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Ai playoff della Dinamo Sassari. Una squadra di campioni, in campo e fuori

maggio 30, 2014 Susanna Campus
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Susanna con il vice allenatore Paolo Citrini

Cari amici, era di importanza strategica arrivare quarti in classifica per la corsa ai playoff (avrete capito che parlo di basket) e l’11 maggio ero in campo anche io per dare coraggio ai ragazzi della Dinamo Sassari. La partita è stata giocata magistralmente anche se, all’inizio, qualche colpo l’abbiamo preso (eh questi ragazzi… il loro sport preferito è farci prendere qualche infarto!) ma, alla fine, ce l’abbiamo fatta.

Il bello è che, a fine partita, quando mi si è avvicinato il team manager Luigi Peruzzu per darmi appuntamento al 19 e al 21 per le prime due partite, mia sorella Immacolata si è rivolta alla dottoressa Chessa che mi accompagnava dicendole: «Ti prego, sedatela fino ai playoff!». E poi, rivolgendosi a Peruzzu, ha rincarato ironicamente la dose: «Ditele che non può più venire! Per venire al palazzetto mette a carte quarantotto la città». In effetti, non ha tutti i torti. Ho fatto il finimondo per riuscire ad andare, spostando addirittura il mio cambio cannula di diversi giorni. Non ci avrei mai rinunciato. E ho fatto bene.

dinamo-sassari-campus-susannaGARA 1 PLAYOFF: Dinamo-Brindisi (19-5-14) 75-73
Per la partita i Commando e il settore D hanno organizzato delle coreografie meravigliose. Era uno spettacolo commovente vedere quanto amore i tifosi provassero per la Dinamo.
Diciamola tutta: siamo partiti male e il canestro sembrava stregato. Brindisi giocava davvero bene e noi stavamo sotto. Caspiterina, eravamo sotto di tanti punti, anche se io continuavo ad avere fiducia nei “miei ragazzi”. Infatti nel quarto quarto hanno iniziato a recuperare punto su punto, arrivando alla vittoria. Ma che fatica! Un punto, comunque, l’avevamo messo in saccoccia.

dinamo-sassari-campusGARA 2 PLAYOFF: Dinamo-Brindisi (21-5-14) 89-62
Prima della partita è stato premiato il nostro MVP, Drake Diener, e l’ovazione di tutto il popolo bianco-blu è stata indescrivibile….
La partita è iniziata alla grande, i ragazzi sembravano dei fulmini, Drake e Travis sembravano due bombe atomiche e Drake mi ha fatto divertire con le sue triple (come richiesto). Sono stati tutti favolosi: la difesa non lasciava scampo e i ragazzi erano un muro impenetrabile. Era così che li volevo, come avevo confidato a Brian: la mia Dinamo non deve aver pietà per nessuno. Il palazzetto era una bolgia tanto che a Sassari sembrava arrivato il terremoto. Rispetto a gara 1, devo dire, è stata meno combattuta (e meno male!).
Ovviamente, un po’ è merito anche mio, che bonariamente sprono i giocatori con le mie filippiche e ramanzine (sono convinta che, pur di non sentirmi più chiacchierare, quelli si danno il doppio da fare, altrimenti “chi la sente quella!”). Ormai sono un po’ tutti come dei miei nipotini e io sono la loro zia brontolona. Li difendo a spada tratta da tutti e contro tutti, ma da loro voglio il massimo. Così, giusto per non farli rilassare, ho raddoppiato le raccomandazioni in vista di gara tre, a Brindisi, dove non avrei potuto esserci per il problema che sapete.

dinamo-sassariGARA 3 PLAYOFF: Brindisi-Dinamo (23-5-14) 75-82
Allora? Ho fatto bene a stressarli sì o no? A vedere il risultato direi proprio di sì. Sapevo che sarebbe stata una partita difficile perché Brindisi non poteva fallire, ma avevo fiducia nei “miei ragazzi” e soprattutto contavo su Brian che avevo ossessionato anche stavolta (poverino… non so cosa lo spinga a viziarmi invece che mandarmi al diavolo….).
La partita è iniziata bene e, fino all’intervallo, eravamo avanti anche di 10 punti ma alla ripresa ci siamo un po’ smarriti. Io, impotente nel mio letto, sudavo come Ercole quando affrontò le sette fatiche. Iniziato l’ultimo quarto e sotto di 10 ho iniziato a pensare intensamente ai ragazzi: «Dai che ce la fate! Abbiamo ancora tempo per recuperare! Passa di qui! Tira di là!». Oh!, ha funzionato. Lo so, ora voi mi direte che non è mica merito mio. Già, e di chi allora?
Insomma, missione compiuta. Brian è stato il migliore in campo (che ve lo dico a fare?). È stato un drago e ne sono felice…. forse lui non tanto, e dirà: ma questa rompiscatole proprio con me se la doveva prendere? Bè caro Brian, io ho capito che dentro di te c’è un grande campione, e voglio che venga fuori!

Come avete capito da questa lunga descrizione, ho vissuto queste partite con grande partecipazione. Sono davvero fiera di essere una supertifosa della Dinamo e soprattutto ne vorrei approfittare per dire che questa squadra si sta dimostrando – come si vede nei miei confronti – di essere capace di grandi gesti anche fuori dal campo. Questa è una cosa importante, non solo per me – che ne sono la prima beneficiaria – ma per tutti, perché è un segno che ci sono ancora delle persone capaci di essere sensibili, generose e altruiste. Di questi tempi, non è poco.

Tutto questo è un bellissimo sogno! E ora non mi fermo qua: le mie aspettative sono tante e non rinuncio alla mia vita e ai miei sogni per colpa della Sla, ma continuo a lottare per la gioia di vivere.

Non rinunciate mai di arrivare alla vostra meta. Fate come me, come fanno tanti malati e come fanno i “miei ragazzi”!

bacioni

Susanna

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2 Commenti

  1. Anna scrive:

    Susiiiiiii :-) sei bellissima (*^__^*) potresti fare il motivatore di professione 😀 ti voglio bene :-) ma sai che anche io ho un sogno? Ed è quello di incontrarti, vorrei conoscere di persona la forza della natura, Quale sei 😉

    Risponde Susanna: cara anna sai cosa motiva me e tanti altri malati? l’amore per la vita. tutti dovrebbero apprezzare questo dono che ci viene offerto! il tuo sogno si può realizzare benissimo…. vieni a trovarmi, oppure se ne hai occasione, mi troverai al palazzetto a sostenere i miei ragazzi il 3 e il 5. un bacione susanna

    • mare scrive:

      susy ti adoro anch’io, aspetto sempre in grazia il tuo post, perche’ fa volare in alto.
      tvtttttb

      risponde Susanna: grazie mare ma racconto solo le mie esperienze e ciò che mi fa felice. un bacione susanna

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