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Rotterdam porta il superselvaggio Oskar Kokoschka nel cuore del Museo Boijmans Van Beuningen

settembre 10, 2013 Mariapia Bruno

Dimenticate per un attimo i salottini in vimini, la sachertorte e gli ondeggianti gherigli in stile Art Nouveau dei pittori della Vienna dei primi anni del Novecento, e immaginate di trovarvi presso la Kunstgewerbeschule (la Scuola di Arti e Mestieri di Sigmund Freud e Gustav Klimt) nel 1904, accanto ad un ragazzo di nome Oskar Kokoschka, appena ammesso a frequentare i corsi. Non aspettatevi sfondi dorati, fiori stilizzati e figure femminili seminude e sinuose. Questo giovane artista dai gusti sovversivi segue il suo istinto e disegna uomini e animali in tutta la loro carnale e dinamica fisicità. Apprezzato già nel 1908 durante la Kunstschau (Arte Show) e definito dai critici un super selvaggio, Oskar continua a dipingere in modo espressivo volti che raccontano gli aspetti più duri dell’esistenza, scrivendo al contempo drammi teatrali che sconvolgono gli spettatori politicamente corretti in platea.

 E se le sue opere hanno fatto in poco tempo il giro del mondo, trovando posto accanto ad Edward Munch, Egon Schiele ed altri maestri secessionisti, il Museo Boijmans Van Beuningen di Rotterdam ne raccoglie ben 150 per una grande mostra dal titolo Oskar Kokoschka – Portraits of People and Animals (Oskar Kokoschka – Ritratti di uomini e animali). Aperta dal prossimo 21 settembre fino al 19 gennaio 2014, la retrospettiva ci racconta anche la vita sentimentale dell’artista e della sua relazione, iniziata quando aveva 26 anni, con Alma Mahler, la vedova del compositore Gustav Mahler, che, divenuta sua musa e grande amore, ritrasse più volte anche nello stile della Monna Lisa. A lei scrisse 400 romantiche lettere e, pare, rimase suo amante anche dopo che ella sposò Walter Gropius, fondatore del Bauhaus.

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