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Pisapia e l’egualitarismo che danneggia le donne

agosto 30, 2011 Rodolfo Casadei

Se avevo qualche dubbio sulla giustezza del mio voto a favore di Letizia Moratti e sfavorevole a Giuliano Pisapia nei due turni delle elezioni municipali milanesi, è bastato il primo annuncio da parte del nuovo sindaco a proposito della Giunta che sta per costituire per spazzarlo via. Se si rivotasse oggi, darei lo stesso voto di domenica scorsa, anche nella certezza di consegnarlo alla parte perdente.

Cos’è successo? È successo che il mondo è stato messo al corrente di quello che sarà il primo atto della nuova amministrazione: “La nuova Giunta sarà composta per metà di donne”, ha fatto sapere il neo sindaco. E tenuto conto che la prima frase di peso politico che ha pronunciato nel suo discorso durante la festa di piazza per la sua elezione è stata “aiutatemi a governare Milano con giustizia”, dopo questa prima mossa possiamo renderci conto di qual è la sua idea di giustizia: quella propria dell’egualitarismo. Per essere giusto, un sindaco deve attribuire lo stesso numero di assessorati agli uomini e alle donne. Nell’atmosfera di euforia che caratterizza il nuovo dato politico e di unanime entusiasmo per tutto ciò che suona progressista, nessuno ha finora obiettato e denunciato la profonda ingiustizia di una decisione che ha un famoso precedente nella formazione del primo governo Zapatero in Spagna.

Una decisione che svilisce insieme le donne e le istituzioni. Svilisce le donne perché le ammette ad un’alta magistratura non per merito, ma per il solo fatto di appartenere al sesso femminile; per una ragione estrinseca e non per una reale e univoca corrispondenza delle loro qualità al compito; svilisce le istituzioni perché suggerisce l’idea che ministeri, assessorati, presidenze, ecc. non sono alte responsabilità pubbliche che richiedono la selezione dei migliori candidati, con qualche concessione semmai alle esigenze di coalizione di una vittoria multipartitica, ma vere e proprie spoglie di un bottino che può essero utilizzato per scopi diversi dalla funzionalità amministrativa. Nel caso di Pisapia (e di Zapatero) lo scopo è far progredire il politicamente corretto, attuare un’opera di ingegneria sociale, proclamare le ragioni dell’egualitarismo. Nessuno dubita che a Milano si possano trovare sei donne di sinistra in grado di svolgere dignitosamente il ruolo di assessori occupando la metà dei posti a disposizione in giunta, ma peserà sempre su di loro l’ombra di un favoritismo, rispetto ad altri candidati, centrato su ragioni estranee alle loro capacità politico-amministrative.    

La bella uscita del nostro nuovo sindaco m’ha fatto venire in mente una vicenda simile che ha avuto luogo nel contesto della transizione politica tunisina. Il principale organismo incaricato di proteggere e promuovere la rivoluzione che nel gennaio scorso ha costretto all’esilio il presidente-dittatore Ben Ali ha deciso che le liste bloccate dei partiti che si presenteranno alle elezioni politiche di luglio dovranno obbligatoriamente presentare candidati uomini e donne alternati, di modo che risulteranno eletti alla fine approssimativamente lo stesso numero di uomini e di donne. Tutti i membri del consiglio rivoluzionario hanno votato a favore, compresi gli esponenti del partito islamista (Ennhada), e non c’è da dubitare che Giuliano Pisapia si sarebbe unito convintamente a tale voto. Solo un paio di femministe hanno obiettato che non è questa la vera promozione della donna, e che la presenza femminile forzata nelle liste e poi fra gli eletti probabilmente darà vita a un parlamento con molti deputati eterodiretti da interessi esterni partitici o di altra natura, non essendo verosimilmente molte delle candidate dotate della personalità, dell’indipendenza e della sicurezza nei propri mezzi necessarie per reggere alle pressioni.

