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Se i socialisti di Hollande fischiano il loro primo ministro perché «ama le imprese»

settembre 1, 2014 Redazione

Il trattamento riservato dai socialisti francesi al “loro” primo ministro Manuel Valls è molto emblematico della deriva che rischia di prendere il partito in questi tempi di crisi economica e di “cura Hollande”. Emblematico almeno quanto la nomina a ministro dell’Istruzione di Najat Vallaud-Belkacem, paladina suprema del famigerato programma “ABCD dell’uguaglianza” per l’indottrinamento degli scolari d’Oltralpe secondo la teoria del gender.

VADE RETRO SGRAVIO FISCALE. Mercoledì scorso Valls si era presentato davanti al convegno della Confindustria francese e si era conquistato l’ovazione del pubblico di “capitalisti” proclamando: «Io amo le imprese». Una battuta che dovrebbe sembrare normale quasi vent’anni dopo l’ascesa di Blair e quasi venticinque dopo la fine del comunismo, ma la scena è stata accolta malissimo tra le file dei compagni di Hollande, perché, come racconta oggi Stefano Montefiori sul Corriere della Sera, nel partito «c’è ancora chi considera l’economia di mercato come un male della modernità da sopportare, e se possibile senza dare troppo nell’occhio». La sinistra non digerisce proprio, spiega Montefiori, «la politica economica del governo, il “patto di responsabilità” che offre sgravi fiscali alle aziende che assumono, insomma quella linea social-liberale che molti giudicano “di destra”».

«MA CHE MESSAGGIO INVIATE?». Perciò ieri durante il discorso di chiusura del seminario del partito a La Rochelle, tenuto dallo stesso primo ministro di Hollande, «Valls è stato fischiato ogni volta che toccava temi economici», continua Montefiori, «ma a un certo punto ha smesso di leggere il discorso ed è sbottato: “Ma vi rendete conto che mettere in discussione anche solo l’idea che bisogna rafforzare le imprese per creare ricchezza e occupazione, che ci siano persino dei fischi… Ma che messaggio inviate ai francesi?”».

«IO AMO I SOCIALISTI». Il premier secondo il Corriere «aveva l’aria incredula, esasperata», e benché il suo sfogo sia stato accolto da un applauso scrosciante, ha ritenuto di doversi giustificare cambiando il suo “scandaloso” slogan pro-imprese in «Io amo i socialisti». Non è una cosa indifferente per uno che milita nel partito dall’età di 17 anni e per il partito è stato sindaco, deputato, ministro e premier (sotto un presidente che si vanta di essere discepolo di idoli della gauche come Jacques Delors e François Mitterrand).

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4 Commenti

  1. Mappo scrive:

    E’ veramente penoso vedere come i sinistri di tutto il mondo si autodefiniscano “progressisti”. Se l’idea di progresso rimanda ad un miglioramento delle condizioni di vita – per lo meno materiali – delle persone, mi domando quando mai nella sua secolare storia la sinistra abbia mai avuto un connotato progressista.
    Come dice una battuta, di cui purtroppo non ricordo l’autore: Ha fatto di più per i proletari l’inventore del frigorifero che la sinistra in cent’anni di vanneggiamenti”.

  2. luca scrive:

    ma come mai in questo sito vi occupate solo della francia?
    no dico, in europa ci sono parecchi stati che immagino offrano tanto spunti per articoli, ma qui ci si occupa solo ed esclusivamente di Hollane… che vi stiate cercando di vendicare per i matrimoni gay?
    ps
    come mai la Francia pur avendo approvato tale legge ancora non è esplosa? che vi siate sbagliati anche questa ennesima volta?

    • mike scrive:

      nell’articolo c’è solo un rapido accenno al gender in francia.

      sul perché la francia non sia esplosa ci sono delle ragioni:
      – la gente pensa in primis, di questi tempi, a mangiare.
      – ci sono leggi che impediscono la libertà di espressione per cui non puoi dire che la gente non esplode poichè la legge là lo impedisce (=in francia in pratica c’è una dittatura, che se uno non può parlare abbi pazienza ma a casa mia la chiamo dittatura).
      – la terza ragione è legata alla precedente. per zittire la gente non solo occorre che ci siano leggi liberticide, ma pure che qualcuno sia pronto a servirsene. ecco ciò conferma una cosa che talvolta qui dico e che però mi fa venire trattato da scemo. una cosa valida credo a livello occidentale. della serie se gli lgbt fossero solo il 2% perché preoccuparsi di leggi liberticide. in fondo una piccolissima minoranza, quale “sarebbe”, non oserebbe servirsene (ti metti contro il restante 98%? nessuno è così scemo). tutto questo dire che sono il 2%, da parte cattolica, fa pensare che si voglia nascondere che così non è. per nulla. ormai in occidente la fritatta è fatta. siamo vicini al baratro. la gente capirà delle cose un giorno, quando sarà tardi.

      • mike scrive:

        tra l’altro anni fa pensavo fossero davvero pochi. dopo non più. se poi fossero stati sempre gli stessi avrebbero (le forze laiche) da tempo messo su un vassoio quanto gli vogliono mettere ora. ma lo fanno appunto ora, no che so 20 anni fa. da un po’ mi domando come mai. vai a capirci!

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