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Roma. Bimbo adottato da coppia gay

marzo 21, 2016 Redazione

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In fondo, non aveva mai negato di pensarla in un certo modo. «La maternità surrogata? Soltanto come un dono. Se posso donare un rene a un’amica o a una sorella che grazie a questo sopravviverà, dov’è lo scandalo di far nascere un bambino grazie all’utero di un’altra donna?», aveva detto a Repubblica solo poco tempo fa.

La sentenza è stata appena pubblicata e dalle parole si è passati ai fatti: il giudice Melita Cavallo, prima di lasciare la toga e andare in pensione a fine 2015 dalla carica di presidente del tribunale dei minori di Roma, ha sentenziato a favore dell’adozione di un bambino da parte di una coppia omosessuale maschile della Capitale. Il bambino è nato grazie all’utero in affitto in Canada ed è la prima volta che la sentenza non viene appellata dalla procura minorile e diventa così definitiva. Una stepchild adoption a tutti gli effetti.

Dopo l’adozione incrociata di due lesbiche, un’altra conferma di quanto abbiamo sempre sostenuto: al di là della battaglia parlamentare e del dibattito politico nel paese, esiste un serio problema su quanto decidono i giudici nelle aule di tribunale. Non occuparsene significa lasciare loro mano libera. E questi sono i risultati.

Foto da Shutterstock


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40 Commenti

  1. ernesto carlo venier scrive:

    Il giudice deve applicare la legge. Ora, per la legge italiana, per il buon senso e per il principio di realtà, il padre è solo uno. Per il momento nessuna legge consente la moltiplicazione dei padri e dei pesci.

  2. Toni scrive:

    Galasi, grande come sempre, grande anche nelle minchiate.
    Allora vediamo, ti propongo sulla vicenda una altra chiave di lettura: tre imbecilli di cui due depravati che, in ragione della loro condizione, non soddisfatti delle loro copule desiderano di giocherellare a fare i genitori. Per fare questo sfruttano delle possibilità tecnologiche . Quindi, a rigore, il figlio non è di nessuno dei tre, ma è solo uno sventurato, una vittima, che subisce un gioco più grande di lui. Non un centro di diritto, ma un oggetto di capriccio.

  3. LaOltreInCao scrive:

    Allora vediamo.. due uomini tramite una donna compra un bambino (quindi una persona può essere comperata…. in Italia ciò non é possibile ma poiché é permesso in altro Stato per “induzione” é permesso anche da noi…). Quella donna non vuole il bimbo (… il contratto non lo permette e il contratto non tiene conto delle esigenze del neonato evidentemente…). Dei due uomini uno ha fornito il seme (permettendo l’attuazione del contratto…) ed ora si vuole prendere in carico il risultato del suo contributo biologico al 50% (del resto non ha altre possibilità… per ottemperare al contratto…). Lo stesso uomo convive con un altro uomo e probabilmente con lo stesso uomo sfrutterà la legge sulle unioni civili (che non c’é ancora… ma é solo questione di qualche giorno… evidentemente…). Ora interviene il Giudice (appartenente ai “veri” portatori, di fatto, del Potere, visto che possono “interpretare” le Leggi e la Costituzione in base ai propri desiderata e in base alla propria mentalità…) e decide che i due ometti possono “adottare” (affido) il bimbo (delle esigenze del bimbo, pur con decenni di esperienza al Tribunale dei Minori, la nostra cara giudice se ne può importare meno di nulla…). Chissà se ha figli questa nuova pensionanda statale…. Ma poi é vero… che ci stanno a fare queste povere creature nelle Casa Famiglie (…ci sono solo “poche” richieste di adozione per una moltitudine di bambini privi di genitori…dicono…); inoltre il problema non é la burocrazia incivile che prolunga i giudizi di adottabilità verso le ortodosse coppie uomo+donna ma il problema sono i “civilissimi” diritti prioritari di una striminzita percentuale di popolazione che tende solo a prevalere il proprio egoismo per seminare, previa masturbazione, non ben identificati N ovuli (dei quali N-1 destinati ad essere sicuramente soppressi) e comprando l’acquisto di un bambino incubato da non si sa chi, a cui sarà, a priori, negato il diritto inalienabile di avere una mamma e un papà.

    • Daparox scrive:

      Ottimo intervento, LaOltreInCao.

    • ildadoe tratto scrive:

      arrendetevi ! siete circondati dal buonsenso. Ma non ne approfittate. perchè non siete ne granchè simpatici. Ne granchè intelligenti.

