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Sedati e allucinati come James Holmes, l’assassino di Denver

luglio 24, 2012 Franco Molon

Da oggi in poi mi terrò sempre sul comodino una foto di James Holmes, l’assassino di Denver che si credeva Joker.

Quello sguardo a metà tra il sedato e l’allucinato è uno sconcertante simbolo del nostro tempo che, incapace di guardare e affrontare la realtà per come si presenta, cerca di sopportare la domanda che brucia in ogni uomo con i Vicodin più disparati.

I tecnici sedano la politica con le tasse più allucinanti del mondo; i giornali sedano la verità con allucinanti ricostruzioni di complotti; i magistrati sedano la giustizia con l’allucinante arbitrio delle manette.

Sedazione e allucinazione sembrano essere l’unica pasta di questa epoca. Il mio stesso cuore, che per natura cerca un rapporto con l’infinito, è continuamente sedato e allucinato da false preoccupazioni, insignificanti desideri, distorti obiettivi.

L’unica cosa che non si riesce a sedare è lo spread e questo porterà ad un futuro allucinante per i nostri figli.

Da oggi in poi mi terrò sempre sul comodino una foto di James Holmes, l’assassino di Denver che si credeva Joker, e tutte le sere domanderò al Signore di tenermi attaccato alla realtà della sua presenza anche senza essere Superman.

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