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Se da una parte c’è Grillo e dall’altra Napolitano, è facile sapere con chi stare

aprile 27, 2013

Noi comuni mortali non l’avremmo potuto prevdere. Eppure è successo qualcosa che non era mai successo. Per carità, nessun miracolo che ci obblighi a stravolgere il pensiero. C’è stato un piccolo fatterello che ha fatto risorgere, come dall’oblio, vecchi fenomeni, che l’Italia repubblicana aveva ormai seppellito e catalogato alla voce “passato remoto”.

Viene (ri)eletto Napolitano. È la prima volta di un presidente e bla bla bla. Non stiamo qui a parlare di politica. Come sono andate le cose ormai lo sanno tutti. Almeno quello che si sa, si sa e bene. Subito dopo l’elezione di Napolitano abbiamo visto cose che in Italia non si vedevano da un po’. Almeno apparentemente.

Un tale, che si fa chiamare Beppe, decide di organizzare una marcia su Roma, in segno di protesta contro l’elezione del vecchietto al Quirinale. Una protesta viva e vibrante (come avrebbe detto Crozza imitando quel signore comunista che siede al Colle) a difesa della democrazia. Ecco. La democrazia. Ogniqualvolta che le cose vanno diversamente da come qualche scanzonato intenditore attendeva, si chiama in causa la democrazia. E via di retorica. Occupiamo Roma. Anzi no, facciamo una marcia. Anzi una marcetta. Anzi no un sit-in (perché si sa, non fare un sit-in a primavera è come non mangiare il cotechino a capodanno). Poi arrivo alle 20, anzi no alle 22, anzi no a mezzanotte. Anzi non vengo, sono bloccato nel traffico (nel traffico??). Niente manifestazione, niente sit-in con buona pace del cotechino di San Silvestro. È un golpe, anzi un golpettino, anzi una strana idea di democrazia.

Anzi no. Il Beppe, simpatico ragazzotto che faceva l’anticonformista prima di conoscere la rete, donna ideale con la quale pare abbia notti profonde di sesso sfrenato, ora fa il capopopolo. Lancia grida, proclami, urla, cambia idea ogni tre secondi, perché insomma, si sa “mandiamoli a casa, siete circondati” (circondati da chi? Da quei 4.078 che chiusi nella loro cameretta con il loro comodo ipad sceglievano fintamente un presidente?).

E a sentirlo mi è prima venuta una roba strana in mente. Questo Beppe assomiglia a quell’altro che iniziava per B. e finita per Enito. Poi ci ho pensato. Ho visto quelli col travaglio gli davano man forte. Il golpe di stato, il Bildenmberg, la P2, il complotto plutaico-giudaico-massonico (classica citazione da classico ignorante vestito in abito classico che magari ha anche studiato al Classico; perché, si sa, chi ha fatto il professionale certe scemenze non le dice), l’inciucio Pd-Pd meno L (che poi scusate, al massimo l’inciucio sarà Pd e PD più L… ma vabbè), e allora ho capito.

Potevamo non averne un’idea di quello che è successo, delle sue implicazioni politiche, ecc. Non c’entrava quello che finiva per Enito, non c’entrava la marcia su Roma. Non c’entrava il colpo di stato. Non ho idea di cosa stia succedendo ma, visto che da un lato ci sono quelli col travaglio, quelli col Beppe, quelli di servizio pubblico, i complottisti, ho pensato che se sto dall’altra parte ho comunque ragione. Perché, a volte, per usar la ragione basterebbe capire da che parte stanno le fesserie e stare zitti. Ecco, guardando la marcetta su Roma, il golpettino, i complottismi, mi è venuta voglia di starmene fermo. Ad applaudire quel vecchietto comunista (che di errori ne ha fatti, e forse ne farà) ma almeno sa di vero. Non come questi, che pur di stare sul palco venderebbero la mamma.

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