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Salviamo l’umano/2

iraq-erbil-04«L’unico gruppo dal quale gli yazidi non hanno mai temuto cattive sorprese sono i cristiani: mentre i musulmani arabi sunniti si guardano bene dal dare lavoro agli yazidi, nelle cittadine cristiane della Piana di Ninive prima del drammatico esodo non era raro vedere all’opera muratori, braccianti agricoli e vigili urbani di estrazione yazida. Talvolta i villaggi sono stati costruiti alle spalle dei villaggi cristiani, visti come una sorta di tampone protettivo che avrebbe tenuto a rispettosa distanza i musulmani» (Rodolfo Casadei – Reportage di Tempi)

Cristo è l’ideale della vita, è l’ideale con cui noi ci rivolgiamo agli altri e viviamo i rapporti con gli altri, cioè con la società, come insieme e compagnia degli uomini. (Luigi Giussani, Riconoscere Cristo – appunti dagli esercizi spirituali degli universitari 10/ 12/1994)

Proponiamo la rilettura del discorso di Benedetto XVI pronunciato il 12 settembre 2006 nell’aula magna dell’Università di Regensburg (Ratisbona).

Una rilettura a puntate (qui la prima).

“In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio” Gv.1,1; “E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi” Gv 1, 14.

In principio era il Logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi, appunto, come ragione.

L’affermazione decisiva in questa argomentazione contro la conversione mediante la violenza è: non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio. [5] L’editore, Theodore Khoury, commenta: per l’imperatore, come bizantino cresciuto nella filosofia greca, quest’affermazione è evidente. Per la dottrina musulmana, invece, Dio è assolutamente trascendente. La sua volontà non è legata a nessuna delle nostre categorie, fosse anche quella della ragionevolezza. [6] In questo contesto Khoury cita un’opera del noto islamista francese R. Arnaldez, il quale rileva che Ibn Hazm si spinge fino a dichiarare che Dio non sarebbe legato neanche dalla sua stessa parola e che niente lo obbligherebbe a rivelare a noi la verità. Se fosse sua volontà, l’uomo dovrebbe praticare anche l’idolatria. [7]

A questo punto si apre, nella comprensione di Dio e quindi nella realizzazione concreta della religione, un dilemma che oggi ci sfida in modo molto diretto. La convinzione che agire contro la ragione sia in contraddizione con la natura di Dio, è soltanto un pensiero greco o vale sempre e per se stesso? Io penso che in questo punto si manifesti la profonda concordanza tra ciò che è greco nel senso migliore e ciò che è fede in Dio sul fondamento della Bibbia. Modificando il primo versetto del Libro della Genesi, il primo versetto dell’intera Sacra Scrittura, Giovanni ha iniziato il prologo del suo Vangelo con le parole: “In principio era il λόγος”. È questa proprio la stessa parola che usa l’imperatore: Dio agisce „σὺν λόγω”, con logos. Logos significa insieme ragione e parola – una ragione che è creatrice e capace di comunicarsi ma, appunto, come ragione. Giovanni con ciò ci ha donato la parola conclusiva sul concetto biblico di Dio, la parola in cui tutte le vie spesso faticose e tortuose della fede biblica raggiungono la loro meta, trovano la loro sintesi. In principio era il logos, e il logos è Dio, ci dice l’evangelista. L’incontro tra il messaggio biblico e il pensiero greco non era un semplice caso. La visione di san Paolo, davanti al quale si erano chiuse le vie dell’Asia e che, in sogno, vide un Macedone e sentì la sua supplica: “Passa in Macedonia e aiutaci!” (cfr At 16,6-10) – questa visione può essere interpretata come una “condensazione” della necessità intrinseca di un avvicinamento tra la fede biblica e l’interrogarsi greco.

[5] Solamente per questa affermazione ho citato il dialogo tra Manuele e il suo interlocutore persiano. È in quest’affermazione che emerge il tema delle mie successive riflessioni.

[6] Cfr Khoury, op. cit.,  p. 144, nota 1.

[7] R. Arnaldez, Grammaire et théologie chez Ibn Hazm de Cordoue. Parigi 1956 p. 13; cfr Khoury p. 144. Il fatto che nella teologia del tardo Medioevo esistano posizioni paragonabili apparirà nell’ulteriore sviluppo del mio discorso.

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