    • Nino scrive:

      Allora vediamo.. un uomo (e non due) ottiene la disponibilità di una donna per mettere al mondo un bambino. In Italia questo non è permesso ma in alcuni stati si, quindi continua a non essere permesso in Italia ma può essere fatto legalmente in alcuni paesi. La donna ha dato la sua disponibilità a mettere al mondo un bambino ma non ad assumersi gli oneri e gli onori di un genitore, quindi l’uomo è l’unico a occuparsi del bambino da quando nasce. Non ha infranto nessuna legge anche se ha utilizzato una tecnica che può essere moralmente discutibile. Questo uomo convive con un’altra persona (non importa se sia uomo o donna) e con questa persona, con cui non ha nessun legame formale ma con la quale costituisce una coppia di fatto, si occupa del bambino che intanto cresce e che vede nei due adulti due figure genitoriali affettuose ed accudenti. Ad un certo punto componente della coppia non genitore biologico del bambino (uomo o donna che sia) chiede di poter adottare, con il consenso del genitore non biologico, il bambino. I servizi sociali fanno le opportune indagini e verificano che il bambino è identico agli altri bambini della sua età, è educato, accudito e coccolato, cresce in un ambiente tranquillo e sereno, ha sviluppato un rapporto stretto con il suddetto componente della coppia. Il giudice, sulla base delle relazioni dei servizi sociali e, sulla base della legge sulle adozioni, concede la adozione.

      Quindi, non si tratta di bambino abbandonato che può essere adottato da una coppia, non si tratta di interpretazione contraria alla legge, non si tratta di bambino “incubato da non si sa chi” perchè si sa benissimo da chi, e lo sa anche il bambino.

      • Sebastiano scrive:

        Nino, il mago Otelma è molto più bravo di te.
        Nel tuo giochetto di prestigio da bassifondi di angiporto, dimentichi un paio di cosucce:
        a) che il bambino non è un oggetto di contrattazione (lucrosa o meno, ma nella stragrandissima maggioranza lo è eccome), ma un soggetto del diritto; nessuno può farne un orfano “ope legis”, nemmeno la madre, dalla quale oltretutto ANCHE nei primi mesi di vita dipende enormemente.
        Capisco che anche per te la madre sia “un concetto antropologico”, ma non puoi credere che tutti siamo disposti a berci le tue panzane.
        b) che la tua piroetta per rendere effettiva la stepchild fosse operativa, con grande scorno del parlamento italiano e delle leggi dello stato, lo si sapeva già.
        Infatti i compratori di bambini ne hanno approfittato subito con la compiacenza dei tribunali e, figuriamoci, “sulla base delle relazioni dei servizi sociali” (a cosa siamo ridotti).

        Già che ci sei, prova a rispondere alla questioncina che ti avevamo proposto tempo fa, ritagliata in fotocopia sul tuo esempietto:
        Un uomo ottiene la disponibilità di quattro o cinque donne a maritarsi con lui. In Italia questo non è permesso ma in alcuni stati sì. Quindi continua a non essere permesso in Italia ma può essere fatto legalmente in alcuni paesi. Dopo averlo fatto torna in Italia.
        Non ha infranto nessuna legge anche se ha utilizzato una procedura che può essere moralmente discutibile. I servizi sociali fanno le opportune indagini e verificano che le donne sono accudite e stanno in un ambiente tranquillo e sereno, e hanno sviluppato un rapporto stretto con il marito comune.
        Il giudice, sulla base delle relazioni dei servizi sociali, concede la poligamia.
        Giusto per non dare un dispiacere al murodigomma, l’esempio vale anche a parti invertite per la poliandria.

        Ti torna tutto?

        • Nino scrive:

          non ho ben capito le tue obiezioni, lo ammetto. Comunque

          a) Il bambino non è oggetto di contrattazione, oggetto di contrattazione è la disponibilità della donna

          b) esiste una legge e questa legge è stata applicata. e non nè relativa alle coppie omosessuali ma in generale a casi particolari di adozione

          Riguardo al tuo esempio, se un uomo sposa in un paese dove è ammesso 4 donne, non commette nessun reato e per la legge italiana non è perseguibile. Se torna in italia con tutte e quattro le donne e ci convive non commette nessun reato. Se chiede il riconoscimento dei quattro matrimoni, o chiede di sposare più di una delle donne non può perchè l’articolo 556 del Codice penale non lo consente. mentre la adozione in casi speciali è esplicitamente prevista da una legge. I due casi non sono paragonabili

          • Samwise Gamgee scrive:

            La “disponibilità della donna” a fare che cosa? A lavare i piatti nel suo ristorante?
            Che ipocrisia del piffero.

