Google+

Quel sorriso di chi sapeva guardarsi allo specchio. Giorgio Gaber e i Benigni di oggi

gennaio 2, 2013 Pino Suriano

In quel sorriso c’era già tutto. Che poi, detto così, non rende. Era, il suo, molto più che un sorriso: una smorfia, una contorsione, un virtuosismo mimico. Sì, forse anche un sorriso, ma quel sorriso che è soprattutto un prendere per il c….
Del resto, nella sua carriera, non ha fatto che questo. E non sarebbe stato quel gran genio che è stato se non avesse fatto intendere, da subito, che quel sorriso non solo “ci” prendeva, ma soprattutto “lo” prendeva per il c….

La sua forza fu questa umiltà autoironica, che ha dato vita a ballate così profonde e vere da strappare riso e pianto a tante generazioni. “Io non ho paura di Berlusconi in sé, ho paura di Berlusconi in me”, diceva. Nel momento della crisi, della decadenza, qual è il primo obiettivo verso cui volgere la rabbia, in cui cercare il limite? Qualche casta, qualche potente? No, se stessi. E’ questa una delle grandi lezioni, attualissime, di Giorgio Gaber, che se ne andava il primo gennaio di dieci anni fa.

Ho ripensato a lui nei giorni scorsi, mentre Benigni concludeva il suo sermone sulla Costituzione. Mi sono chiesto che faccia avrebbe fatto ascoltandolo. Per me è quella della foto in pagina. Spero che si capisca il perché.

Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

2 Commenti

  1. Enrico scrive:

    Quella foto rivolta a me, con in mano la costituzione. La trovo perfetta. Ciao G.

  2. Mariano v. scrive:

    Ottimo articolo. Ottima sintesi. M.V.

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Un nome importante e un'eredità pesante, ma la Zaskar fa onore a entrambi e può essere considerata un riferimento per quella nuova classe di bici che reinterpretano il cross country

Rivoluzione in casa Corvette. L’ottava generazione della sportiva americana potrà contare sulla collocazione centrale anziché anteriore del motore e adotterà un V8 da almeno 650 cv. La nuova scocca dovrebbe restare fedele all’alluminio.

È la prima Bentley della storia alimentata a gasolio, oltre che la più “economica” a listino. Sotto il cofano della hyperSUV inglese pulsa il V8 4.0 TDI di derivazione Audi SQ7, forte di 435 cv e 900 Nm di coppia. Scatta da 0 a 100 km/h in 4,8 secondi.

Quali sono, quanto costano, come sono fatti, in che misure sono disponibili e che prestazioni promettono i migliori pneumatici invernali sul mercato; ecco una guida completa.

È la variante sovralimentata della nota GTC 4 Lusso, con la quale condivide le quattro ruote sterzanti. Le 4WD del modello originale cedono il posto alla trazione posteriore. Mutua da California T e 488 GTB il V8 3.9 biturbo, proposto nello step da 610 cv.

banner Mailup
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana