiuto di queste umane presenze, basta recarsi, entro il prossimo 15 dicembre, presso le Scuderie del Castello di Pavia, dove è aperta al pubblico la retrospettiva Monet. Au coeur de la vie.

 

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