Google+

Solidarizziamo tutti con Travaglio, sotto attacco di quella «bella merda» che è il popolo del web

marzo 18, 2013 Correttore di bozze

Il Correttore di bozze, nella sua immensa magnanimità, oggi vuole solidarizzare con un collega colpito dalla poderosa macchina del fango di Internet. Questo collega è Marco Travaglio, cane da guardia della democrazia, giornalista di chiara fama, oracolo di tutti i garantisti dello Stivale. Il collega Travaglio ha pubblicato sul sito del Fatto quotidiano un articoletto intitolato “Ma, oltre a scrivere, ogni tanto vi leggete?”.

Cosa è successo, domanderà qualcuno di voi? È accaduto che il nostro campione della libertà di stampa si sia un pochino (ma appena un pochino) risentito per certi commenti che appaiono sulla sua pagina Facebook e sul suo blog. Commenti – a suo dire – poco edificanti, certamente poco pertinenti, di certo eterodossi rispetto al suo argomentare. E quindi? E quindi «è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda».

All’elegante sentenza, il sempre democratico collega è arrivato constatando che i suoi siti sono frequentati da marrani che vengono «qui solo per insultare (cari cerebrolesi, nessuno vi obbliga a leggermi)». Addirittura, esisterebbero dei gaglioffi che nemmeno leggono «quello che scrivo (l’altro giorno ho ringraziato chi è venuto a vedere il mio recital a Firenze, e un minuto dopo c’era già qualcuno che polemizzava: “Perché non vieni a Firenze?”)».

Per dire. C’è gente che pretende «che io dia sempre ragione a loro, al loro partito e alla loro squadra, altrimenti significa che appartengo a un’altra squadra e non sono indipendente (l’idea che io possa pensare liberamente quel cazzo che voglio senza che nessuno me lo ordini nemmeno li sfiora, perché pensano che tutti gli altri siano come loro)».

Il collega – mettendo in campo tutta la propria autorevolezza – scrive che esistono dei birbanti che «pretendono addirittura di dirmi quello che devo scrivere, e quando, e con quali parole: e se non lo faccio subito sono un venduto, un servo eccetera». Per non dire poi di quei malandrini che lo accusano di essere un prezzolato di Tizio o di Caio, solo perché ha parlato bene di qualcuno o qualcosa (il riferimento è a Beppe Grillo e al M5S). Qui Travaglio ha davvero ragione e il Correttore di bozze si sente in dovere di chiosare che il collega se scrive bene di uno è perché crede in lui. Crede nel suo progetto politico, nella sua statura morale, nelle sue denunce. Ad esempio, fino a poco tempo fa, Travaglio scriveva bene di Antonio Di Pietro. Ora, invece, non ne scrive più.

Il collega del Fatto, ovviamente, si scusa «con le tante persone sensate e raziocinanti che leggono e commentano», anche perché «rischiano di essere ormai sopraffatte e silenziate da chi, profittando dell’anonimato e dell’alto numero di frequentatori della pagina e del blog, vomita scemenze in libertà (ma, prima di scriverle, vi leggete?). Credo che il solo sistema per riportare un po’ di luce in questo manicomio sia di isolare i dementi e i disturbatori, evitando di rispondere ai loro messaggi e lasciandoli cuocere nel loro brodo, fino a esaurimento. Vediamo chi si stufa prima».

Nel frattempo, aspettando di capire chi si stuferà prima, beccatevi la chiusa dell’articolo: «Perché, parafrasando un celebre titolo di “Cuore” sul mitico “uomo della strada”, è ora di riconoscere che molte volte anche il mitico “popolo del web” è una bella merda».

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

2 Commenti

  1. Gmtubini says:

    Lavorando da anni col badile certo materiale capita di sporcarsi.

  2. emma trasi says:

    Ho letto quanto hanno scritto e sono rimasta disgustata. Comunque non bisogna mai arrendersi. Anch’io ho ricevuto (nel mio piccolo) ogni genere di calunnie ma non mi sono arresa, più mi disprezzavano per fermarmi e più ero determinata. Travaglio ha una squadra intorno ed ha noi che lo stimiamo e gli chiediamo di non mollare. Cito per concludere i pensieri di una grande donna che non si è mai arresa, Madre Teresa:
    La soddisfazione più grande? IL DOVERE COMPIUTO
    La sensazione più piacevole? LA PACE INTERIORE
    La rotta migliore? LA VIA GIUSTA
    La migliore medicina? L’OTTIMISMO
    La sconfitta peggiore? LO SCORAGGIAMENTO
    L’errore più grande? RINUNCIARE
    La felicità più grande? ESSERE UTILI AGLI ALTRI

La rassegna stampa di Tempi
MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download

Tempi Motori – a cura di Red Live

Delle monoposto a emissioni zero (245 cv in configurazione gara, per 225 km/h di velocità massima) che si sono sfidate il sabato 14 aprile lungo un tracciato cittadino di circa 2,8 km ricavato nel quartiere Eur, non si è parlato più di tanto, ancorché all’incontro capitolino del venerdì precedente abbia partecipato anche il Direttore del […]

L'articolo Renault: elettriche avanti tutta proviene da RED Live.

La Swift Sport punta a farsi largo tra le hot hatch puntando su un invidiabile bilanciamento tra telaio e meccanica. Anche il rapporto prezzo/dotazione è vincente

L'articolo Prova Suzuki Swift Sport <br> fame di curve proviene da RED Live.

Moto dotate di radar? Presto saranno realtà. Ducati ha in cantiere un ambizioso programma chiamato “Safety Road Map 2025” che prevede lo sviluppo di molti progetti a tema sicurezza, uno dei quali si chiama Ducati ARAS. Primi arrivi nel 2020

L'articolo Ducati ARAS, presto le moto con il radar proviene da RED Live.

Voglia di avventura, di scoprire nuove strade (bianche) in località toscane ricche di fascino. Senza fretta. La prima di tre tappe andrà in scena a Buonconvento il 29 aprile, in occasione della Nova Eroica

L'articolo Gravel Road Series, da aprile a ottobre. Info e iscrizioni proviene da RED Live.

Mini elettrizza la sua Countryman e si getta nel panorama delle ibride plug-in in modo speciale e a tratti unico. Pensate che le auto Ibride non siano ancora mature o non facciano per voi? Leggete la nostra prova su strada, ma siete avvisati: il rischio di ricredersi qui è alto

L'articolo Prova MINI Cooper S E Countryman ALL4 proviene da RED Live.