È importante sottolineare le valenze di questo primo atto politico e simbolico del nuovo sindaco, perché si colloca in una perfetta continuità e coerenza con le altre sue posizioni radicali, quelle che lo hanno visto firmare leggi per l’eutanasia, la legalizzazione delle cosiddette droghe leggere e l’istituzione delle “stanze del buco” per gli eroinomani, e quelle che nel suo programma gli fanno promettere sostegno a chi interrompe una gravidanza e l’introduzione di un registro comunale delle unioni civili per le “famiglie plurali”. I due cardini del pensiero moderno, nel quale si identificano tutti i partiti della coalizione che ha portato Pisapia alla vittoria, sono l’autonomia morale dell’uomo e l’egualitarismo. Entrambe comportano la negazione di Dio. Nel pensiero moderno l’uomo è il Dio di se stesso, si dà da sè le norme morali, rifiuta la morale religiosa perché eteronoma (cioè perché arriva dall’esterno), vuole essere il creatore della sua propria natura, rifiuta di riceverla da un altro. Così si spiegano le porte aperte anche alla libertà di abortire, assumere sostanze stupefacenti, mettere fine alla propria vita, generare vita secondo un proprio progetto ricorrendo a tecniche varie, ecc.: sono il prezzo del primato assegnato all’autodeterminazione umana.

Ma tutte queste e le altre libertà umane concepibili non si potrebbero attuare se contemporaneamente non si stabilisce la piena uguaglianza, di diritto e di fatto, fra tutti gli uomini in tutti gli ambiti della loro esistenza che sembrano connotati da diseguaglianze. E ciò per due ragioni, una politica e una filosofica. La ragione politica è che la disuguaglianza è considerata la fonte di tutti i conflitti e di tutte le sofferenze e i disordini che da essi conseguono, in quanto essa istituisce i ruoli dell’oppressore e dell’oppresso, dello sfruttatore e dello sfruttato, dai quali il conflitto nasce per la ribellione dei secondi contro i primi; la ragione filosofica è che l’uguaglianza assoluta permette all’uomo di esercitare la sua autonomia morale senza più le barriere che derivano dalla tradizione, dalla religione, dai rapporti sociali, ecc. Finchè non è dichiarata la relatività e l’indifferente valore di tutte le religioni, di tutte le morali, di tutte le tradizioni, finchè non è annullato ogni principio gerarchico (a cominciare da quello che sovraordina Dio all’uomo) la libertà dell’uomo è impossibile, perché ci saranno sempre un Oltre, un più Alto, un più Grande che avanzeranno pretese su di lui.

I cristiani che hanno votato Pisapia incantati dalla sua retorica egualitarista hanno confuso l’egualitarismo relativista e antiteista di un laico di sinistra radicale, erede della tradizione del pensiero moderno, con la cristiana uguaglianza di tutti gli uomini di fronte a Dio e con l’uguale dignità di tutti gli esseri umani, per i quali Gesù Cristo è morto in croce senza fare differenze. Hanno confuso l’uguaglianza che permette di emanciparsi da Dio con l’uguaglianza della dignità umana che ha la sua garanzia in Dio. Ma non è poi così difficile distinguerle: dai frutti si riconosce l’albero. Un’idea di uguaglianza astratta, concepita per liberare l’uomo da Dio, darà vita, per esempio, a istituzioni politiche sessualmente segregate: 6 posti agli uomini, 6 posti alle donne. E aspettiamo un’estensione dello spoil system ad altri gruppi connotati in base al “gender”.

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10 Commenti

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  2. car scrive:

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  3. karlocl scrive:

    si si speriamo in effetti che le azioni del nuovo sindaco….siano più aperte al gender…tre idee:

    -un sostegno chiaro alle iniziative gay , con un patrocinio del comune e con qualche iniziativa nelle scuole
    – una chiara presa di posizione sulle discriminazioni e sulle violenze che i gay subiscono
    -un impulso al registro comunale per le coppie di fatto.

    Tutto questo è civiltà….

  4. Giuliano Galassi scrive:

    due idee contro natura e una falsa
    il gay è una distorsione della sessualità umana e va corretta e curata come una malattia
    il matrimonio è una istituzione antropologica su cui l’umanità ha sempre fondato la sua consistenza e progresso. La coppia di fatto è un non senso.
    le discriminazioni e le violenze i gay le subiscono nei paesi islamici e comunisti, non in Italia. QUi si discriminano solo i Cristiani

  5. karlocl scrive:

    Mi scusi in che modo si discrimano i cristiani in italia?

  6. margherita puliti scrive:

    Concordo in pieno!
    non c’è nulla di più contrario alla dignità femminile che riconoscerla per legge!

  7. ACHILLE LISSONI scrive:

    I due cardini del pensiero moderno, nel quale si identificano tutti i partiti della coalizione che ha portato Pisapia alla vittoria, sono l’autonomia morale dell’uomo e l’egualitarismo. Entrambe comportano la negazione di Dio.
    Aspirare ad una maggiore uguaglianza tra gli uomini è contro Dio?
    E’ negare Dio?
    Dio ha forse detto che gli uomini non devono essere moralmente autonomi? E la coscienza individuale non deve esistere, perchè pensare di poter pensare con la propria testa vuol dire automaticamente negare l’esistenza di Dio?
    Ma chi sono qui ed ora i portavoce ufficiali di Dio?
    I Giuliano Galassi?

