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Soldi / Trading on line? Bisogna essere preparati

maggio 19, 2017 Mariarosaria Marchesano

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Giovanni Borsi è tra i consulenti finanziari più accreditati nel settore del trading on line, con all’attivo oltre 20 anni di esperienza e 300 utenti abbonati ai suoi servizi. Consultato da tempi.it nell’ambito dell’ampia inchiesta avviata sul settore del trading on line, Borsi offre la sua testimonianza di operatore esperto (i suoi “segnali”, come si dice in gergo, sono seguiti da oltre 2000 utenti) che prende atto a malincuore della piega discutibile che sta prendendo il settore.

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE. Ricordiamo che secondo la Consob, il trading on line vede in Italia la presenza di numerosi operatori abusivi, è sempre più pervaso da pratiche scorrette e dominato da una pubblicità martellante e invasiva che punta a coinvolgere migliaia di persone impreparate. Un allarme che l’Autorità di Vigilanza ha lanciato lo scorso febbraio con alcune comunicazioni ufficiali (riprese anche dal presidente Giuseppe Vegas nella sua ultima relazione al mercato) di fatto ignorate dai media. Proprio chi come Borsi ha a cuore lo sviluppo corretto di quest’attività di investimento (nel 2013 ha fondato Eduweb, società specializzata nella formazione finanziaria), oggi sente il bisogno di prendere le distanze dalla giungla in cui si sta trasformando soprattutto con il dilagare delle opzioni binarie e dell’uso massivo della leva negli investimenti (perché poi non se ne parla?). “Negli ultimi tempi ho notato una pericolosa confusione tra il trading on line, che deve essere un’attività di investimento consapevole, e il gioco d’azzardo, che invece si basa sul concetto di scommessa. Purtroppo un numero crescente di utenti è affascinato da questo aspetto che viene enfatizzato da imponenti campagne commerciali».

CAPIRE QUANDO SMETTERE. I clienti di Borsi, però, non hanno questo profilo. Sono, al contrario, persone che hanno deciso di farsi affiancare negli investimenti, di comprendere i meccanismi e di ragionare sulle operazioni. «Ovviamente c’è sempre un rischio da correre», dice Borsi, «ma un conto è decidere in modo razionale e in base al proprio profilo, altra cosa è tentare la fortuna da veri giocatori». La cosa più difficile quando si fa trading? «Accettare la sconfitta, metabolizzare le perdite, Il trading è alla fine un’attività solitaria che si svolge davanti a un pc, è facile lasciarsi prendere la mano». È tutto lì, secondo Borsi, il trucco: avere la freddezza di dire basta quando le cose cominciano ad andare male con un’operazione. «Fare investimenti attraverso la rete è un’attività che comporta metodo, disciplina e anche un certo spirito di sacrificio. Personalmente, neanche li vorrei clienti che puntano a guadagnare in modo facile, senza una strategia o addirittura senza neanche capire quello che fanno».

FARE PICCOLI PASSI. Ma alla fine il trading è o non è un’attività esclusiva per professionisti della finanza? «Non direi, ma chi non è adeguatamente preparato dovrebbe farsi seguire da persone esperte o almeno decidere di intraprendere un percorso di formazione accettando di avvicinarsi gradualmente a questo mondo». Eppure, ogni giorno siamo sommersi da decine di messaggi pubblicitari che promettono guadagni facili con il fai da te su piattaforme a cui si accede molto facilmente. «Occorre fare attenzione. Di sicuro è fuorviante il messaggio che facendo trading si può cambiare vita e lasciare il posto di lavoro. Esistono in questo settore dei campioni, persone che hanno guadagnato tanto e con operazioni brillanti, ma sono dei veri esperti e poi si contano sulla punta delle dita di una mano».

Per approfondimenti e info scrivi a: lamiaeconomia@tempi.it

Foto da Shutterstock

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