          • Sebastiano scrive:

            Nino sei fasullo come una monetina da tre centesimi.
            a) il bambino E’ oggetto di contrattazione, eccome. Vai a leggerti i contratti, dove viene specificato quali sono gli obblighi ai quali le parti si obbligano, sia durante la gravidanza sia una volta “sfornato il prodotto”.
            Leggiti in particolare quelle parti dove è scritto che la madre non può più accampare diritti sul bambino (leggi: non può più “chiederlo indietro”). La disponibilità non è generica, anzi è ben circostanziata e ha un oggetto ben preciso: il “regalino” (secondo murodigomma) o il “prodotto da banco” (secondo Galasi). Ma chi ti credi di infinocchiare con questi arzigogolii da sofista d’accatto?
            b) non sono comparabili, eh? Visto che ti atteggi a gran conoscitore delle leggi e dei loro articoli, adesso mi citi quale LEGGE dello stato italiano prevede ESPLICITAMENTE la possibilità dell’adozione da parte di COPPIE OMOSESSUALI.
            Dopodiché manda un telegramma a Cirinnà e soci dicendogli che hanno sprecato un casino di tempo visto che era già tutto perfettamente legale.
            Magari è possibile che ti rispondano che siccome ci sono i magistrati amici e creativi, della legge (quella che ti hai inventato) non c’è più bisogno.

          • Toni scrive:

            “a) Il bambino non è oggetto di contrattazione, oggetto di contrattazione è la disponibilità della donna”

            Nino…penoso.
            ma come non trovi imbarazzo

  4. Ester scrive:

    Molti giudici prima sentenziano poi vanno in parlamento , ovviamente a sinistra. Vediamo se anche questo è il caso …

  5. Sebastiano scrive:

    Come ampiamente previsto (ma non è che ci volesse uno scienziato) la stepchild è arrivata grazie a giudici compiacenti, tutti protesi al “supremo interesse del bambino” (mai uno che si chieda se non sia “supremo interesse” avere una mamma – e non un mammo – e un babbo – e non una babba).

    Mi chiedo ora quanto impiegheranno Lupi, Lorenzin, Cicchitto e tutto il codazzo degli altri gongolanti (“abbiamo fermato la stepchild”, rammentate i ridicoli?), a rendersi conto che il PD gliel’ha messa in quel posto.

  6. marina scrive:

    Ma come si fa a parlare di “buon senso” in casi come questo? ” ….realizzato con materiale genetico di uno dei due….” ma che roba è? di cosa sta parlando? Non riesco a capire come si faccia a sragionare in questo modo. Mi dispiace doverlo dire ma penso che vedremo presto in un’Europa islamizzata per benino come faranno questi del buonsenso a sostenere le loro splendide idee libertarie. Un poco di pazienza e vedrete…..

  7. giuliano scrive:

    e il famoso tribunale dei minori che dice ?? e il famoso telefono azzurro o rosa non parlano ?? silenzio di tomba. Rompono i coglioni solo ai genitori in difficoltà per togliergli i figli. Bastardi comunisti

  8. Gio scrive:

    Un rene e un bambino …per il buon senso….sono UGUALI !?!?!?!?!?!
    Per chi la conosce, la barzelletta di Pierino che vuole la bicicletta emulando nell’atto i propri genitori che desiderano un altro figlio, mi sembra sia molto attinente….è una barzelletta, però!!!!!
    Dall’articolo repubblicones si legge che la giudice (no, cara Boldrini, nè giudicessa e nè giudicia…) ha 3 figli e dei nipoti….e legge Famiglia Cristiana….tutto si spiega, allora!
    Come già evidenziato da chi la realtà sapeva bene come guardarla, il male è anche nella chiesa…
    Caro sig. Galasi, ma con tutti quei ‘probabilmente’ usati nel suo racconto, come si può affermare la realtà?

    • Gio scrive:

      A proposito del rene….ma se io vado in un paese estero a comprarmi un rene….incorro in un fatto penalmente perseguibile?

      • Nino scrive:

        Incorri in un fatto legalmente perseguibile nel paese estero, se in quel paese estero è reato ( che io sappia non è reato solo in Iran, ma non ne sono certo), non legalmente perseguibile in Italia

        • Sebastiano scrive:

          Occaspita, quindi se un domani si trovasse uno staterello qualsiasi dove la schiavitù è ammessa, una volta tornati in patria con schiavetto al fianco, ciò sarebbe un reato non legalmente perseguibile in Italia?

