Google+

Poeti e scrittori in trincea durante la Grande Guerra. «Compagno, io non ti volevo uccidere»

maggio 25, 2015 Giovanni Fighera

prima-guerra-mondialePartito volontario per la grande guerra, Ungaretti la affronta come soldato semplice, non in audaci operazioni o imprese militari come D’Annunzio, ma nell’esperienza traumatica della trincea, al fronte, prima quello italiano, poi quello francese. A Mariano, nel 1916, vede la sua stessa fragilità e il suo stesso ardore di vita e di amore nel nemico, suo fratello («Fratelli»). Nel bosco di Courton, nel 1918, le mitragliatrici tedesche abbattono i soldati nemici che cadono come le foglie in autunno dagli alberi («Si sta come/ d’autunno/ sugli alberi/ le foglie»). La guerra porta ad uccidere l’altro uomo.

Ungaretti si ribella a questa violenza che distrugge i paesi lasciandone solo «qualche brandello di muro» e che ha trasformato il suo cuore in un cimitero, «il paese più straziato» («San Martino del Carso»).

Durante la Grande guerra l’esperienza della precarietà non annienta, anzi accentua il desiderio di infinito e di eternità del poeta. Ancora non credente, Ungaretti scrive: «Chiuso fra cose mortali// (anche il cielo stellato finirà)// perché bramo Dio?» («Dannazione» in L’allegria). L’uomo non si può accontentare soltanto di soddisfare il bisogno fisico, altrimenti sarebbe come la bestia. In «Perché?» (1916) Ungaretti scrive: «Ha bisogno di qualche ristoro/ il mio buio cuore disperso». E ancora nella poesia «Sereno» (1918) il poeta scrive: «Dopo tanta/ nebbia/ a una/ a una/ si svelano/ le stelle».

L’esperienza della morte nella prima raccolta porta Ungaretti ad amare ancora di più la vita. Così, nella notte trascorsa in trincea a fianco di un compagno morto, il poeta scrive «lettere piene d’amore», perché non è mai stato «tanto/ attaccato alla vita». (Veglia).

Pubblicata in ottanta copie nel 1916, la silloge viene, poi, ripubblicata prima con il titolo L’allegria di naufragi (1919) e poi L’allegria (1931). Nel passaggio da una raccolta all’altra la scrittura di Ungaretti è sempre più orientata nella direzione della scarnificazione del verso, dell’abolizione della punteggiatura, dell’espressione lapidaria, dell’uso del blanchissement (lo spazio bianco) per scolpire la poesia. Il verso, reso sempre più essenziale, si riduce talvolta ad una sola parola e diventa rivelatore del tentativo del poeta di andare al cuore delle cose e della vita, senza orpelli retorici e paludamenti che nascondano l’evidenza della realtà. Il titolo delle poesie è accompagnato dal riferimento al luogo e alla data di composizione (come in un diario).

Il senso religioso di Ungaretti è accentuato dall’esperienza della sofferenza, del dolore e della morte, più in generale dall’esperienza viva della guerra.

In Niente di nuovo sul fronte occidentale (1929) lo scrittore tedesco Erich Maria Remarque (1898-1970) documenta l’esperienza di un giovane soldato in trincea durante la Grande Guerra: «Compagno, io non ti volevo uccidere. Se tu saltassi un’altra volta qua dentro, io non ti ucciderei, purché anche tu fossi ragionevole. Ma prima tu eri per me solo un’idea, una formula di concetti nel mio cervello, che determinava quella risoluzione. Io ho pugnalato codesta formula. Soltanto ora vedo che sei un uomo come me. Allora pensai alle tue bombe a mano, alla tua baionetta, alle tue armi; ora vedo la tua donna, il tuo volto, e quanto ci somigliamo. Perdonami, compagno! Noi vediamo queste cose sempre troppo tardi. Perché non ci hanno mai detto che voi siete poveri cani al par di noi, che le vostre mamme sono in angoscia per voi, come per noi le nostre, e che abbiamo lo stesso terrore, e la stessa morte e lo stesso patire… Perdonami, compagno, come potevi tu essere mio nemico? Se gettiamo via queste armi e queste uniformi, potresti essere mio fratello».