  8. ultron scrive:

    Non è mica una legge, è una promessa elettorale mantenuta da Pisapia come da Fassino e Da de Magistris (vedremo).
    La precedente giunta era composta da 4 assessori in più ma solo 4 donne, che poi che fine hanno fatto… Le donne in politica si sa come vengon scelte nel campo berlusconiano, la Minetti, ad esempio, falsa igienista dentale che ha fatto scuola. In realtà doveva esser assai più numeroso il “ciarpame senza pudore” che aveva denunciato la Lario, la sua uscita ha bloccato “l’operazione”, le candidate avevan già fatto un corso di una settimana con Larussa, quello di “chi cacchio è Lukascenko”?.
    Io invece credo che dare (come succede nelle avanzate democrazie del nordeuropa ) maggiore presenza e visibilità alle donne è importante, perchè costituiscono più del 50% del corpo elettorale ma in politica non contan nulla. Non conteranno mai nulla se si continuasse così, visto che quello politico è mondo maschilista per antonomasia, pure quando vi è una donna sindaco, la Moratti, le donne eran del tutto sottostimate e in lista eran negli ultimi posti.
    In Italia esiste la Chiesa cattolica che considera le donne non adatte al ruolo sacerdotale, al contrario di altre confessioni religiose, quindi pur essendo queste presenti come stragrande maggioranza nelle parrocchie e nelle Chiese le esclude. La politica si adegua, finora.
    Le prossime elezioni vedremo proposte simili dal cd, come ora il cd parla di primarie, la destra sempre ad inseguire la sinistra.
    Tutti sanno che abbiam la destra più arretrata d’Europa.

  9. Rodolfo Casadei scrive:

    “La destra più arretrata d’Europa” avrà il mio voto fino a quando non si piegherà al politicamente corretto. Quando si farà guidare da gente come Fini e Bocchino certamente non avrà il mio voto e me ne starò a casa anzichè scegliere fra due mali identici. La nota sulla Chiesa cattolica che non ammette le donne al sacerdozio denota profonda ignoranza teologica: il sacrificio eucaristico è sacrificio di Cristo che si è incarnato come persona maschile, pertanto il sacerdote, che nella celebrazione eucaristica agisce “in persona Christi”, è necessariamente maschio. Nell’ebraismo da cui discendiamo il sacerdozio femminile è ugualmente privo di senso. Nelle chiese protestanti le donne non sono sacerdoti, ma pastori: la loro teologia dell’Eucarestia è differente da quella cattolica, essendo per essi una “cena del Signore” e non un rinnocvamento del sacrificio. La Chiesa cattolica deve fare più spazio al genio femminile, anche a livello di posti di responsabilità. Ma non certamente profanando l’Eucarestia. Pretendere il sacerdozio femminile sarebbe come per un uomo pretendere di partorire. Cosa che forse un giorno avverrà, quando gli epigoni di Pisapia decideranno che non è giusto che il parto sia un peso e una gioia che tocca solo alle donne, e stabiliranno, in nome dell’uguaglianza e delle politiche di genere, che nelle coppie si partorisca alternamente: una volta la donna, una volta l’uomo (non necessariamente in questo ordine). E c’è poco da ridere, perché questa è la china su cui siamo avviati.

  10. ultron scrive:

    Il suo voto e quello di pochi altri a quanto pare.
    la ringrazio per l’Ignorante, da “informato” però dovrebbe sapere che per 9 secoli son esistiti dei diaconi donna, che la chiesa anglicana e luterana ha ordinato dei vescovi donna, che esiste pure nel mondo cattolico un dibattito che non è semplicistico come la sua pedissequia ripetizione dottrinale. L’Eucarestia è fonte di divisioni da secoli nel mondo cristiano. Il paragone con l’uomo che dovrebbe saper partorire è sbiellato e ridicolo, denota tra l’altro solo una mentalità arretrata che considera le donne buone solo a far figli, quella è la loro unica funzione, pensiero che smaschera il vero pensiero di una persona destrorsa e dalla mentalità antica, quale lei indubbiamente è.
    Peccato che i tempi cambiano e i dogmi interessan sempre meno alla gente.

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