          • Nino scrive:

            :-) temo di no. Se un domani trovi uno staterello dove la schiavitù è ammessa puoi comprarti uno schiavo e tenerlo nello staterello, ma se lo porti in Italia non lo puoi più trattare come uno schiavo e sarà una persona libera. Mi spiace darti questa delusione

          • Nino scrive:

            Però se trovi uno stato dove il furto è legale e tu rubi lì il kohinoor, puoi tranquillamente tornare in Italia e tenerti il diamante :-)

            • Samwise Gamgee scrive:

              E se vai in uno stato dove la pedofila non è reato fai i tuoi comodi e la cosa la si viene a sapere in Italia, che ti succede?

              • Nino scrive:

                In quel caso c’è, per fortuna, una legge specifica che permette l’incriminazione e punisce con la reclusione i reati concernenti la prostituzione e la pornografia minorile, anche se commessi all’estero.

                Attenzione però, le autorità competenti straniere non sono obbligate dal diritto internazionale a dare comunicazione dei fatti alla magistratura italiana perché avvii un procedimento, né a fornire prove, atti processuali in caso di rogatoria, né collaborazione nelle indagini delle forze di polizia. Come dire che perfino per la prostituzione e la pornografia minorile c’è di fatto una impunità (sostanziale anche se non formale) se compiuta all’estero

                • Giannino Stoppani scrive:

                  E allora, se è vero che i nostri parlamentari a chiacchiere aborriscono la pratica dell’utero in affitto non si potrebbe fare qualcosa di simile pure cotanta sozzeria?

                  • Nino scrive:

                    temo che i nostri parlamentari (o almeno la maggioranza) non siano così motivati. E comunque sarebbe una iniziativa più formale che sostanziale, difficile provare che un uomo che torna in Italia con un figlio avuto legalmente all’estero abbia fatto ricorso all’utero in affitto

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Difficile provare? Ma che stai a dì?

                    • Sebastiano scrive:

                      Gianni’, cerca di capirlo: intende dire che può dichiarare di averlo trovato sotto un cavolo.

                    • Nino scrive:

                      difficile provare che ci sia stata una negoziazione, può essere benissimo un bambino nato da un normale rapporto sessuale tra un italiano ed una americana che però non ha intenzione di riconoscere il bambino. Difficilissimo se non si possono avere informazioni dallo stato americano. O vorreste condannare un uomo solo in base a dei preconcetti?

                    • Giannino Stoppani scrive:

                      Certo, come no.
                      Coi mezzi a disposizione della magistratura se vogliono non ti fanno neanche scendere dall’aeroplano.

            • Sebastiano scrive:

              Che è come dire che il bambino comprato all’estero è alla stessa stregua di un gioiellino che ti puoi tenere tranquillamente. Grazie della conferma.

              • Nino scrive:

                Sebastiano, Sebastiano, forse ti chiedi se un bambino nato all’estero con la collaborazione di una donna (non un bambino comprato) può essere legalmente portato in italia ed iscritto all’anagrafe con un solo genitore? Si, confermo.

                • Sebastiano scrive:

                  Guarda che non incanti nessuno: il bambino è comprato eccome.
                  Chiedi a Vendola o a Del Giudice.

                • giovanna scrive:

                  Che pizza, trollona, qui “nino”, ma come fai a non stufarti di scrivere sempre le stesse quattro scemenze, sebbene con vari horror-nick ?
                  L’unica cosa è che hai abbandonato definitivamente, e spero per sempre, il personaggio fintissimo e farlocchissimo e disgustosissimo del “nino-padre di famiglia-che ha delle perplessità sull’utero in affitto ” !
                  Brava, trollona,l’unico lampo di lealtà in una onorata carriera di trollaggio massiccio..e ancora Buona Pasqua !

                  ( alla fine, chi risponde alla trollona, , sapendo con chi ha a che fare, peggio per lui ! ma ricordiamoci che il tempo è breve, non solo per la trollona ! Buona Pasqua a tutti ! )

  9. giuliano scrive:

    ma un bambino ha diritto ad un padre e ad una madre. Così si esprimono gli organismi nazionali e internazionali da sempre, così si esprimono tutte le comunità scientifiche esperte di questo, così succede nel pianeta da quando l’uomo è comparso sulla terra. Sembra però che di fronte al volere dei vermi rossi che hanno legiferato contro natura, il famoso tribunale dei minori non apra la bocca e tutti i media leccaculi ripetono che un bambino può essere adottato da una coppia di sodpmiti

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