Come Ungaretti, Clemente Rebora è soldato sul Carso nel 1915. La sua esperienza durerà poco, perché sarà presto riformato in seguito ad un’esplosione ravvicinata. Nella poesia «Viatico» Rebora racconta forse la vicenda più tragica che sia mai stata descritta riguardo alla Grande Guerra: un soldato ferito è rimasto senza gambe, nella terra di nessuno. Tre soldati corrono in suo soccorso per portarlo in salvo e muoiono sotto il fuoco nemico. Ora il soldato non potrà che morire, lontano dall’abbraccio fraterno, in silenzio per evitare che altri diano la vita per lui. Il poeta scrive: «O ferito laggiù nel valloncello,/tanto invocasti/ se tre compagni interi/ cadder per te che quasi più non eri./ Tra melma e sangue/ tronco senza gambe/ e il tuo lamento ancora,/ pietà di noi rimasti/ a rantolarci e non ha fine l’ora,/affretta l’agonia,/ tu puoi finire,/ e nel conforto ti sia/ nella demenza che non sa impazzire,/ mentre sosta il momento/ il sonno sul cervello,/ lasciaci in silenzio/ grazie,  fratello». In una lettera del 1925 in relazione ai suoi versi di guerra Rebora rivela che «quel tempo fu» per lui «un soccombere sotto la croce […]. E da allora cominciò» la sua conversione. La conversione vera e propria al cattolicesimo avviene nel 1929, fatto curioso perché in quello stesso periodo matura anche la conversione di Giuseppe Ungaretti. Ricevuta la prima comunione e poi la cresima, nel 1931 Rebora diventa novizio e nel 1936 è nominato sacerdote.


Ricevi le nostre notizie via email:

Leggi gli articoli sull'app:

Iscriviti gratuitamente alla nostra newsletter per ricevere tutte le nostre notizie!
I commenti sono liberi. La redazione rimuoverà quelli offensivi.

1 Commenti

La rassegna stampa di Tempi

Tempi Motori – a cura di Red Live

Le righe, si sa, rubano la scena a qualsiasi altro indumento del guardaroba e non tutti se le possono permettere. Ciò che ha fatto Rapha con questa fantasia, protagonista della nuova collezione Cross, è stato scegliere un accostamento di tonalità elegante e, soprattutto, ispirato all’abbigliamento indossato da Jeremy Powers (Rapha-Focus Team) alla conquista del titolo di campione nazionale […]

L'articolo Rapha presenta la nuova collezione Cross proviene da RED Live.

F1 2017 è un generatore virtuale di adrenalina. Un racing game emozionante e coinvolgente, completamente personalizzabile in base alle proprie esigenze. Il nuovo gioco di Codemasters affina la buona ricetta del 2016 e (ri)propone un solidissimo “simcade”, ovvero un efficace ibrido tra simulazione impietosa e arcade permissivo, immediato e profondo. Il risultato? Senza controllo di trazione […]

L'articolo F1 2017 è pura adrenalina virtuale proviene da RED Live.

Con il nuovo Peugeot Belville, la Casa del Leone s’inserisce in uno dei mercati più floridi in assoluto: quello degli scooter piccoli a ruota alta. È disponibile in due cilindrate (125 e 200) con prezzi a partire da 2.950 euro

L'articolo Prova Peugeot Belville proviene da RED Live.

Che Kia sia un’azienda coreana Doc è assodato ma è altresì vero che il suo quartier generale europeo si trova ad appena 500 metri dall’entrata del Salone di Francoforte. E’ quindi normale che Kia viva la kermesse tedesca in modo speciale, come la fiera di casa, quella in cui sfruttare il fattore campo favorevole per […]

L'articolo Kia Proceed Concept: il futuro passa da qui proviene da RED Live.

Tucano Urbano gioca d’anticipo su EICMA e presenta ora la collezione autunno/inverno 2017/2018. Per chi viaggia in moto 365 giorni all’anno.

L'articolo Tucano Urbano collezione autunno/inverno 2017/2018 proviene da RED Live.

MailUp - Osservatorio statistico 2017 - banner download
logo EA-Group
logo EA-Group
logo La nuova Bussola quotidiana